LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Posts Tagged ‘Dario Franceschini’

L’ultima folle ipocrisia del Pd: “la Calabria è troppo isolata, stop al Ponte sullo Stretto”. Ma si rendono conto che è un controsenso?

Posted by Peppe Caridi su 25, luglio, 2012

La sapete l’ultima? Il Pd è impazzito! Direte che non è una novità? Sarà, ma che arrivasse a questo punto era difficile immaginarlo. La politica è fatta di idee, confronti e opinioni ma c’è una logica di base su cui non si può prescindere, e senza la quale i cittadini fanno davvero fatica a capire le cose. E se il Partito Democratico in Calabria è sotto il 10% dei consensi, evidentemente, un motivo c’è.
Ma voi immaginate se, tanto per fare un esempio, il Milan volesse risolvere i suoi problemi dell’attacco dopo la partenza di Ibrahimovic, acquistando un portiere? O se un diabetico volesse risolvere il suo problema di salute, mangiando nutella e cannoli siciliani?
No, Bersani e Minniti non hanno detto questo. Ma quasi. Hanno detto che la Calabria è troppo isolata dal resto del mondo, che mancano infrastrutture e che quindi bisogna risolvere il problema. La soluzione? Bloccare l’iter del Ponte sullo Stretto! Sì, avete sentito bene. Il problema della Calabria isolata dal resto del mondo è del Ponte dello Stretto, il Ponte che però non c’è …
Stamattina proprio Marco Minniti, deputato calabrese del Pd, insieme al segretario del partito Pier Luigi Bersani e il capogruppo alla Camera Dario Franceschini hanno presentato una mozione per chiedere al Governo misure tempestive contro la situazione “insostenibile” della “Calabria che sta morendo” per carenza di infrastrutture che la colleghino al resto del Paese.
In una conferenza stampa a Montecitorio, gli esponenti del Partito Democratico hanno detto che “serve una ripresa del tema sud in una chiave di reciprocità, chiave devastata dalla cultura della destra in questi anni. In particolare, va chiuso il capitolo del ponte sullo Stretto. E’ venuto il momento di chiudere quel miraggio, la società ponte sullo Stretto andrebbe sciolta“.
Come al solito, la sinistra addossa a qualcosa che non esiste le “colpe” di uno status quo di cui è quantomeno complice nelle gravi responsabilità politiche. Negli ultimi 7 anni, ad esempio, la sinistra ha governato per 5 anni la Regione Calabria. E negli ultimi 12 anni, è stata al governo nazionale per 7 lunghi anni, senza contare l’ultimo in cui il Pd sta comunque appoggiando il governo tecnico guidato a Mario Monti. Qual’è la “cultura della destra di questi anni“? Quale destra?
Fatto sta che il Ponte non c’è. E una cosa che non c’è non può essere causa dei problemi esistenti.
Dopotutto il vecchio PCI negli anni ’70 criticava aspramente, sulle pagine de “L’Unità“, la realizzazione dell’A3 Salerno-Reggio Calabria. La motivazione? “Questa Regione è piena di mulattiere, costruire un’autostrada non serve, bisogna fare le stradine interne“. La stessa solfa di questi anni. Cambiano le persone, ma non l’atteggiamento. Eppure ne è passato di tempo …

L’A3 Salerno-Reggio Calabria è invia di completamento

Che fine ha fatto la vecchia sinistra, rivoluzionaria e progressista? Vogliosa di fare e di cambiare il mondo?
Dire “no” a tutto e a tutti, senza motivo e anche andando contro ogni logica, evidenzia una carenza di idee, di stimoli, di progetti.
Adesso più che mai, con l’A3 sempre più moderna e in via di completamento definitivo, bisognerebbe sostenere la realizzazione di una grande opera come il Ponte sullo Stretto, che stravolgerebbe in positivo l’economia di tutta l’Italia meridionale, e in modo particolare della Calabria.
Dopotutto l’idea del Ponte la sinistra, nel corso degli anni, l’ha sempre sostenuta e portata avanti. Lo storico “sì” del Cipe arrivò nel 1999 grazie al governo D’Alema. Ma da quando Berlusconi è arrivato al governo nel 2001 e ha continuato nell’iter del Ponte, fuori dalla logica delle parti che devono per forza contrapporsi, la sinistra ha smentito se stessa e improvvisamente ha iniziato a dire “no” a un’opera che, sin dai tempi di Craxi e poi di Prodi, aveva sempre sostenuto con piena convinzione.
Insomma, se vengono a chiedervi perchè in Calabria non riescono ad arrivare neanche al 10%, sapete bene cosa rispondergli …

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Pd, Franceschini si candida. Scontro con Bersani

Posted by Peppe Caridi su 25, giugno, 2009

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/ceschi2.jpghttp://www.ilgiornale.it/Doveva essere solo un traghettatore. Portare il Pd ridotto in frantumi dalle sconfitte di Veltroni al congresso di ottobre. Disse: “Pochi mesi e mi farò da parte”. Invece si candiderà. L’ex Dc Dario Franceschini c’ha preso gusto, forse per le numerose (anche se solo millantante…) vittorie sul Pdl. “Mi candido per portare il Pd nel futuro e per non tornare indietro”. Con queste parole, registrate con un messaggio-video sul suo sito, il segretario annuncia la sua candidatura alla leadership del partito in vista del congresso di ottobre. E si apre già il braccio di ferro con l’ala diessina del partito: Massimo D’Alema per interposta persona di Pierluigi Bersani, che oggi dovrebbe annunciare la sua candidatura alla segreteria.  Leggi il seguito di questo post »

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Il contrordine compagni di Dario

Posted by Peppe Caridi su 25, giugno, 2009

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/ceschi1.jpgdi Peppino Caldarolahttp://www.ilgiornale.it/Dario Franceschini si ricandida. Il segretario che ha perso tutto quello che si poteva perdere, tranne tre o quattro roccheforti rosse, dichiara di essere pronto a sfidare Pierluigi Bersani. L’annuncio è venuto dal suo sito, che dopo quattro ore aveva registrato solo 77 contatti, e da quello di Repubblica, il vero sponsor dell’ex vice di Veltroni. Il discorso di autoinvestitura molto anti dalemiano: «Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano prima di me, molto prima di me». Fra gli ex Ds la frase ha creato irritazione e ironia e qualcuno ha ricordato che prima di Franceschini «c’era solo Mariano Rumor». Leggi il seguito di questo post »

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PD: TENSIONE DA CONGRESSO, AL VIA LE GRANDI MANOVRE. Parole D’Alema agitano partito. Franceschini: Non l’ho letto

Posted by Peppe Caridi su 10, giugno, 2009

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/pd3.jpg(di Cristina Ferrulli – ANSA) – ROMA, 10 GIU – Non regge la tregua interna, invocata da Dario Franceschini in vista dei ballottaggi. Nel Pd si torna a respirare un’aria pesante e, anche se in modo sotterraneo, sono cominciate le grandi manovre in vista del congresso. Ci si divide sulla visita di Gheddafi al Senato, continuano i distinguo di Francesco Rutelli sull’eurogruppo, ma e’ soprattutto una possibile discesa in campo di Massimo D’Alema, poi smentita dall’interessato, a scatenare reazioni indignate e congetture. ”Non l’ho letto, ora sono concentrato sui ballottaggi e sull’impegno a tenere unito il partito”, taglia corto Dario Franceschini che, comunque, come spiega un suo fedelissimo, ”si sapra’ attrezzare” contro il rischio di restare stritolato da guerre interne gia’ viste in passato. Leggi il seguito di questo post »

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Lettere immaginarie / Enrico Berlinguer a Dario Franceschini

Posted by Peppe Caridi su 10, giugno, 2009

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/pd2.jpg di Ruggero Guarini (Il Velino) – Mio caro amabilissimo ragazzo. – Ma dove hai trovato il coraggio di rilanciare la mia celebre teoria della “diversita’” e di sventolarla come una bandiera sotto il naso del povero Fassino, che a te sembra, giustamente, troppo poco orgoglioso della sua schietta fede giovanile? Credi forse che quella mia dottrina, che fu da me concepita per designare l’abissale differenza non soltanto politica e ideologica ma anche soprattutto morale e culturale che passava allora fra noi comunisti e il resto dell’umanita’, possa diventare la bandiera di quella modestissima sinistra che ti ha oggi incaricato di curarne il fallimento? Non lo sai che la “diversita’” che io attribuivo ai militanti del mio defunto partito era un concetto squisitamente razzista? Il mio razzismo, naturalmente, non era di specie genetica come quello che alligno’ un po’ dovunque nell’era del colonialismo, e che oggi sta tornando ad allietare la vostra Europa multietnica. Era piuttosto di specie rigorosamente morale e culturale.  Leggi il seguito di questo post »

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IL PARTITO DELL’APPENNINO

Posted by Peppe Caridi su 9, giugno, 2009

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/dario.jpgdi Mario Giordanohttp://www.ilgiornale.it/Se questa è una vittoria, beh, anche Caporetto allora dev’essere rivalutata. Abbiamo passato una notte e un giorno ad ascoltare le grida di giubilo degli esponenti Pd, che festeggiavano con sbronze di parole quel -7 per cento ottenuto alle europee rispetto alle politiche di un anno fa (contenti loro), ed eravamo lì ammirati dalla loro superproduzione di faccia tosta con cui in tutti i talk show trasformavano impunemente una sconfitta reale in una vittoria virtuale, quando all’improvviso sono arrivati i primi dati delle amministrative, che nella loro cruda concretezza, hanno riportato tutti con i piedi per terra. Anzi, per quanto riguarda il Pd, anche un po’ sottoterra. Leggi il seguito di questo post »

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Franceschini: «Eravamo Davide contro Golia Qui non vincerebbe neanche Obama»

Posted by Peppe Caridi su 8, giugno, 2009

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/elez.jpgdi Aldo Cazzullohttp://www.corriere.it/ – «Eravamo Davide contro Golia; e non sempre Golia perde. E’ stata l’ennesima partita truccata; e ormai siamo talmente assuefatti che diranno che cerco scuse. Ma non è così. In questi giorni ho toccato con mano una disparità enorme di soldi, di mezzi, di tv, di giornali tra il Pd e Berlusconi. Non c’è una sola democrazia al mondo in cui il confronto politico sia così squilibrato. Nelle condizioni «italiane», neppure Obama avrebbe mai battuto McCain. Non per questo è il momento di cedere; anzi, ora più che mai dobbiamo restare uniti. Ieri sera, alle otto e mezza, ho convocato nella sede del Pd il gruppo dirigente, a urne chiuse. C’erano tutti: i capigruppo, i segretari regionali, i big. E ho detto: «Questo è il momento di serrare i ranghi, di essere solidali tra noi. Tutto sommato un certo recupero di fiducia c’è stato; se in questi tre mesi avessimo litigato come stavamo facendo prima, sarebbe andata peggio. Se da stanotte i litigi riprendessero, se ricominciassimo a dividerci, allora davvero sarebbe la fine. I militanti che si sono battuti anche stavolta, gli elettori che ci sono rimasti fedeli, non ce lo perdonerebbero mai».  Leggi il seguito di questo post »

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