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Alluvione in Calabria e Sicilia: foto e riflessioni dopo una settimana di forte maltempo

Posted by Peppe Caridi su 25, novembre, 2011

Si chiude con questo weekend in cui fortunatamente tornerà a splendere il sole, una settimana tragica per Calabria e Sicilia funestate dal maltempo. A Saponara, in provincia di Messina, tre persone sono morte a causa di una colata di fango ma in moltissimi altri centri del Messinese Tirrenico (Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo su tutti) i danni sono ingentissimi, così come su gran parte della Calabria, colpita duramente soprattutto nel Catanzarese.

Per saperne di più vi invito a leggere le riflessioni che vi indico e a osservare le fotografie:

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UN INASPETTATO, APOCALITTICO, TEMPORALE ALLUVIONALE. 25 OTTOBRE 2007, “ALLUVIONE LAMPO” AMESSINA

Posted by Peppe Caridi su 26, ottobre, 2007

25 Ottobre 2007: Alluvione Lampo a Messina
Postato il Friday, 26 October @ 00:37:59 CEST di Peppe Caridi

Un inaspettato, apocalittico, temporale alluvionale

Una violenta alluvione lampo ha colpito la zona Sud di Messina, con 175mm caduti in poco più di due ore a Santa Margherita.
Ancor di più ha piovuto tra Giampilieri e Nizza di Sicilia. Danni e smottamenti anche a Scaletta Zanclea.

Dopo le piogge, molto abbondanti, delle ultime settimane, i nubifragi persistenti dovuti a celle temporalesche autorigeneranti hanno fatto il resto: Ottobre piovosissimo per Messina che ha già superato l’apporto pluviometrico da inizio 2007 che normalmente, per media, dovrebbe cadere in un solo anno: e mancano ancora i due mesi più piovosi, Novembre e Dicembre.

Domenico segue le previsioni su MeteoWeb da molto tempo, e si fida. Ogni tanto viaggia tra Gambarie e Roccaforte del Greco, nel cuore dell’Aspromonte: sono zone impervie, dal clima particolarmente instabile e incerto, così ogni tanto mi consulta via e-mail per maggiori delucidazioni.
E così ha fatto anche stavolta.

“Vai tranquillo”, gli dico. “Ci saranno molte nubi, ma non pioverà”.
Non pioverà, già.

Non era prevista nessuna precipitazione, nessun temporale, neanche una goccia d’acqua.

Il maltempo, come annunciato sul MeteoNotiziario di MeteoWeb, si sarebbe spostato al Nord, con l’arrivo dello scirocco nello Stretto: una delle più classiche situazioni che nei mesi autunnali si possono verificare nella nostra Penisola.

Ma che Giovedì 25 Ottobre 2007 sarebbe stata una giornata diversa, una giornata anticonformista, una giornata fuori dagli schemi, s’è capito già da subito: in mattinata, tra le 07.00 e le 08.00, dei rovesci a tratti intensi colpiscono lo Stretto, con forti venti di scirocco. In modo particolare le zone Joniche.

5mm a Santa Margherita, zona Sud di Messina, 2mm a Reggio Calabria.

Nulla di che, ma comunque pioggia non prevista.
Lo scirocco soffia forte, poi, nel corso della giornata, con raffiche che raggiungono i 40km/h a Reggio Calabria.

Tutto è tranquillo, il forte vento spazza via le nubi dal cielo e torna il sole, un bel sole, a tratti intenso, tanto da far schizzare le temperature fino a +20°C nel primo pomeriggio : non siamo ancora nelle medie del periodo, è vero, ma ci stiamo lentamente arrivando, risalendo dopo il freddo record dei giorni scorsi.

Nulla lascia presagire quel che accadrà, è tutto tranquillo e nessun modello prevede precipitazioni, neanche quelli riservati dell’Aeronautica Militare tanto chè non viene emanata nessuna Allerta agli organi competenti.

Eppure intorno alle 15.30 un tuono fragoroso scuote la tranquillità del pomeriggio tra Reggio e Messina, accendendo l’emozione in tutti i meteo/appassionati dello Stretto.

Emozione che presto diventerà terrore.

Giacomo, a Faro Superiore, è l’unico che non riesce a farsi prendere dal temporale. E’ chiuso in casa e non sente neanche i tuoni.
Quando gli dico che tuona forte, risponde “Oh, ma era previsto?”.
No, assolutamente no.

E si va avanti così, un altro bagliore, un tuono roboante, rimbomba tra l’Aspromonte e i Peloritani.

Ogni tuono, mi sento vibrare dentro, e allora decido di scappare in terrazza. Lo scenario è pauroso, verso Messina è tutto nero, cupo. Ci sono dei muri d’acqua intensissimi nella zona Sud del Messinese, che, basta un’occhiata per accorgersene, stanno scaricando pioggia a secchiate.

I fulmini sono sempre più continui, così come i tuoni!

Evvai! Un altro pomeriggio di spettacolo, “gratis”.
Sì, gratis, perchè non era previsto.

Quando un temporale, un fenomeno violento dell’atmosfera viene previsto per tempo, è come se ogni meteo/appassionato pagasse un biglietto, mettendosi in testa che si potrà emozionare ad assistere ad un magnifico spettacolo della natura, sognandolo per giorni e notti, ad occhi chiusi e ad occhi aperti. Così quando arriva, può giudicarlo in base alle sue aspettative, e capita anche che ci rimane deluso.

Quando invece non è previsto, è tutto ben accetto, è tutto idilliaco, è tutto entusiasmante.

Ed è così che Salvo, a Messina, sale nel terrazzo con suo padre, anche lui meteo/appassionto, ad assistere allo spettacolo delle fulminazioni, imponenti e meravigliose, sullo Jonio e nello Stretto.

Giovanni ha mangiato a casa di sua nonna, a MEssina centro. Abita a Santa Margherita, diversi chilometri a Sud di Messina, e nel pomeriggio quando si accorge che il tempo peggiora, decide di incamminarsi con la sua automobile verso Sud, fin verso casa sua, per vedere un pò com’è la situazione.

Siamo un pò tutti alle prese con il temporale, che s’è formato nella zona Sud/Est dei Peloritani.

Io non riesco a capacitarmi di come ciò possa essere accaduto …
Nessuno aveva previsto una possibilità del genere, nessun centro di calcolo, nessun modello.

Il fenomeno in realtà è molto molto localizzato, e la situazione generale è confermata rispetto a quanto previsto: scirocco.
Lo scirocco è entrato esattamente come previsto con grande impeto nello Stretto, soffiando con raffiche fino a 40 nodi e agitando il mare.

Molte nubi risalgono tutt’Italia da Sud/Ovest. Il satellite delle 19.10 (in cui è ancora evidente il temporale dello Stretto, che si sposta verso lo Jonio e la zona orientale della Provincia di Reggio Calabria, è eloquente: tutto il Paese è ricoperto da nubi.

Le correnti al suolo soffiano da sud/est, in quota da sud/ovest, e si crea una linea di convergenza proprio nel Messinese Jonico, dove allo stau naturale causato dall’orografia del luogo, e dal fatto che i Peloritani fanno da barriera precisamente perfetta alle correnti di sud/est, bisogna aggiungere l’instabilità presente nell’atmofera a tutte le quote, il regime ciclonico nonostante valori di pressione standard, intorno a 1015 millibàr, e lo scontro di masse d’aria di consistenza e origini molto differenti: al suolo persistono ancora sacche fredde dovute all’irruzione record dei giorni scorsi, e in quota masse d’aria calda trasportate dallo scirocco scorrono sopra il freddo persistente: così si forma nei Peloritani il temporale che si autorigenererà in loco per ore.

In breve tempo i paesi del Messinese Jonico si trasformano in aree disastrate, piene di fango e detriti. Sono numerosissime le frane, in modo particolare una che tra la A 18 (Autostrada Messina – Catania) e la SS 114 (Strada Statale Messina – Siracusa) all’altezza di Giampilieri, blocca una galleria dell’Autostrada e la circolazione sulla Statale.

Interi paesi rimangono completamente isolati, senza corrente e quindi senza luce, senza acqua calda, senza riscaldamenti.

Il temporale persiste nella zona per oltre due ore, i fulmini insistono a ripetizione, uno dietro l’altro.

L’emozione è forte. Le saette sono bellissime, un vero spettacolo della natura.

Sembrano dipinte, scolpite: le saette sono la penna con la quale la Natura, il Dio che la governa, scrive le sue poesie. Sono poesie che ognuno può liberamente interpretare e per questo sono le più belle. Variegate, ognuna originale, differente da un’altra, mai uguali o banali.
Regalano emozioni vibranti, indescrivibili in un racconto scritto, perchè fanno battere forte il cuore.

Sono il segno più tangibile della forza della natura nei confronti dell’uomo e dell’umanità, e abbagliano nel vero senso del termine, chiunque le ammiri.

Salvo le sta ammirando con suo padre in terrazza, con serenità e tranquillità: le saette sono lontane, nello Jonio, nella zona sud di Messina, e invece loro sono placidi su un terrazzo di Messina Centro Città.

Ridono, scherzano, si divertono ad ammirare quello spettacolo magnifico della natura. Hanno sulla testa l’incudine, ma il nocciolo principale del temporale è lontano.
Eppure un solo attimo, un istante fugace, ed è “flash”, subito dopo “boom” quasi in contemporanea … Salvo e il padre si chinano in basso, in modo spontaneo, come a ripararsi da chissà che, e poi scappano subito per la scala a chiocciola che li riporta al coperto.

Sono impauriti, Salvo ha gli occhi fuori dalle orbite. Il fulmine è caduto molto vicino alla loro abitazione … ma per fortuna è andato tutto bene.

Intanto la situazione di Giovanni Micalizzi si fa seria. Io sono in giro per le vie di Reggio, qui inizia a piovere sul serio dopo qualche minuto di deboli piovaschi, il vento è molto forte di scirocco ma lo spettacolo viene dal mare, si vedono fulmini a ripetizione nello Stretto e si sentono tuoni sempre più violenti.

Sto guidando mentre ricevo l’sms di Giacomo: “Apocalisse da Giovanni, mi ha chiamato quasi piangendo” ed è così che cerco subito di mettermi in contatto con Gianni. Non s’è accontentato di gustare il maltempo a Santa Margherita, da vero “cacciatore di tornado” ha proseguito lungo la SS 114 verso Giampilieri, ma adesso si trova nei guai.

Se con Giacomo, al telefono, era quasi in lacrime, con me s’è lasciato andare. Mai l’avevo sentito così, ho iniziato a stare malissimo dentro. Giovanni grida, urla, piange: è nel panico più totale, mi ha fatto molta impressione. Mi chiede aiuto, mi dice di avvisare qualcuno. Io sono dall’altro lato, non so che fare. Parlo con suo fratello, chiamo i genitori, Ila è con me in macchina e fa tutto il possibile per avvertire qualcuno di competenza.

Anche Giacomo è in allarme, prende la macchina con Federica, la sua ragazza, e si tuffa a capofitto nel cuore del temporale, vuole andare incontro a Giovanni per aiutarlo. Giovanni grida ogni telefonata sempre di più.
Ha l’acqua alta fino al finestrino, non può aprire lo sportello, è bloccato con la macchina che ha sul cofano i detriti di una frana che è caduta proprio mentre Giovanni stava passando in strada. Non sa come fare, vorrebbe uscire dal finestrino per mettersi in salvo, ma dove ? La fiumara di Giampilieri, molto vicina, sembra grossa come un fiume amazzonico, e la furia dell’acqua che scende verso il mare, piena di detriti, è impressionante.

Giovanni riesce a bloccare altri automobilisti che non sanno di andare incontro alla furia della natura, e si rifugia in una cabina telefonica.

L’auto è in panne, è a quasi 4km da casa e non sa come fare. I suoi genitori e fratelli sono bloccati in casa, dove la situazione è molto simile: un pò come negli uragani statunitensi, in ogni abitazione ci si deve barricare dentro chiudendo bene ed ermeticamente porte e finestre, l’acqua è violentissima.

Si tratta di alluvione lampo, non c’è dubbio.

Giovanni solo in serata tornerà a casa, dopo le 21.15, a piedi, terrorizzato, solo, in mezzo al fango, e con fulmini e saette tutt’intorno.

Intanto io e Ila stiamo tornando a casa mia, fuori il tempo peggiora in modo troppo violento per rimanere in giro.
Arriviamo nell’androne di casa, siamo ancora in macchina. un boato tremendo, un bagliore luminosissimo, e tutto il terreno trema, suonano gli antifurti delle automobili e delle abitazioni, sin da dentro la macchina si sentono le vibrazioni del suolo, sembra un terremoto. Scappa pure un urlo.
Poi ci rideremo sù, ma è stato tremendo.

Arriviamo a casa, mamma è sconvolta: “Dov’eravate quando c’è stato quel boato” … quando lo racconto a Salvo, gli pare di sentire le stesse parole che sua mamma ha detto a lui e al padre quando sono scesi giù di corsa dal terrazzo di Messina centro.

Intanto a Reggio ci sono bagliori continui, con vento fortissimo di scirocco, sembrava una vera e propria tempesta senza fine.

A Reggio cadranno 30mm, un ottimo quantitativo, considerando soprattutto le abbondantissime piogge delle ultime settimane e degli ultimi mesi.

Nulla in paragone a Messina Sud …

Santa Margherita arriva a 175mm di pioggia, caduti tra le 16.00 e le 18.15 con un’intensità paurosa.

175mm!
L’acqua veniva giù in un modo davvero tremendo.
E nelle zone più colpite, gli apporti pluviometrici hanno sicuramente superato i 200mm, tra Nizza di Sicilia, e Scaletta Zanclea.

Ecco le nubi cumuliformi che si addossavano in Aspromonte sin dal primo pomeriggio.

I rovesci nella Jonica, e su Messina Sud, sono paurosi.
Il tempo è scuro, quasi notturno, già subito dopo mangiato!

Inizia a piovere pure a Reggio, le saette nel mare hanno un fascino unico:

La tonalità delle nubi fa paura. Le illuminazioni pubbliche sono accese con diverse ore di anticipo, e solo sovraesponendo uno scatto riesco ad ottenere un’immagine in cui le forme delle nubi paurose prendono corpo nella foto:

In realtà è tutto buio, come in piena notte.

Ecco alcuni video con i fulmini e le saette nel cuore dello Stretto:

 

E anche a Reggio è arrivato il nubifragio, le strade sono dei fiumi in piena:

Ed ecco come si presenta il cielo illuminato da bagliori e saette, gurdandolo dal balcone di casa:

A tratti grandina:

Lo spettacolo delle fulminazioni è il re della scena, ma i tuoni sono continui, con un forte vento di scirocco (la pioggia scende trasversale, e per questo il totale pluviometrico è certamente sottostimato) e con un assordante rumore di pioggia:

 

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Solo dopo le 22.00 termina tutto, e la luna si riscopre bella, tra le velature del cielo.

Il Messinese Jonico appare, lì di fronte, sotto una serie di nubi orografiche da stau sui Peloritani, immerso in un’umida foschia di umidità, causata dalle abbondantissime precipitazioni cadute al suolo nelle ore precedenti.

Eppure è tutto terminato, ed è terminato bene, per fortuna.

E chissà se adesso Domenico continuerà a chiedermi che tempo fa tra Gambarie e Roccaforte, se si fiderà ancora di me.

Un temporale imprevisto, un caro amico che ha seriamente rischiato la pelle, ma tante emozioni da cardiopalma, e un’esperienza meravigliosa, un’esperienza di passione, di sentimenti e di amore.

Un’esperienza di paura e di terrore, un’esperienza che mi ha fatto tremare il battito del cuore quando Giovanni mi urlava “Sembra Sarno, qui è com’era a Sarno quando c’è stata l’alluvione qualche anno fa, Aiutatemiii”.
Un caro amico, meteoappassionato come me, che, per diversi momenti, ha odiato i fenomeni dell’atmosfera. E ha pregato affinchè cessassero.

Anche queste sono esperienze, anche queste sono emozioni, anche queste sono forti sensazioni che solo chi ha vissuto sulla propria pelle può arrogarsi il diritto di raccontare.

E Giovanni le racconterà non appena potrà di nuovo collegarsi a internet, appena potrà riaccendere le luci quando tornerà la corrente elttrica in quella zona adesso disastrata, appena terminerà di sgomberare dall’acqua e dal fango, la cantina allagata.
Lo racconterà, su MeteoWeb, con foto esclusive dell’alluvione lampo, non appena potrà spegnere con un soffio quelle candele che sono l’unica fonte di luce e di calore in questa serata Ottobrina all’interno della sua abitzione, dove finalmente ha ritrovato l’abbraccio dei suoi cari.
Con un soffio uguale a quello che, al prossimo temporale, al prossimo spettacolo di saette sul mare, rimuoverà il terrore e la paura di questo drammatico pomeriggio, permettendo di ricominciare a sognare, di ricominciare a vivere vibranti emozioni, con quei fenomeni atmosferici, croce e delizia della nostra esistenza.

Peppe Caridi – Presidente MeteoWeb
peppe.caridi@meteoweb.it

Reportage fotografici

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MESSINA IN GINOCCHIO PER IL MALTEMPO

Posted by Peppe Caridi su 19, ottobre, 2007

Violento maltempo nello Stretto di Messina (19 Ottobre 2007)
Postato il Venerdì, 19 ottobre @ 23:39:01 CEST di Peppe Caridi

Messina, una Città in ginocchio

 

Una Città in ginocchio, sì. Pesantemente colpita dal maltempo. Così si presenta Messina dopo i furibondi temporali che l’hanno interessata nelle scorse ore.

Allagamenti, frane, smottamenti, ingenti danni e notevolissimi disagi, ma alla fine possiamo anche dire che è andata bene perchè se a Messina non c’è scappato il morto, è stata una gran fortuna, oltre che merito dei Vigili del Fuoco che hanno effettuato gli straordinari compiendo veri e propri miracoli per salvare decine di automobilisti rimasti bloccati in strade che sono diventate un pò come dei fiumi in piena.

La giornata di Venerdì 19 Ottobre 2007 era iniziata con l’arrivo del primo fronte freddo in quota, e quindi con dei temporali, in mattinata: 10mm a Messina Faro Superiore, 6mm a Messina Centro (Viale Boccetta), 2mm a Messina Sud (Santa Margherita).
I temporali mattutini avevano portato molta più pioggia nel Messinese Tirrenico (Milazzo 20mm, Venetico Marina 18mm) ed anche nel versante Reggino dello Stretto aveva piovuto: Scilla 6mm, Reggio Nord (Catona) 2mm, Reggio Centro (Villini Svizzeri) 2mm.
Ma, almeno fino a quel momento, e poi per tutta la mattinata, nulla di eclatante.

Il grosso è iniziato nel pomeriggio, come ampiamente previsto nei giorni scorsi. Nel primo pomeriggio, quando dei forti temporali hanno risalito lo Sretto da Sud colpendo in modo feroce il Messinese Jonico con i primi violenti nubifragi temporaleschi tra Scaletta Zanclea, Giampilieri Marina, Briga Marina, e Galati Marina: tra le 15.00 e le 16.00 qui era già venuta giù talmente tanta acqua da allagare strade, vicoli e vie.

Nel corso del pomeriggio, poi, i temporali hanno risalito lo Stretto e così ha piovuto bene anche a Messina Santa Margherita (50mm), Messina Contesse (97mm) e, pure nella sponda Calabra, a Reggio Calabria Centro ( 21mm).

I fenomeni più intensi hanno colpito l’area tra Contesse e Tremestieri, infatti a Zafferia ci sono stati momenti di panico causati dall’onda di piena dell’omonimo torrente, che stava trascinando con sè le automobili dei cittadini, per fortuna recuperate dai Vigili del Fuoco.
A Larderia, sempre nella zona collinare Sud, un intero capannone è crollato sotto il peso dell’acqua, mentre vicino Minissale, fango e acqua hanno invaso e allagato scantinati e negozi.

Non sono mancati, inolte, dei fenomeni vorticosi, seppur causati da raffiche di vento isolate.
Una spettacolare tromba marina è stata avvistata all’imboccatura del porto di Messina, nel primo pomeriggio, mentre quasi in contemporanea a Nizza di Sicilia due violenti tornado (vento superiore a 110km/h secondo le stime dei danni) hanno abbattuto alberi secolari e segnali stradali.

Questo tipo di temporali è stato causato da una linea di convergenza proprio nella Sicilia Orientale, dove i venti in quota sono deboli di Sud/Ovest, e i venti al suolo sono deboli di Sud/Est: aggiungendo i primi contrasti termici per il freddo che sta già irrompendo in quota, e l’instabilità accentuata di queste ore, ecco fornito il mix che ha causato tutti questi danni per il maltempo a Messina.

Nel corso del pomeriggio, poi, una componente più occidentale del vento al suolo ha causato forti nubifragi anche nelle zone più settentrionali dello Stretto, e così tra le 19.00 e le 21.00 violentissimi acquazzoni di pioggia torrenziale hanno colpito Messina Centro Città ( 70mm al Viale Bocceta!!) e Messina Centro/Nord ( 15mm a Messina Tremonti in poco più di dieci minuti).

In questa fase ha piovuo in modo copioso anche nella sponda Reggina dello Stretto, con 45mm di accumulo a Reggio Nord ( Catona) e 38mm a Campo Calabro, Comune collinare sito a 240mt slm circa, subito sopra Villa San Giovanni.

Ecco l’evoluzione delle celle temporalesche nella Sicilia e in Calabria meridionale nel corso del pomeriggio:

Da segnalare, inoltre, piogge monsoniche in tutta la Sicilia Orientale, nel Catanese e nel Siracusano, dove molte zone, pure costiere e pianeggianti, hanno superato 100-150mm di accumulo giornaliero (e c’è anche chi, alle pendici dell’Etna, ha superato i 200mm di pioggia giornaliera!).
Nel Siracusano sono segnalate frane e smottamenti anche se la situazione non è critica come Messina, che è un grosso centro urbano e risente in modo esponenziale dei disagi causati dal maltempo, anche perchè in questo mese di Ottobre a Messina ha già piovuto tantissimo, così come in tutto l’anno: Messina Contesse, con i 97mm di oggi, arriva a sfiorare i 900mm annui!!!

Ecco un breve Reportage Fotografico con il racconto dell’evoluzione pomeridiana e tutte le foto delle fasi del maltempo.
Le fotografie sono state scattate tutte da Reggio Calabria.

I primi temporali nel Messinese Jonico:

I temporali che dallo Jonio risalgono lo Stretto:

I forti nubifragi temporaleschi su Messina ed a Reggio Nord, dopo le 19.00 e l’entrata del ponente:

FOTOGRAFIE, SERVIZIO E REPORTAGE DI:
Peppe Caridi – Presidente MeteoWeb
peppe.caridi@meteoweb.it

Reportage fotografici

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