LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

Archive for the ‘Università di Messina’ Category

Università di Messina: presentato il libro della prof. Luciana Caminiti sul terremoto del 1908

Posted by Peppe Caridi su 24, novembre, 2009

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/unime.jpgGli studi e le ricerche sul terremoto del 1908 continuano a produrre risultati: su quel 28 dicembre che ha cambiato la storia di Messina, la prof. Luciana Caminiti, docente di Storia contemporanea della facoltà di Scienze politiche dell’Università di Messina, racconta, nel suo ultimo libro “La grande diaspora – 28 dicembre 1908 la politica dei soccorsi tra carità a bilanci” (ed. GBM), la vita e i disagi di chi quel dramma l’ha dovuto affrontare, subendone fino in fondo le conseguenze. La presentazione ieri, 23 novembre, nell’aula Cannizzaro.

“Non è l’ennesima riproduzione della tragedia che ha colpito Messina – ha detto il prof. Santi Fedele, docente della facoltà di Lettere e Filosofia – ma, attraverso un lodevole percorso di studi, il terremoto viene visto dalla parte della politica dei soccorsi. Si giunge, così, al compimento di un lavoro davvero originale“. Leggi il seguito di questo post »

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Università di Messina: alcune belle storie di un ateneo ricco d’eccellenze

Posted by Peppe Caridi su 7, agosto, 2009

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/unime.jpgdi Peppe Caridi – Mentre l’Università di Messina vive un periodo difficile, a causa dell’ultimo posto nella graduatoria del Ministero per la ripartizione meritocratica dei fondi, vogliamo raccontare quelle ‘piccole’ cose che passano inosservate, ma che sono segnali importanti di un ateneo comunque ancora vivo, culturalmente vivace e altamente formativo.

Il 25 luglio Vincenzo Caputo ha conseguito la Laurea triennale in Scienze Politiche con una tesi redatta e discussa interamente in lingua Inglese. La tesi, dal titolo “Political economy and the financial crisis”, ha avuto una menzione al merito da parte del Preside di Facoltà, prof. Andrea Romano che ha evidenziato il particolare valore aggiunto della tesi in quanto redatta e discussa completamente in lingua inglese.
Ecco parole del Preside Romano nei confronti del dott. Caputo: “devo segnalare la particolarità che il Sig. Caputo ha discusso una Tesi completamente in Lingua Inglese, che è particolarmente apprezzabile per lo sforzo e per l’abilità dimostrata”.
Si tratta del primo caso di uno studente Italiano che realizza e discute una tesi totalmente in lingua straniera nella facoltà di Scienze Politiche dell’ateneo Messinese. Leggi il seguito di questo post »

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Messina: il rettore si difende con numeri da “ateneo virtuoso”

Posted by Peppe Caridi su 22, novembre, 2008

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/tomasello1.jpgdi Peppe Caridi –Ha voluto anticipare annozero, e così giovedì s’è tenuta la Conferenza Generale di Ateneo organizzata dal rettore per difendere il proprio ateneo dagli attacchi di questi ultimi giorni, perchè a Messina non c’è solo “parentopoli” e negli ultimi anni tante cose di buono sono state fatte.

Dopo l’introduzione del rettore Prof. Francesco Tomasello, si sono registrati numerosi interventi di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo dell’Ateneo. E’ intervenuto anche il direttore amministrativo, avv. Pino Cardile. In particolare si è parlato della situazione delle realizzazioni dell’Ateneo di Messina dal 2004 al 2008. Leggi il seguito di questo post »

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Messina, università nella bufera

Posted by Peppe Caridi su 21, novembre, 2008

//www.tempostretto.it/8/upload/1_1_1_1_unime.jpg” cannot be displayed, because it contains errors.di Peppe Caridi – Dopo blunotte anche annozero ci va pesante su Messina, e stavolta nel mirino non c’è la malavita organizzata, o meglio, c’è un altro tipo di malcostume: la mafiosità dell’università.

Scoppia così il caso “parentopoli” anche nell’ateneo di Messina: una pratica diffusa, quella di “sistemare” i propri cari all’interno dell’università ma il problema non è solo riferito a figli e nipoti: i professori che praticano il loro “potere” di assunzione nei confronti dei parenti sono comunque una minoranza (e Santoro li ha elencati tutti, nome e cognome, in prima serata su rai due).
Il problema serio è l’assenza totale di meritocrazia nei criteri delle scelte su assistenti, dottorati e commissioni di concorsi: dove non ci sono parenti e familiari, ci sono comunque amici e conoscenti così che chi non ha raccomandazioni difficilmente trova spazio in un mondo dominato da baroni e signorotti: è il medioevo del terzo millennio, il feudo dell’università. Leggi il seguito di questo post »

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Messina: “galeotto” fu il quadro del terremoto

Posted by Peppe Caridi su 1, novembre, 2008

messina.jpgda www.corriere.it – di Gian Antonio Stella – L’ateneo sotto inchiesta pensa all’arredo: a Messina un quadro da 80mila euro – Non è vero che non ci sono soldi per la ricerca. L’Università di Messina, ad esempio, una ricerca la sta facendo: cerca un pittore che per 80mila euro dipinga un quadro per l’Aula Magna di ingegneria. Direte: ma come, una spesa così insensata in questi tempi di vacche magre? Esatto. Dicono sia in-dis-pen-sa-bi-le. Certo, per arredare la parete della grande sala non potevano scegliere momento peggiore. Da una parte, infatti, divampa la polemica sui tagli decisi da Mariastella Gelmini, denunciati come la scelta scellerata di lesinare la goccia d’acqua agli assetati dalle gole riarse. Dall’altra il rettore dell’Ateneo, Francesco Tomasello, è stato appena rinviato a giudizio con la moglie Melitta Grasso (lei pure dirigente dell’Università) e altri 25 professori, ricercatori e funzionari vari (altri sette imputati hanno chiesto il rito abbreviato) per due scandali.

Il primo: la gestione assai «controversa», diciamo così, di tre milioni di euro di fondi regionali destinati alla ricerca di un progetto scientifico «Lipin». Il secondo: un concorso taroccato. Scoppiato quando un docente aveva denunciato di aver subito pressioni per addomesticare la gara per un posto di professore associato che doveva a tutti i costi andare a Francesco Macrì, figlio dell’allora preside di Veterinaria Battesimo Consolato Macrì, che nelle intercettazioni viene chiamato «BatMac». Leggi il seguito di questo post »

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“Messina è ancora un verminaio”: università nel mirino di Reubblica, ma il Rettore risponde

Posted by Peppe Caridi su 17, ottobre, 2008

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/Tomasello.JPGdi Peppe Caridi – E’ peggio di una doccia fredda l’articolo pubblicato a tutta pagina da Repubblica nell’inserto “Sicilia” del venerdì, in cui l’inviato Francesco Viviano parla esplicitamente di appalti pilotati e affari non certo trasparenti. L’Università di Messina è in subbuglio perchè vede scricchiolare quella figura del rettore Francesco Tomasello che è ormai da tempo il punto di riferimento forte e capace dell’ateneo.

Nell’articolo di Repubblica, che è anche nel sommario della prima pagina del giornale, si evidenzia l’inchiesta giudiziaria che vede indagata per concorso in corruzione la dottoressa Carmela “Melitta” Grasso, moglie del Rettore Tomasello. Leggi il seguito di questo post »

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L’incontro con l’Ambasciatore U.S.A. Ronald Spogli

Posted by Peppe Caridi su 19, luglio, 2008

L’avevamo già visto e conosciuto a Roma, e adesso ne abbiamo avuto ulteriore conferma: Ronald Spogli è davvero una persona straordinaria, aperta, cordiale, forte, decisa, intelligente, brillante e decisamente lucida nello studio e nell’analisi del territorio.

Nel fantastico scenario dell’Hotel San Domenico, ricavato all’interno di un bellissimo castello medioevale, affacciato sulla costa sud di Taormina, abbiamo avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con l’ambasciatore degli Stati Uniti d’America in Italia che è venuto a Taormina per partecipare ad un workshop sull’imprenditoria nel sud Italia. Ecco alcune immagini dell’incontro: Leggi il seguito di questo post »

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UN LIBRO FOTOGRAFICO DELL’UNIVERSIdAD DE CORDOBA PER RACCONTARE LA STORIA DI MESSINA

Posted by Peppe Caridi su 19, luglio, 2008

foto libro“Messina, puerta del Mediterràneo. La ciudad renaciente”, è il libro pubblicato dall’Universidad de Cordoba per ricordare le vittime del terremoto di Messina del 1908.
Il volume, dopo le introduzioni dei Rettori dell’Universidad de Cordoba, Josè Manuel Roldàn Nogueras, dell’Università di Messina, prof. Francesco Tomasello, e il Presidente della Virginia University di Richmond (Virginia) Eugene Trani, è arricchito con storiche fotografie che mostrano la nostra città prima e dopo il terremoto del 1908 e Messina oggi.
Un processo di internazionalizzazione, portata avanti dall’Ateneo peloritano, che non conosce confini e si dimostra sempre molto proficua. Infatti, dopo Cordoba, Richmond e il Congo, sarà avviata una nuova e importante collaborazione con la Palestina (Università del Patriarcato di Betlemme), un accordo di scambi reciproci di studenti, professori e anche l’attivazione di nuovi corsi di laurea.

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SULLE ORME DELL’AMBASCIATA U.S.A.

Posted by Peppe Caridi su 16, luglio, 2008

Venerdì a Taormina incontreremo nuovamente l’Ambasciatore Statunitense Ronald Spogli.

Sarà un momento importante che mi riporta con la mente al mese e mezzo tascorso presso gli uffici di press office e public affairs office dell’ambasciata U.S.A. di Via Vittorio Veneto, a Roma, nello scorso autunno.

Settimane splendide, che hanno segnato (in positivo) la mia formazione personale e professionale. Esperienze, eventi e giornate che difficilmente dimenticherò mai, come i Face2Face della Fulbright, il viaggio a Pescara con Myra Brown presso l’Università degli Abruzzi, l’intervista al console, l’accensione dell’albero di natale, il ricevimento a Villa Taverna (la residenza dell’Ambasciatore) con l’intervista del Tg1, l’allarme incendio tra panico e marines, l’incontro con le studentesse americane islamiche sul dialogo religioso , la giornata del toefl e così via …

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Francesco Verderami: un giornalista con Reggio nel cuore

Posted by Peppe Caridi su 19, maggio, 2008

 “Tra Gioia Tauro e Reggio ho iniziato a praticare il giornalismo, la mia professione. Anzi il giornalismo, più che una professione, lo considero un mestiere perchè dietro ogni articolo, ogni testata, ogni intervista c’è un lavoro artigianale.”

Ha incontrato gli studenti del corso di Giornalismo dell’Università di Messina, Francesco Verderami (nella fotografia con Rino Labate), giornalista parlamentare e editorialista del Corriere della Sera, in occasione di un suo intervento alla seconda conferenza d’Ateneo dal titolo “Democrazia e forma di governo: Verso una stagione di riforme”.

Verderami ha appassionato e coinvolto gli studenti aspiranti giornalisti raccontando la propria esperienza di vita e rispondendo alle numerose domande sul mestiere, sulla carriera, sulla ‘ndrangheta e soprattutto sulla politica.

E’ schietto, puntuale, giovanile e a tratti pungente, come quando risponde ad una domanda sul “caso Travaglio-Schifani” dicendo che è facile parlare senza contraddittorio e che quando si va in televisione a fare accuse così pesanti bisognerebbe almeno avere una controparte con cui potersi confrontare.

I modelli della lotta alla mafia sono Falcone, Borsellino e oggi Saviano, che in Campania sta rilanciando la funzione sociale del giornalismo come strumento per combattere la camorra.

Verderami spazia, in base alle domande, tra argomenti giornalistici e politici. Per quanto riguarda l’ordine professionale giornalistico, al centro del dibattito negli ultimi mesi per le manifestazioni di Beppe Grillo, sostiene che “prima o poi” anche in Italia questo tipo di ordine non ci sarà più, come in molti altri grandi Paesi Europei. Il mondo del giornalismo vive una fase di grande mutamento tecnico e strutturale.

Quando, infine, gli si chiede cosa pensa della proposta di La Russa che ha dichiarato di voler inviare l’esercito in Calabria per combattere la ‘nrangheta, risponde affermando che “noi calabresi abbiamo la testa dura. La lotta alla ‘ndrangheta passa dalla vita quotidiana di ognuno di noi: uno sviluppo sociale, culturale e civile. Io facevo la cronaca nera e giudiziaria quando a Reggio e Provincia morivano ammazzate 150 persone al mese o giù di lì. Arrivavo a Reggio con il treno da Gioia e prima di salire in macchina controllavo bene che non ci fosse qualche bomba. Stamattina invece passeggiavo tranquillo sul Lungomare, e ho visto con piacere che una ragazza, appena finito di bere una bibita, ha gettato la lattina nel cassonetto della spazzatura e non per terra. Per me questo è già tanto”.

Peppe Caridi

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