LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

“Messina”: una poesia d’amore

Posted by Peppe Caridi su 21, settembre, 2011

Ti scruta e ti sorride Antennamare,
mentre supina nell’opprimente calura
osservi attraverso un velo di foschia
pigri gabbiani sullo jonio,
(quel mare che mi vide fuggire) .
Splendida Zancle , ora risorta
da laceranti e antiche ferite.
Ogni giorno mi prendi
e mi riporti sull’aspra via
quando adolescente ti voltai le spalle
ricco di speranza e con le scarpe rotte.
Sempre mi fu compagno
il tuo sembiante
nell’esilio coatto,
e gli aromi di zagare e limoni,
a volte inspiravo inconsapevolmente
fin nelle più recondite fibre,
quando, sciogliendosi l’esile oblio
ti sento, amata, nelle risonanze aeree,
laddòve s’invola l’anima mia:
verso lontani spazi
di dolcezze e gravi silenzi,
e in cuor mio si spoglia
la confusa angoscia
e si tramuta in spasmodica
ansia di udire la tua voce:
dolce come carezza solare,
ed in quest’attimo le stelle
non sono mai così tanto a me vicine.
Umberto De Vita

3 Risposte to ““Messina”: una poesia d’amore”

  1. debenedetto vincenzo said

    Una poesia d’amore _-, di alta elevatura, piena di sentimento unito ad un ‘amore per la propria terra. Ricordi, vita trascorsa che non c’è più. Tutto è trasformato solamente è rimasto il profumo zagareo, l’azzurro e verde mare, il maneggio delle navi, in lontananza qualche barchetta con un solitario ed amante pescatore Amo Messina e i suoi dintorni perchè traspare sulla riva opposta con una fata: LA FATA MORGANA ;essa costruisce nella mia fantasia IL TEMPIO DELLO STRETTO (google) Da cugino, ME-RC mi congratulo con lo scrittore affinchè la sua sensibilità venga apprezzata, riconosciuta, incoraggiata a servire questo sud, ancora colonia inesplorata.
    Osservatorio romano dbv

    • gianna occhipinti said

      Lirica di una bellezza indicibile, che fa innamorare il cuore di chi la legge. Ne sono rimasta profondamente affascinata…Complimenti vivissimi all’autore

  2. Nel 1957, ho lasciato “la terra” dove sono nato (Marina di Patti) per trasferirmi con la famiglia, a Salerno. Avevo 17 anni. Ho scritto di proposito “la terra” e non “il paese” o “gli amici” o “i parenti”. Negli anni, infatti, ho compreso che il legame principe non era né con il paese, né con gli amici né con i parenti. “La terra”… la terra… Quei 3 ettari di agrumeti, oliveti, vigneti, frutteti, tagliati e intersecati da sentieri, percorsi, costruzioni, canali… Il mio regno assoluto, dove, per 17 anni, sono vissuto principino incontrastato. Le “mie” piante di olivi secolari, di fichi, di fruttiferi vari, i più disparati; il grande carrubo, l’altissima, filiforme, magnolia, così allevata per volere di mio nonno; l’alto cipresso, l’immensa palla azzurra dell’enorme Jacaranda… Ecco “il legame ancestrale” e assoluto; il più profondo dell’essere umano: quello con la terra che lo ha nutrito, alimentato con i suoi frutti; dai quali ha tratto atomi e molecole che hanno costituito le sue cellule cerebrali, il suo stesso sangue e tutto il resto. Chi è nato in città, può comprendere questi concetti ? “porta dentro” di sé – come me – “la terra” che lo ha nutrito ? può percepire questo “legame indistruttibile” che durerà fino all’ultimo mio respiro ?

    ………………………………………………………………………..

    ed ecco una delle tante poesie scritte per “la mia terra”
    ……………………………………………..
    SUONI DI TERRA MIA
    ………………………………………
    Odori e sapori di terra
    e suoni di voci
    suoni di terra mia.

    Scorze degli alberi
    ossute le mie dita
    tra i tuoi capelli
    profonda bacio la tua bocca
    profonda
    si condensa la notte.

    Questa mia terra
    è argilla sulla pelle
    così bacio la tua bocca
    tu mia terra
    che sei mio sangue.

    E vorrei urlare
    alle stelle e al vento

    questa mia vita
    che si squarcia
    e questo mio mare
    argento fuso
    che ama la luna
    alta nel cielo
    alta…
    …dilegua.
    ………………………………………………………………………………….
    da’ “Pirrera” di Marina di Patti ((Me); 1976
    ……………………………………………………………………………………
    SALVATORE AIELLO 16 Agosto 2012 – ore 17,56 – da ROMA

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