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Scelte coraggiose per l’Aeroporto dello Stretto

Posted by Peppe Caridi su 5, settembre, 2011

di Giovanni Alvaro – La decisione dell’Amministrazione Provinciale di Messina di uscire dal CdA della Sogas (Società Gestione Aeroporto dello Stretto) ha riaperto la riflessione sul futuro dello scalo reggino indipendentemente dai motivi che hanno determinato la decisione dell’Ente locale messinese, vuoi se si è trattato di un incidente di percorso (assenza dei consiglieri di maggioranza) ma anche, a maggiore ragione, se ci si dovesse trovare dinanzi ad una scelta ragionata. Nell’un caso e nell’altro bisogna cogliere l’occasione per evitare di continuare a vivacchiare con un Aeroporto dello Stretto destinato, nella migliore delle ipotesi, a vivere solo e soltanto con sostegni economici che la situazione attuale difficilmente consentirebbe per lungo tempo, ma determinando una vita da assistito che, però, non servirebbe a nulla, se non a prolungare soltanto l’agonia. O si affronta, allora, il toro per le corna, o ci si troverà, quanto prima, dinanzi ad una morte annunciata

Nel primo caso c’è bisogno di decisioni forti e coraggiose, nel secondo basterà attendere supinamente che la malattia completi il suo decorso e, alla fine, col fallimento dell’Aeroporto ‘Tito Minniti’, si agevoleranno altre realtà aeroportuali come Catania da una parte e Lametia Terme dall’altra, ottenendo soprattutto un’altra drammatica conferma del marcato isolamento, dal resto del Paese, da parte dell’intera provincia di Reggio Calabria.

Ma andiamo per gradi. L’Aeroporto dello Stretto serve, attualmente, solo il bacino di utenza della città di Reggio Calabria e di un pezzo della sua provincia, in particolare parte della tirrenica e la jonica bassa. Il resto dell’utenza ha possibilità di scelta tra Reggio ed altro. La jonica alta reggina ha anche l’opzione di Lametia, mentre Messina e parte della sua provincia possono scegliere anche Catania. Stante così le cose è assolutamente impossibile raggiungere gli standard di economicità necessarie ad uno scalo per autofinanziarsi, standard che diventano ottimali solo attorno ai 7/800 mila passeggeri all’anno, a fronte degli attuali 5/550 mila.

Per ottenere questo risultato si sono tentate diverse soluzioni ognuna delle quali si è rivelata, però, poco funzionale (autobus, aliscafi, e quant’altro) mentre si è ignorato quello che potrebbe diventare il classico uovo di Colombo: il collegamento ferroviario da Rosarno, da Locri e da Messina direttamente con l’aerostazione consentendo, letteralmente, più che un dimezzamento dei tempi di percorrenza. Si tratterebbe di realizzare le navette ferroviarie, o metropolitane di superficie, come quella Termini-Fiumicino, a Roma, o come quella Stazione Centrale-Linate, a Milano. Nel concreto si bloccherebbe l’emorragia che oggi si verifica nell’utenza che ha diverse opzioni di scalo. E’ chiaro, però, che va realizzato il piano della mobilità provinciale capace di coinvolgere, con le modalità di trasporto stradale ed autostradale, anche le zone interne dell’intera provincia.

E qua si trova il famoso toro che va affrontato decisamente per le corna per realizzare un più stretto collegamento con la città. L’idea nasce da uno studio presentato, in diverse occasioni rotariane, dal commercialista Alberto Porcelli, con la collaborazione di giovani ricercatori della Mediterranea, tra i quali  l’arch. Luciano Zingale e la dott.ssa Carla Maione, che ipotizza l’utilizzazione dell’attuale area, già fornita di collegamento ferroviario, dell’Omeca per insediarvi la nuova aerostazione. L’area è sufficiente, anche, a contenere un albergo, un centro commerciale, un deposito per la posta aerea e un grande parcheggio, mentre l’area della vecchia aerostazione potrebbe essere utilizzata per un Centro Congressi.

Spostare l’OMECA nell’area, inutilizzata delle Officine Grandi Riparazioni, di Saline Joniche, poi, nel mentre garantisce, e può farla sviluppare, l’attività industriale della vecchia fabbrica di carrozze ferroviarie, dall’altra sarebbe più adatta e funzionale per le maestranze perché più facilmente raggiungibile a fronte delle difficoltà del traffico cittadino.

Sarebbe una scelta coraggiosa e avveniristica che accantona abbellimenti all’attuale aerostazione per puntare decisamente a scelte strategiche capaci di rilanciare l’Aeroporto dello Stretto facendone veramente uno strumento di conurbazione con Messina e garantendo, senza pietirlo, un futuro concreto nell’interesse delle zone che è chiamato a servire. Solo così una delle modalità di trasporto può determinare la fine dell’isolamento a cui sono sottoposte le due provincie interessate.

Se poi assieme all’aerostazione e a ciò che ne consegue si concretizza anche l’idea di una compagnia aerea (a capitale pubblico e privato così come si è fatto in molte città di provincia italiane), e si apre a nuovi vettori, si può ipotizzare la fine del monopolio dell’Alitalia che oggi strozza le due province anche con la vergogna dei prezzi che allontanano l’utenza.

Una Risposta to “Scelte coraggiose per l’Aeroporto dello Stretto”

  1. debenedetto vincenzo said

    E’ DIFFICILE OPERARE, ma se mai si comincia…..

    Quanto viene riportato sull’aeroporto “TITO MINNITI” [di Reggio Calabria è una valida segnalazione, anzi ricca in quanto aggiunge il servizio metropolitano Monasterace-Reggio Aeroporto–Rosarno ma nulla riferisce sul servizio
    Aeroporto-Piazza Cairoli-Messina (centralità). Quest’ultimo riferimento è di capitale importanza per lo sviluppo aeroportuale di Reggio e il servizio alla nobile città di Messina..
    Forse quel Sottosegretario ai Trasporti… dei tempi che furono aveva una visione diversa dell’importanza logistica dell’aeroporto di Reggio. Al tempo si pensava di andare avanti alla meno peggio mentre altre provincie costruivano aeroporti internazionali Santa Eufemia L.
    Da lontano i problemi di Reggio si “vedono” in una diversa dimensione.
    Da anni mi permetto di segnalare qualche carenza tra cui quelle dell’aeroporto reggino. Sono mancate le risposte che sarebbero semplici e non costose ma… nessuno le fornisce…
    Quali sono state le proposte sull’aeroporto? In prima battuta, un allagamento di 500 m del torrente S. Agata e, se volessimo migliorare ancora il servizio, un tunnel allagato che abbia la fermata presso la scaletta dell’aereo, con un apposito natante studiato specificatamente presso i cantieri navali di Messina, il cui patrimonio navale , professionale, cantieristico non manca, e così, in poco tempo il collegamento è fatto.!!!
    AEROPORTO Reggio Calabria-PIAZZA CAIROLI MESSINA.
    Poco tempo, servizio d’eccellenza, felici gli operatori economici qualora ve ne fossero.
    L’attenzione sull’aeroporto risulterebbe una miniera per Reggio similmente quando nel 1960/61 si inaugurò Fiumicino, oggi, il piccolo Comune di Fiumicino. è grande, ricco e prosperoso e tutti lavorano.
    I conduttori della città e dell’area metropolitana con i rispettivi manager (assistenti tecnici necessari) quali studi, convenzioni, fondazione di banche hanno intrapreso per lo sviluppo dell’area? Eppure risulterebbe che i depositi e il risparmio dell’aree interessate sono di rispetto.
    Quindi dal piccolo operatore economico deve partire l’iniziativa, ecco quali sono le differenze con le altre regioni, manca la cultura del cooperativismo. Ovunque c’è povertà – Nord, Sud, Centro – ma essa va affrontata con dignità e intraprendenza dal reggino e dal messinese, persone che meritano fiducia e che vanno incoraggiate in qualsiasi iniziativa con il supporto locale della costruzione di una classe manageriale.
    In merito al collegamento metropolitano su rotaia dovrebbe essere oggetto di uno studio economico sui costi- benefici con previsioni di futuro sviluppo delle aree geografiche servite, in quanto queste hanno una bassa densità abitativa.

    Osservatorio romano dbv

    debenedetto.v@alice.it

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