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La spedizione in Svizzera dei bluffisti del NO

Posted by Peppe Caridi su 31, agosto, 2011

di Giovanni Alvaro – La spedizione in Svizzera contro le centrali a carbone che la Società Repower intende costruire in Germania, a Brunsbuettel, e in Italia, a Saline Joniche, doveva, nelle intenzioni dei promotori, ricalcare le gesta dei mille di Garibaldi che sollevarono le popolazioni del Regno delle Due Sicilie e contribuirono ad unificare l’Italia. I nostri novelli garibaldini, però, non passeranno alla storia perché la loro iniziativa è stata costruita nell’indifferenza generale dei calabresi, e nella stessa indifferenza si è sviluppata. Non c’era però bisogno della prova del nove della spedizione svizzera per sapere che solo qualche decina di cittadini avrebbero accolto l’appello alla mobilitazione. Anzi, in tempi di sondaggi, è chiaro che ne fossero coscienti anche gli organizzatori che hanno deciso, volutamente, di andare in trasferta, per sbraitare le loro amenità contro l’energia da combustibile fossile, e poter parlare di grande successo dell’iniziativa sicuri della compiacenza di giornali amici, ma anche fiduciosi di una consistente partecipazione tedesca, stante le difficoltà a poter garantire quella italiana.

Ma il diavolo fa le pentole e dimentica come sempre di fare i coperchi. I tedeschi vi hanno partecipato in misura ridotta così come gli italiani presenti con un pulmans con meno di 50 persone ma zeppo di ben 72 sigle e di personaggi in cerca d’autore.

In tempi di crisi, mentre l’Occidente si barcamena per superarla, e dopo la vicenda di Fukushima, che ha spinto la Germania a dichiarare la propria fuoruscita dal nucleare, e gli italiani ad approvare l’ennesimo referendum contro l’atomo, è incredibile come i signori del No (ideologico, di casta, per interessi diretti, e quant’altro) possano sperare di cavalcare, con successo, uno dei loro stantii ritornelli sui quali campano, da decine di anni, politicamente ma anche economicamente, con le loro società onlus.

Il no alla centrale a carbone sta, però, lentamente ma inesorabilmente, perdendo l’apporto dell’opinione pubblica spesso e volentieri strumentalizzata e destinataria di terrorismo ambientale. A continuare la litania del no al carbone rimangono, quindi, solo i ‘verdi’ di professione, i politici incapaci di pensare con la propria testa e condizionati da quello che pensano essere la scelta maggioritaria, i piccoli detentori di interessi personali sul territorio ‘incriminato’ e che vagheggiano un futuro turistico che, da 50 anni, viene puntualmente indicato come vocazione naturale e puntualmente disatteso.

A recitare la litania del NO non ci sono certamente i giovani che sognano una Calabria diversa, quelli che vorrebbero radicarsi nella propria regione ma non ce la fanno, quelli costretti ad emigrare e che non si accontentano delle belle parole su futuri immaginari, perché vogliono un presente vivibile sfruttando le occasioni che si presentano. L’investimento privato della Sei pari a 1 miliardo e 200 milioni di euro, in tempi di crisi,  è un’occasione da non perdere anche perché le tecnologie odierne garantiscono la salvaguardia della salute dei cittadini.

Quelli che gridano contro le centrali a carbone, e ne parlano come di novelle Auschwitz,  dovrebbero spiegare perché delle 17 centrali a carbone esistenti nel nostro Paese ben 13 sono localizzate al Nord. Perché non ne spiegano il motivo? O pensano che ai nostri concittadini sia facile far credere che i settentrionali siano degli allocchi? Le centrali stanno dove c’è economia. Esse servono e stimolano lo sviluppo. Senza energia ci sono solo sogni e sottosviluppo.

La Germania che ha deciso di abbandonare il nucleare dovrà incrementare la produzione energetica a carbone. E’ un passaggio obbligato. Anche i tedeschi non sono degli allocchi e, già oggi, producono energia principalmente usando il carbone. Le energie rinnovabili sono solo specchietti per le allodole. Non potranno mai sopperire all’abbandono del nucleare.

A quando, allora, la prossima iniziativa magari dinanzi al palazzo di vetro?

3 Risposte to “La spedizione in Svizzera dei bluffisti del NO”

  1. saverio said

    Non esiste carbone pulito.

  2. Vanni said

    Perchè? Forse perchè è nero?

  3. Matteo Valenti said

    facciamo una centrale a carbone e una nucleare dentro casa di Giovanni Alvaro allora, vuole anche un inceneritore… ah no, si chiama Termovalorizzatore: ovvero un inceneritore con la vasellina

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