LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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I dieci scoop che sconvolsero il mondo

Posted by Peppe Caridi su 1, agosto, 2011

di Francesco Tortorahttp://www.corriere.it/– Nelle ultime settimane lo scandalo intercettazioni che ha portato alla chiusura del News of the World, storico settimanale fondata nel 1843, ha suscitato grande clamore nell’opinione pubblica inglese e internazionale . La scarsa deontologia professionale dei giornalisti del tabloid di Rupert Murdoch è stata condannata unanimemente dagli analisti che però allo stesso tempo hanno elogiato il ruolo avuto in questa storia dal Guardian di Londra, il quotidiano che già nel luglio del 2009 aveva denunciato le sistematiche e ripetute intercettazioni illegali di politici e personalità dello spettacolo portate a termine dai reporter del settimanale britannicoPartendo dagli elogi ottenuti per questo ultimo scoop, il quotidiano londinese, nella sua versione online, dedica un reportage fotografico a quelle che a suo avviso sono le 10 inchieste giornalistiche più importanti della storia.

IL PRIMO – – Il primo scoop giornalistico presente in classifica è datato 1885 ed è opera della Pall Mall Gazette , una rivista britannica su cui hanno scritto personaggio del calibro di George Bernard Shaw, Friedrich Engels e Oscar Wilde. Il quotidiano, diretto da William Thomas Stead, lanciò una crociata contro la prostituzione minorile con la pubblicazione dell’inchiesta intitolata The Maiden Tribute of Modern Babylon (Il sacrificio delle vergini della Babilonia moderna). Gli articoli, che raccontavano di ragazzine e bambine della classe operaia costrette alla prostituzione con tutti i mezzi, dal rapimento alla droga allo stupro, costrinsero il Parlamento a modificare alcune norme di diritto penale, ma costarono al direttore una condanna di tre mesi di reclusione. Il secondo memorabile scoop è quello di Elizabeth Jane Cochran, meglio conosciuta con lo pseudonimo giornalistico di Nellie Bly, nel manicomio femminile nell’isola di Blackwell. La prima giornalista sotto copertura della storia fu incaricata da Joseph Pulitzer, il grande direttore del New York World, di scoprire che cosa accadeva nella casa di cura. La Cochran si finse pazza, si lasciò sottoporre alle terribili condizioni con cui erano trattate le pazienti nell’ospedale psichiatrico e poi denunciò tutto. La sua inchiesta “Dieci giorni in manicomio” fece epoca, e il governo dovette rivedere le leggi sugli istituti psichiatrici. Il terzo scoop è l’intervista esclusiva ottenuta dal Daily Mirror da Adolf Hitler nel 1936. Con il titolo a tutta pagina “Restiamo amici”, il Fuhrer assicurava pace e amicizia ai Paesi europei. Ben presto i giornalisti e i lettori del tabloid britannico avrebbero scoperto che non ci si poteva fidare delle parole del dittatore.

LA TALIDOMIDE, IL WATERGATE E LO SCOOP ROSA –  Seguono in classifica altre memorabili inchieste giornalistiche. Nel 1972 il Sunday Times denunciò la potente azienda farmaceutica Distillers, distributrice del Talidomide, il potente psicofarmaco somministrato alle donne nei primi mesi di gravidanza, che causò malformazioni in migliaia di neonati. Con grande coraggio e lucidità il settimanale svelò la tragedia di tante mamme inglesi che più tardi furono risarcite dall’azienda farmaceutica. Alla fine anche la Corte Europea dei diritti dell’uomo concluse  che quest’inchiesta aveva fatto la differenza. Il successivo scoop è forse quello più famoso della storia: lo scandalo Watergate. Bob Woodward e Carl Bernstein, due giovani reporter del Washington Post partendo da alcune attività di spionaggio e intimidazione ai danni di esponenti del Partito Democratico fatte da uomini legati a Richard Nixon, portarono in due anni alle dimissioni il Presidente degli Stati Uniti. Il primo scoop rosa in classifica è quello svelato dal News of the World nel 1992 e che costò la carriera a David Mellor, ex ministro del Patrimonio Nazionale del governo conservatore di John Major che proprio in quel periodo stava lavorando a una legge per frenare le continue intrusioni della stampa nella vita privata dei personaggi pubblici. Il tabloid raccontò la sua love story con Antonia de Sancha, attrice e modella di origine spagnola. Furono pubblicate rivelazioni pruriginose (il ministro amava quando l’amante gli succhiava le dita dei piedi e indossava sempre la casacca del Chelsea quando faceva l’amore) e stralci di intercettazioni telefoniche in cui Mellor ammetteva come questa relazione extraconiugale si ripercuotesse negativamente sul suo lavoro.

POLITKOVSKAIA E RIMBORSI SPESE – Il settimo scoop è opera del Guardian e risale al 1995. Il quotidiano londinese raccontò che Jonathan Aitken, al tempo sottosegretario al Tesoro del governo conservatore britannico di Major da molti indicato come futuro premier inglese, era coinvolto in una vendita di armi illegali da cui avrebbe tratto vantaggi personali. Due anni prima – preciso il Guardian – Aitken aveva incontrato al Ritz di Parigi alcuni uomini d’affari sauditi e il soggiorno del sottosegretario era stato pagato da questi ultimi. Aitken denunciò «il cancro di un giornalismo parziale e distorto» e dichiarò di volerlo estirpare «con la spada della Verità e lo scudo della Giustizia». Peccato per lui che il tribunale confermò le accuse del Guardian e il sottosegretario fu condannato per spergiuro a 18 mesi di reclusione. Seguono i reportage dalla Cecenia di Anna Politkovskaia, giornalista russa del quotidiano NovayaGazeta, assassinata nel 2006. Le sue denunce svelarono al mondo le atrocità e le sevizie dei soldati russi sui civili nella regione caucasica: «La Politkovskaia non era una giornalista equidistante stile Bbc – testimonia il Guardian – Era una combattente, un’attivista, una forza della natura indignata dalla crudeltà». Chiudono la top ten i recenti scoop portati a termine rispettivamente nel 2009 e nel 2010 dal Daily Telegraph e dal News of the World : il primo è quello sui rimborsi spesa gonfiati dai parlamentari britannici che ha causato tante dimissioni e ha portato diversi politici in carcere. Il secondo è lo scandalo scommesse nel mondo del cricket denunciato dall’ormai ex tabloid britannico che raccontò ai suoi lettori come il match tra Inghilterra e Pakistan fosse stato truccato in cambio di 200 mila euro. L’incontro tra il finto corruttore (in realtà un giornalista sotto copertura del tabloid) e il rappresentante dei giocatori pakistani fu interamente filmato e pubblicato sul sito del News of the World.

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