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Diversità morale o diversità di trattamento?

Posted by Peppe Caridi su 30, luglio, 2011

di Giovanni Alvaro – Solo gli stolti possono pensare che la corruzione alberghi solo tra i moderati e che vi sia una razza eletta, con i relativi anticorpi, che ne sia sostanzialmente immune. Solo gli stolti, però, perché chi ha anche un solo pizzico di discernimento capisce, e non c’è bisogno dell’antipolitica, che la corruzione è insita nella natura umana, e non conosce colore politico. Ciò non significa che tutti gli uomini sono corrotti, ma che c’è una buona fetta di individui che lo possono diventare perché non considerano la corruzione un fatto negativo, ma una scorciatoia, un mezzo per ‘arrivare’, un percorso per ottenere più velocemente il salto sociale, o anche un sistema per rendersi utili al proprio partito finanziandone l’attività. Non ci scandalizziamo, quindi, dinanzi a quello che sapevamo esserci anche a sinistra, e che emerge prepotentemente in questi giorni, ma non siamo, per nulla,  animati da voglia forcaiola per considerare, quanti sono indagati, sicuri responsabili. La giustizia faccia il suo corso. Quello che invece ci sembra degno d’approfondimento è quanto dichiarato dall’ex Sindaco di Milano, Gabriele Albertini e raccontato dal Corriere della Sera.

L’ex Sindaco Albertini contattò Antonio Di Pietro per parlargli del caso Serravalle, parlò anche con D’Ambrosio, oggi senatore del PD, e con lo stesso procuratore Capo, Saverio Borrelli. Il primo lo consigliò di sporgere denuncia, il secondo lo consigliò di rivolgersi ad altro Magistrato, e Saverio Borrelli “ascoltò ma non volle ricevere i documenti, pur apprezzando il mio orientamento legalitario” dice Albertini.  Ma per quanto raccontato non c’era bisogno di denuncia essendo chiaro che si era dinanzi ad una notizia criminis ed essendoci, vero signori procuratori, l’obbligatorietà dell’azione penale, bisognava come minimo aprire un fascicolo e iniziare le indagini.

Ma che aveva raccontato l’Albertini? Che la Provincia di Milano, guidata da Penati, aveva comprato da Gavio il 15% delle azioni della Milano-Serravalle pagandole a 8,9 euro mentre l’imprenditore le aveva acquisite a 2,9 euro dal Comune di Genova. Con detto acquisto la Provincia raggiunge il 53% delle quote della società e il controllo maggioritario della stessa. L’operazione fruttò all’imprenditore ben 179 milioni di utile netto che gli permise, con 50 di detti milioni, di entrare nella cordata guidata dall’Unipol, vicina all’ex PCI, per tentare la scalata alla BNL (l’operazione della famosa intercettazione durante la quale Fassino esclama “ma allora abbiamo una banca”).

Ecco che si comprende che la differenza tra destra e sinistra non sta nella rispolverata diversità, sbandierata da Bersani, con la correzione che non si tratta di diversità genetica, bensì di diversità politica, ma sta tutta nella diversità di trattamento da parte di settori di inquirenti, stampa nazionale, poteri forti e nell’uso spregiudicato della cosiddetta doppiezza togliattiana che si esprime senza alcuna vergogna. Il diverso voto tra Camera e Senato sulle richieste di arresto di propri membri con la conseguente consegna del PdL Alfonso Papa ai pm napoletani, e il rifiuto di identica consegna ai pm pugliesi per il PD Tedesco, ne è l’esempio più recente e più scandaloso.

E mentre oggi, il famoso giudice di Berlino (nella fattispecie quello di Monza), ci vuole vedere chiaro, si assiste da una parte all’operazione minimizzazione da parte dei media che ignorano o relegano nelle pagine interne, e con articoletti, le notizie scomode, dall’altra (forse per la rottura degli equilibri interni al PD) si assiste a scomposte reazioni bersaniane con le quali si minacciano fuoco e fiamme contro chi ‘osa’ ledere la maestà rappresentata da cotanto Segretario.

Una Risposta to “Diversità morale o diversità di trattamento?”

  1. mimmasuraci said

    Condivido, condivido, eccome!
    il nodo più grosso dell’anomalia italiana consiste proprio nel fatto che la giustizia è gravemente malata : si tratta,purtroppo, di una malattia endemica, cronica, ereditaria, infettiva, diagnostica già secoli addietro da autorevoli patologi. Considerata la difficoltà della cura forse sarebbe meglio applicare, a furor di popolo, l’eutanasia, dal momento che la legge in Italia è ormai in vigore…….

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