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No alla logica di bottega per l’arresto di Alfonso Papa

Posted by Peppe Caridi su 18, luglio, 2011

di  Giovanni Alvaro – La decisione della Giunta per le Autorizzazioni della Camera del Deputati di dare il via libera all’arresto del parlamentare Alfonso Papa è semplicemente sconvolgente. Se era scontata la scelta  giustizialista delle opposizioni, pronte a cavalcare ogni rigurgito forcaiolo e sempre attente a cogliere la palla al balzo di possibili divergenze nella maggioranza, non era scontata la decisione degli eredi della famosa ostentazione del  cappio nell’aula di Montecitorio che, con la ‘vicinanza’, per tanti anni, alle forze moderate e riformiste, sembra non abbiano ‘maturato’ nulla. Non è prevalsa, purtroppo, la logica del diritto e delle garanzie costituzionali, ma la più banale logica dell’interesse di bottega che i sondaggi antiCasta presentano come messi in discussione per gli orientamenti di un’opinione pubblica condizionata da martellanti campagne mediatiche. Dire che è corretto seguire il fiume carsico che viaggia tra la gente è una grande corbelleria, perché una classe dirigente non si fa ‘condizionare’ ma ha il compito di orientare e guidare il proprio popolo anche se nel rispetto pieno delle leggi che regolano la convivenza civile.  
Queste leggi, maturate nel tempo e per l’appartenenza al moderno mondo occidentale, hanno teso ad affermare una civiltà giuridica che secoli di oscurantismo, di inquisizione, di guerre, di dittature e di abusi inquisitori avevano letteralmente ignorato. Fra queste leggi  ci sono quelle recenti, votate e rivotate dal Parlamento del nostro Paese, con la funzione di garantire i diritti degli imputati e di limitare gli abusi degli inquisitori, senza peraltro bloccare o ridurre la loro attività investigativa.

E se per i comuni cittadini è stato previsto l’arresto preventivo solo in caso di possibile inquinamento delle prove, di pericolo di fuga e di pericolosità sociale dell’indagato, non si comprenderebbe perché ciò non debba valere anche per gli appartenenti alla cosiddetta Casta. In passato la carcerazione preventiva si usava  per sfiancare la resistenza dei malcapitati costringendoli a ‘confessare’ anche reati non commessi o a dichiarare correità inesistenti, come le sentenze successive hanno ampiamente dimostrato, nel caso specifico, però, l’obiettivo sembra essere quello di ‘mortificare’ non tanto l’on. Papa, quanto lo stesso Parlamento che lo si vorrebbe intimidire (come avveniva negli anni di ‘mani pulite’) per spingerlo a disattendere le stesse leggi da esso prodotte.

Cedere alle assurde richieste della Procura di Napoli costituirebbe, tra l’altro, un pericoloso precedente che aprirebbe le porte ad una raffica di richieste di arresto nei confronti di parlamentari da parte di decine di procure italiane indipendentemente dalla consistenza delle accuse. La mancanza reale di responsabilità civile dei Magistrati, la voglia di protagonismo o carrierismo politico di alcuni di essi, e le strategie politiche di altri, faranno il resto con grave danno per l’autorità ed il prestigio delle Istituzioni.

No, amici della Lega, la vostra scelta vi fa tornare indietro di almeno tre lustri, ed apre scenari imprevedibili, perché rischia di farvi ripiombare nel ghetto dell’isolamento che neanche le biforcute lingue delle sirene di sinistra possono nascondervi. Quando si abbandona la politica e si asseconda la pancia del proprio elettorato si diventa prigionieri delle pulsioni più viscerali.

L’on. Alfonso Papa se sarà riconosciuto colpevole dovrà pagare quanto deciderà il suo giudice naturale. Ma l’on. Papa non può e non deve pagare prima il suo debito con la società anche perché quello che il pm considera debito alla prova dei fatti può non essere taleMa la vicenda di Alfonso Papa e di pm, passati alla storia, come signor flop per la collezione di inchieste solo mediatiche perché archiviate da Gip o da altri Magistrati impongono, oggi più che mai l’accelerazione della riforma della giustizia.

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Una Risposta to “No alla logica di bottega per l’arresto di Alfonso Papa”

  1. Tiziana said

    Il tuo articolo nel giorno che precede il 19° anniversario della strage di via D’Amelio mi lascia ancora più perplessa e molto amareggiata…la corrente garantista alla quale senza alcun dubbio tu ti ispiri, e che continua ad andare per la maggiore in questo “bellissimo e disgraziato Paese”, non fa che affondare ancora di più i diritti di chi le leggi e le istituzioni le onora e le rispetta e a favorire chi invece delle leggi se ne infischia e che non ha nemmeno il coraggio di dimostrare la propria innocenza, se davvero tale, davanti ad un tribunale così come è previsto DALLA LEGGE perchè LA LEGGE E’ e deve essere UGUALE PER TUTTI e non solo per alcuni…ma il tuo messaggio, il messaggio che passa in Italia e che purtroppo chi va avanti è solo chi è più FURBO degli ALTRI.
    Rispetto le tue opinioni ma ti invito a riflettere con attenzione su quanto dici e ti ricordo le parole di un GRANDE UOMO SEMPLICE, un giudice (non “un deviato mentale” o uno alla ricerca di “protagonismo”…)che al rispetto delle leggi e delle istituzioni ci credeva veramente…PAOLO BORSELLINO:

    “L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati. (dalla lezione del 26 gennaio 1989 all’Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa)”

    Non credi che l’autorizzazione a procedere possa essere un bel segnale per quasta classe politica? E ti assicuro che io non sono certo di sinistra…

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