LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

Una giornata SUL mare, su altre cose, e su Alfredo…

Posted by Peppe Caridi su 10, luglio, 2011

di Gianni Basi – 1993 –Erano anni fa, ed era l’annuale festa della Madonna. Ed era settembre, a Reggio Calabria. Questo mese, dalle mie parti, è il migliore per farsi i bagni, bagni di lusso. Di quelli che entri nel mare e al posto della calda brodaglia di luglio e agosto senti salire sù una fresca invasione piacevolmente tonica, un refrigerio che spezza gli ultimi ventosi bollori di fine estate. In quei giorni, il posto migliore per tuffarsi diventa il Lido comunale, con poca gente attorno e un’acqua limpida che da verde e azzurra diventa blu dipinta di blu invadendo tutto lo Stretto e increspandosi di bianchi spruzzi coi gabbiani a danzarci sopra, cose che si vedono solo lì o nei mari d’Irlanda. Coi miei amici si aveva l’abitudine di affittare una barca da Don Peppino, un vecchio lupo di mare che d’inverno spariva sicuramente tra i flutti e d’estate cuciva reti e noleggiava barche belle e antiche, quelle di legno, che tutte dipinte a colori vivaci se ne stavano languidamente ad aspettare i clienti. E in settembre non ce n’erano molti. Tranne me, Gaetano e Alfredo, e le nostre ragazze… Beh, Alfredo veramente  non ce l’aveva, forse non ce l’ha neanche adesso… Eh sì, è passato del tempo e ci siamo persi un po’ tutti, ragazze comprese… Ma quell’estate avevamo la fissa della barca e la quiete di settembre ci permetteva di vogare un’oretta davanti al Lido, fra un tuffo e l’altro, senza avere bagnanti fra i… remi e nemmeno altre imbarcazioni né gommoni né pedalò. Solo al mattino presto c’era traffico da quelle parti, quando partivano i pescatori. Poi, un settembre magnifico fatto tutto per  noi.

Dal Lido di Reggio, oltre ai grandi ponti della vituperata Salerno-Reggio Calabria (…quanti se ne saranno accorti, perlomeno, che ha il pregio di attraversare centinaia fra i più bei chilometri d’Italia?…), si intravedono in lontananza le case di Gallico, un paesino che si divide, come tanti in Calabria, tra l’abitato “marino” e quello “superiore” a seconda che si trovi sulla costa o sulle prime colline. Da tempo, ad ogni passeggiata in barca, guardavamo Gallico Marina con una certa voglia di fare davvero i marinai e avventurarci via mare sino a raggiungere quelle spiagge dorate. L’idea risolutiva fu di Alfredo: “O andiamo a nuoto… o chiediamo a Don Peppino se ci affitta una barca per tutto il giorno”. Le prime ad esserne entusiaste furono le ragazze, Mariaelena e Pia, che come in ogni costumanza femminile che si rispetti adorarono il gusto dell’imprevisto. Io e Gaetano esitammo: “…Ma ragazzi, in linea d’aria saranno sui sei, sette chilometri… una cosa è fare due giri in quest’ansa del Lido, un’altra remare fin laggiù e non solo: dovremo anche tornare indietro, o no?…”. Alfredo disse, incosciente com’era: “E che sarà mai?”. E le impavide ragazze, a ruota. Ma Alfredo era così. L’anno prima ebbe l’idea di scalare l’Aspromonte con le bici. Assieme a Giovanni, Franco, Vittorio e gli altri compagni storici del gruppo dell’A.C. Duomo (Associazione Cattolica del Duomo di Reggio nonché invincibile squadra di calcio) fummo tutti a pedalare da matti, e lui a spingere la bici a piedi, e noi ad aspettarlo. Finchè, giunti ai 1900 metri di Gambarie, la sorpresa del forno chiuso e addio ai voluttuosi pani caldi col pomodoro e l’origano che pregustavamo! Alfredo era così. C’era da andare su Marte?, bene, niente storie e si andava! Ora aveva ideato la transoceanica Reggio-Gallico. Si limitò a proferire il suo: “ahò, voi donne portate i viveri” e, qualche giorno dopo, si partì in pompa magna. Ci ritrovammo al Lido alle 8 in punto, con le ragazze radiose nei primi sprazzi di sole, cappellini di paglia e un vezzoso filo di trucco (che si sarebbe sciolto presto a perdita d’occhio…). Noi maschi in canottiera e bandana, molto pirati. Ventimilalire a Don Peppino e tutti a bordo su “Teresina II^”. Ai remi subito io e Gaetano, con le ragazze fieramente in poppa e Alfredo a prua a fare da incomprensibile vedetta. Dapprima un mare calmo che si filava a meraviglia. Poi, nella zona di attraversamento dell’invasatura del porto di Reggio, la barca non ne volle sapere di andare avanti. Lì c’era una marea di onde calabre contrarie. Accampando elucubrazioni idrometriche, Alfredo pretese di remare da solo per dosare meglio le bracciate. E fu allora che, imbarcando acqua, ci ritrovammo cento metri più indietro. Al che leggemmo nei suoi occhi distrutti il pensieruccio che… ehm… non ci fossero state le ragazze… Lo legammo alle funi come Ulisse e, dopo vari faticosi cambi ai remi, nel primo pomeriggio da neo cristofori colombi e colombe fummo gloriosamente in vista di Gallico. Barca sul bagnasciuga, bagno, e panini con prosciutto formaggio e sabbia divorati. Poi stravaccati in spiaggia e ripartenza alle 18 con avvistamento del porto di Reggio solo alle 22,30. Attraversarlo stavolta fu facile con tanto di correnti a favore. Ma avemmo brividi indimenticabili nel sentire alle spalle dell’indomita “Teresina II^”, che guidavamo alla mercè della luna sul mare nero mare nero mare nè, l’urlo straziante di una sirena di nave. Cuore in gola e, voltandoci, vedemmo a cinquanta metri un bianco traghetto tutto enorme e rilucente, che ci parve il Rex o il Titanic. Poi il santo Lido, con davanti le luci, per noi reggini, di mamma Messina, e Don Peppino che aveva qualcosa tra le mani, che al prode Alfredo parve una fiocina.

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Una Risposta to “Una giornata SUL mare, su altre cose, e su Alfredo…”

  1. vincenzo said

    l’articolo pubblicato descrive piacevoli avvenimenti estivi, ricordi di comunità,e di un recente spaccato sociale dei giovani e “personaggi” reggini. Il lido sorto nel 1937 ha la sua storia, la sua bellezza i suoi ricordi.Esso ha attraversato un periodo di decadenza negli anni 1970 e successivi. Periodo storico di
    difficile lettura per la città
    Si ricorda in: ROTONDA SUL MARE: foto montaggio di cartoline d’epoca
    osservatorio romano DBV

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