LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Berlino, cinque anni dopo. Un Mondiale da ricordare

Posted by Peppe Caridi su 9, luglio, 2011

di Gaetano De Stefanohttp://www.gazzetta.it/ – MILANO, 9 luglio 2011 – Sono passati cinque anni esatti: 9 luglio 2006-9 luglio 2011. Cinque anni da quella magica notte di Berlino in cui gli azzurri vinsero un Mondiale pazzesco battendo in finale la Francia ai rigori. Un trionfo moltiplicato per mille, perché preceduto da avvenimenti epocali – scontato riferimento a Calciopoli – che parevano gettare fango non solo contro la Nazionale, ma anche lungo il suo cammino. Invece il percorso fu straordinario e netto: dal gol di Pirlo al Ghana a quello di Grosso a Berlino, dal pianto di Iaquinta al violino suonato da Gilardino.

che notti! — Quella notte a Berlino, nello Stadio Olimpico fatto costruire da Adolf Hitler in occasione delle Olimpiadi del 1936, ci fu la sublimazione di un sogno, cercato a tutti i costi e realizzato con l’orgoglio e il carattere. Un cammino travolgente che probabilmente toccò il suo vero apice a Dortmund nella semifinale contro la Germania. Nel catino infernale del Westfalenstadion, la Nazionale di Lippi mise sotto i padroni di casa con due supplementari incredibili: una cottura a fuoco lento con le gemme di Grosso e Del Piero nel finale. Fu allora, tra i telecronisti impazziti di tutto il mondo e tra i nostri tifosi in delirio, che capimmo che non ce n’era più per nessuno, mentre i supporter tedeschi osservano increduli e impietriti, dopo avere sbeffeggiato non solo i ragazzi di Lippi ma anche l’Italia intera.

follia totale — Non ce ne sarebbe stata neanche per la Francia, vecchia sì ma pericolosa, con quelle facce ruvide e grintose che sembravano uscite da un film di pirati. In prima fila Zinedine Zidane, che beffò Buffon con un rigore a cucchiaio ma che poi, dopo il pareggio di Materazzi, nel secondo supplementare rovinò tutto con la famigerata testata sul petto dell’azzurro, che gli costò l’espulsione. Poi i rigori. Non ne sbagliammo nemmeno uno. Trezeguet, invece, il suo lo calciò sulla traversa. Poi Grosso, di cui avevamo ancora in mente quel “non è vero, non ci credo” esclamato dopo il gol alla Germania. Un bolide imparabile che Barthez non vide nemmeno. E poi quella corsa come una pallina da flipper impazzita; l’assalto degli azzurri. La follia totale rimbalzata da Berlino all’Italia, ma anche nella Germania degli italiani.

indimenticabili — Gli azzurri dopo la festa volarono a Duisburg, avamposto della Nazionale al Mondiale tedesco. Li accolsero i nostri tifosi residenti in Germania; un mix di emozioni fortissime. Il riscatto più bello, sottolineato il giorno dopo alla partenza da Dusseldorf, da un chilometrico striscione con su scritto “Non vi dimenticheremo mai”. Poi il viaggio in aereo: azzurri e giornalisti insieme; il ritorno a casa con la Coppa, con destinazione Pratica di Mare, l’aeroporto militare vicino a Fiumicino. Ad accogliere i Campioni del Mondo migliaia di tifosi e le Frecce tricolori. Poi il bagno di folla fino a Roma, fino alla festa al Circo Massimo. Un’esperienza da ripetere al più presto.

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