LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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“Congresso” del Pdl: tutti gli aneddoti di una giornata speciale

Posted by Peppe Caridi su 1, luglio, 2011

Tutto ‘compresso’ in quattro ore, buffet incluso. Il Consiglio nazionale del Pdl incorona in una mattina Angelino Alfano. Ma offre anche spunti extra politici e fashion. Il meglio (e il peggio) della riunione del Popolo della libertà.
I PIÙ FOTOGRAFATI. Le star sono due, Nicole Minetti e Alfonso Papa. Della consigliera regionale, chiamata in causa nel caso Ruby, si notano innanzitutto gli occhiali da sole, il bianco del vestito e il blu della gonna. Anche il deputato sul quale pende una richiesta di arresto per la P4 arriva di buon mattino e anche lui indossa occhiali da sole scuri. Bocca rigorosamente cucita, gli unici a parlare sono i fotografi: “Onorevole, alzi la testa, sorrida”.
LA GIACCA DEL GOVERNATORE. Nera, nerissima, tessuto lucido che sotto i riflettori brilla. Dopo la camicia a fiori con la quale si era presentato ai seggi elettorali, Roberto Formigoni conquista il palco del Pdl con una giacca che non passa inosservata. Sotto – è forte il contrasto – indossa jeans.
L’ODG CHE NON C’ENTRA NULLA. E’ quello presentato da un dirigente e che invita il partito a far rientrare in Italia le salme degli ultimi re d’Italia.
LUPI ‘CANCELLA’ SCOPELLITI. Aveva chiesto di parlare, ma per una “dimenticanza” di Maurizio Lupi il governatore della Calabria non prende la parola. Se ne ricorda fuori tempo massimo Ignazio La Russa, che da navigato frequentatore di banchi della Presidenza risolve così: “Vabbè, vuoi parlare o rinunci? Rinuncia. Grazie, un applauso a Scopelliti”.
L’OPPOSITORE INTERNO. Un solo voto contrario, dei 1073 delegati del Pdl. Si chiama Antonio Pedicini, è friulano, alza la scheda e il notaio gli chiede il nome. Lui, inizialmente, forse per timore di sanzioni politiche non replica. Ma sorride, e intorno a lui fanno lo stesso. In fondo, rappresenta lo 0,09% dell’opposizione interna al Pdl.
FINI C’È, MA NESSUNO NE PARLA. Poco più di un anno fa Gianfranco Fini strappò clamorosamente e fragorosamente alzando il dito al grido del ‘che fai, mi cacci?’ puntato verso Silvio Berlusconi. La location era sempre quella dell’auditorium Conciliazione. Ma nessuno, dal Cavaliere in giù, lo nomina. Il premier evoca solo la scissione futurista, ma il nome del Presidente della Camera resta fuori dalla sala.
IL SEGRETARIO ELETTO DUE VOLTE. Silvio Berlusconi ‘chiama’ l’acclamazione per Angelino Alfano, un boato scuote l’auditorium. Ma non basta, almeno per Denis Verdini. Per tre volte chiede una votazione, anche rapida. Sono le procedure, spiega il coordinatore. E così si vota (di nuovo) per Angelino segretario. (TMNews)

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