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Napoli invasa dai rifiuti, Reggio senz’acqua: i cittadini-elettori ci pensino sù

Posted by Peppe Caridi su 24, giugno, 2011

Napoli invasa dai rifiuti, Reggio Calabria senz’acqua:  è questo il drammatico scenario di due tra le principali città dell’Italia meridionale, poche settimane dopo le elezioni amministrative e il referendum abrogativo di fine maggio e inizio giugno. I problemi sono differenti, ma le riflessioni a cui possono portare hanno indistinguibili denominatori comuni.
Il problema dei rifiuti di Napoli è dovuto ai disservizi della raccolta, su cui è competente solo ed esclusivamente il Comune (è bene sottolinearlo!). Ma dare al neo-Sindaco De Magistris le colpe di un’emergenza in questi giorni solo acutizzata, ma esistente da anni, sarebbe esagerato. Però l’emergenza rifiuti di Napoli riguarda Napoli, il Comune di Napoli e la Città di Napoli. Non riguarda la sua Provincia, la sua Regione o tantomeno l’intero Paese. Tanto in Italia così come in Campania e anche nel Napoletano, esistono comuni efficienti e virtuosi nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti. Il problema di Napoli è legato alle amministrazioni Bassolino-Iervolino che negli ultimi 20 anni hanno reso il Capoluogo Partenopeo la pattumiera del mondo. E non è un discorso di destra o sinistra: vicino Napoli, a Salerno, un altro sindaco di centro/sinistra, tale Vincenzo De Luca, è protagonista al contrario, in positivo, per il buon-governo in una città “pulita e profumata“: non solo senza problemi di rifiuti, ma anche con virtuosismi ed eccellenze nella raccolta differenziata.

Il Governo centrale poco c’entra, poco può e poco deve fare per Napoli: l’intervento del 2008 è stato solo momentaneo e voleva andare a risolvere quella che, appunto, era un’emergenza. Ma passata l’emergenza (Berlusconi e Bertolaso in effetti ripulirono Napoli in 4 e 4/otto!), l’ordinaria gestione (del Comune!!!) avrebbe dovuto ristabilire l’ordine pubblico e le condizioni di salute basilari per una società civile e progredita come la nostra. Il piano del Governo, che aveva previsto la realizzazione di diverse discariche, di un paio di inceneritori e di qualche termovalorizzatore, avvalendosi del contributo delle menti più tecniche e formate del Paese sulla tematica, è stato bloccato dagli stessi cittadini ignoranti che hanno fatto le barricate per non far costruire le strutture che sono indispensabili per smaltire i rifiuti: strutture che non fanno male, che esistono in ogni Regione e in ogni Paese del mondo, tanto che nessuno ha questi problemi prettamente Napoletani. Non contenti, i cittadini di Napoli hanno votato Sindaco De Magistris, non solo in perfetta sintonia con le precedenti amministrazioni di centro/sinistra Bassolino e Iervolino che in 20 anni hanno portato la città nel baratro, ma anche e soprattutto in base alle dichiarazioni dell’ex magistrato che in campagna elettorale aveva promesso di “risolvere il problema dei rifiuti senza costruire termovalorizzatori, inceneritori nè nuove discariche“. E allora un Napoletano un pò più acculturato, che passeggia con la mascherina antigas tra i cumuli di rifiuti, si starà sicuramente chiedendo: “ma allora come lo risolve questo problema“?

Adesso De Magistris chiede l’aiuto del Governo, e probabilmente (ahimè…!) lo otterrà. Ma Berlusconi farebbe bene, a questo punto, a lasciar morire di puzza una città che, come tutte le altre città d’Italia, deve imparare ad autogestirsi, senza pretendere sempre aiuti dall’alto.

Il problema dei rifiuti in Campania e a Napoli non si risolverà mai se non si diffonde una coscienza civica sul processo di raccolta e smaltimento, dalla raccolta differenziata fino ai termovalorizzatori. Senza strutture adeguate, Napoli non sarà mai pulita. E il Governo ha anche dovuto mandare l’esercito ad Acerra per completare una parte di una struttura che i residenti del posto non hanno voluto. E allora che si tengano la spazzatura. Oppure, che studino sui libri e scelgano meglio, la prossima volta che andranno a votare.

A Reggio Calabra, invece, si ripropone come ogni anno d’estate, il problema dell’acqua. Già quella che c’è non è potabile, perchè la Diga del Menta in costruzione da 30 anni in Aspromonte, non è mai completa anche se ormai i lavori sembrano quasi conclusi.
Il problema aggiuntivo è che in molti quartieri della città, da giorni, l’acqua non arriva proprio.  Il Comune ha spiegato che “i disservizi sono da imputarsi principalmente agli eccessivi consumi idropotabili e all’uso dell’acqua  per scopi diversi ed impropri. Sulle reti di queste zone sono state, comunque, effettuate opportune regolazioni delle saracinesche per consentire a tutti gli utenti di rifornirsi d’acqua. Per la prossima settimana, si sono concordati con le Forze dell’Ordine sopralluoghi congiunti per la repressione dei furti d’acqua sul territorio comunale“.
Anche qui, il problema è atavico. Ed è legato ai disservizi della gestione pubblica dell’acqua.
Ma proprio poche settimane fa, con il referendum sul decreto Ronchi, abbiamo avuto la possibilità di schierarci per il cambiamento: a maggior ragione i residenti di una città con così tanti problemi negli approvvigionamenti idrici, avrebbero dovuto guardare di buon occhio la liberalizzazione dei servizi idrici che senza ombra di dubbio avrebbe determinato un miglioramento di un servizio pessimo, che comunque peggio di così è difficile immaginare.
Invece no: offuscati dalla propaganda Dipietrista, siamo andati in massa a votare “” per “l’acqua pubblica” (così ci hanno detto di fare), senza approfondire il tema e senza andare a scoprire che lo stesso decreto Ronchi prevede che l’acqua è considerata un “bene di tutti, di dominio pubblico, e che sempre rimarrà tale“.

La legge era dedicata ai servizi idrici perchè, come a Reggio, in molte città d’Italia fanno pena. Ma, come per Napoli, anche qui non viene altro che dire: ben gli sta. Ben ci sta, cari lettori: abbiamo ciò che ci meritiamo. E questi sono i frutti di ciò che di recente abbiamo scelto di votare dentro le urne delle ultime elezioni.

Contenti voi … però non diteci che non vi avevamo avvertito.

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Una Risposta to “Napoli invasa dai rifiuti, Reggio senz’acqua: i cittadini-elettori ci pensino sù”

  1. vincenzo de benedetto said

    Caro giornalista ,sono spiacente dissentire dalla tua valutazione, rispettabilissima, “sulla spazzatura”di Napoli.
    La responsabilità non è di De Magistris o Berlusconi o Bertolaso ma è da ricercare nel sistema di detto settore di oreficeria quindi nei precedenti anni di amministrazione e di governo.
    I napoletani similmente ai calabresi Marchigiani siciliani ec… sono nobili e intraprendenti in tutte le creatività.Pertanto, non si può addossare a questi la responsabilità della situazioni ma al sistema di governo remoto dagli anni 1970 ed inseriamo anche il debito pubblico tra le carenze che si presenteranno .che con la vendita degli immobili ,lo stato Italia si è impoverito,
    Negli anni di regime democratico ed antifascista le popolazioni non sono state educati a questo problema, ove in un mio recente commento riferisco che la spazzatura “è oro” che produce ricchezza, al sistema .Chi fa parte del sistema? IL presidente , il Governo con la loro AUTOREVOLEZZA prendano serie decisioni responsabilmente, con urgenza ,anche, fra tutte le persecuzioni politiche succedutogli
    osservatorio romano dbr

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