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La Reggina, Roberto Breda e quel campionato Primavera 2008/2009

Posted by Peppe Caridi su 22, giugno, 2011

Roberto_Bredadi Peppe Caridi – La Reggina si appresta ad annunciare Roberto Breda: il 41enne trevigiano è il nuovo allenatore amaranto, e dovrebbe essere presentato in conferenza stampa nella giornata di lunedì 27 giugno.
Ma il giovane allenatore che pochi giorni fa ha perso, con la Salernitana, la finale play-off della Prima Divisione di Lega Pro, è già nella storia della Reggina Calcio e non solo per la miracolosa salvezza della passata stagione quando, dopo i fallimenti di Novellino e Iaconi con una “corazzata” che avrebbe dovuto “ammazzare il campionato” e tornare subito in serie A, Breda fu chiamato in prima squadra dalla Primavera, dov’era mister da tre anni e mezzo, e riuscì a conquistare 28 punti nelle ultime 18 partite ottenendo una salvezza fondamentale per le sorti della Società, nonostante uno spogliatoio inesistente e un ambiente ormai comprensibilmente ostile.Ma Breda è nella storia della Reggina non tanto per questo, pur importante, risultato. Lo è per quello che dal 2007 al 2010 è riuscito a fare nel settore giovanile, guidando la Primavera di “Casa Sant’Agata“.

L’ormai neo-allenatore amaranto è stato l’artefice, nel campionato 2008/2009, di una grandissima stagione che portò la Reggina Primavera ai Quarti di Finale dei play-off scudetto, a un passo dalla semifinale.
E’ stato il 2° miglior risultato della storia della Reggina Primavera, dopo la finale del 1992 persa contro il Torino.

Quello 2008/2009 è stato, per la Reggina Primavera, un campionato davvero esaltante: mentre la prima squadra stentava in serie A, tanto che a fine stagione sarebbe poi retrocessa dopo le sconfitte di 5-0 a Genova contro la Sampdoria di Mazzarri e 1-0 a Roma contro la Lazio che aveva appena vinto la Coppa Italia (proprio contro la Samp), i ragazzini di Breda diventavano il grande orgoglio calcistico della Città.

In campionato la Reggina dettava legge su quasi tutti i campi di un girone (quello “C”) difficilissimo, composto da Lazio, Roma, Palermo, Fiorentina, Bari, Lecce, Ascoli, Napoli e Catania, che sono alcune delle Primavere più titolate e importanti nell’intero scenario calcistico nazionale.
In quel campionato la Reggina perse solo 3 partite. Si classificò al terzo posto con 49 punti, preceduta solo da Lazio (60 punti) e Roma (51 punti, un soffio).
Nella “reagular season” di quella stagione, la Reggina conquistò anche il miglior attacco dell’intero girone con 60 gol realizzati (la Lazio capolista ne fece 56, la Roma 52, tutte le altre tra 30 e 40!) e addirittura dell’intero campionato Primavera (nè nel girone “A” nè in quello “B” si superavano, rispettivamente, le 52 e le 54 segnature delle squadre con il migliore attacco).

Nei play-off, poi, la Reggina eliminava il Treviso agli Ottavi di Finale e si scontrava con l’Udinese ai Quarti. Tra le migliori 8 d’Italia, quella partita delle ore 21:00 del 2 giugno 2009 diventava fondamentale, a Pergine Valsugana, gara singola da “dentro/fuori“, per conquistare la semifinale contro il Siena, che aveva eliminato ai quarti la Lazio e che poi avrebbe perso solo la finale 1-0 contro il Palermo.
Che partita, quella partita. In diretta televisiva su RaiSportSat aveva mobilitato migliaia di tifosi amaranto che, delusi dal finale di stagione della prima squadra, avevano riversato le loro speranze su una Primavera che dava spettacolo.
Fino a dieci minuti dal termine, il risultato tra Reggina e Udinese era fermo sullo 0-0 e tra le due squadre era stata proprio la Reggina a meritare di più, specie nel secondo tempo, con un palo di Nicolas Viola e un’occasione d’oro per il fratello Alessio, di testa tutto solo davanti a Koprivec che però riusciva, con una parata da campionissimo, a chiudere la porta.

L’Udinese, così, trovava il vantaggio inatteso a 10 minuti dalla fine con Lugo Martinez che infilava Kovacsik con una bordata da 30 metri. Dopo due minuti i Friulani raddoppiavano, chiudendo i conti, con un gol di Ighalo.

In quella Reggina Primavera giocavano titolari Daniel Adejo, Vincenzo Camilleri, Nicolas e Alessio Viola, Giuseppe Rizzo e Adam Kovacsik, tutti giocatori su cui Breda potrebbe contare nella prossima stagione di serie B. Li conosce già molto bene e con loro, 3 anni fa, ha costruito una grande stagione nel campionato Primavera.

Lo scorso anno, poi, Breda ha già allenato in prima squadra anche Costa, Tedesco, Rizzato, Bonazzoli e Barillà.

Insomma, che Breda sia una new-entry in casa amaranto non si può proprio dire. Consoce benissimo l’ambiente, la città, la società e anche l’ossatura della squadra. Un punto in più per ripartire bene.

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