LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Scelte ‘a prescindere’ e disinformazione

Posted by Peppe Caridi su 15, giugno, 2011

di Giovanni Alvaro – E’ semplicemente assurdo che su materie delicate, come sono le centrali nucleari, si sia votato condizionati dalle solite scelte fatte ‘a prescindere’, e da scelte dettate dall’emotività  per quanto avvenuto in Giappone, letteralmente stravolto e amplificato, dalla propaganda verde e sinistrorsa.  I primi, pur di collocarsi in posizione diversa a quella del governo, e inseguendo le scelte dipietresche, grillesche e travagliesche, ma dimostrando, ancora una volta, un’assenza totale di orientamento politico di fondo  hanno letteralmente fatto inversioni a U su quanto, precedentemente, sostenuto. Il caso più eclatante è quello dei referendum sull’acqua che hanno visto capovolta la posizione del signor Bersani che in Emilia sosteneva tutta’altra cosa. Ma anche sul nucleare, abbandonando vecchi orientamenti da forza responsabile, hanno cavalcato la paura degli italiani.
I secondi, senza una informazione vera sull’energia nucleare, si sono fatti portare per mano dove volevano i diffusori di notizie false, e sono diventati megafoni delle più incredibili amenità tecnico-medico-scientifiche sull’argomento, in ciò aiutati dal re degli ‘imbecilli’, come ama definirsi, il predicatore Celentano. Si è parlato di distruzione del mondo, di malattie tumorali a go-go per gli abitanti del Paese che li ospita,  di scorie che non si saprebbe dove smaltirle. Mentre ci troveremmo al sicuro senza centrali anche se siamo circondate da esse nel vero senso della parola.

E poi abbiamo ascoltato le idiozie sulle inutili spese per la loro costruzione dato che se ne può fare a meno perché c’è il sole, i pannelli fotovoltaici, le pale eoliche e tutto il can can delle rinnovabili, sottacendo, per disinformazione, che, con le attuali conoscenze scientifiche, il rapporto tra solare e nucleare è identico al rapporto tra topolino ed elefante. E sempre per disinformazione non si sono sentite parole sul business e la corruzione sulle rinnovabili (fotovoltaico e pale per esempio), né sugli interessi dei petrolieri che non vogliono perdere rendite di posizione.

Si è, invece, parlato della Germania che ha ‘decretato’ la fine del nucleare per il 2022 per sostituirlo, a parole, con le rinnovabili. Attualmente la Germania produce il 45% di energia con il carbone, e il 25% con il nucleare, ma nel 2022 l’energia da carbone, che i tedeschi producono in gran quantità, arriverà al 70%. La dismissione del nucleare, quindi, se avverrà, nella patria della Merkel andrà in tutt’altra direzione rispetto alle rinnovabili. Ma che importa questo rispetto alla necessità di dover vincere i referendum anche se a discapito degli interessi del nostro Paese?

Che importa se tutto il mondo occidentale, soprattutto quello più industrializzato non intende abbandonare questa fonte energetica (a proposito l’energia non serve solo per l’illuminazione, ma serve soprattutto per sostenere l’apparato produttivo)? E se per comprare la quota che manca all’Italia, pari al 13,50% del proprio fabbisogno, bisogna pagarla di più alla Francia che ci sarebbe di scandaloso? Siamo alla pura follia, perché si dimentica che l’energia è componente importante del costo di produzione.

Ma se ci sono stati tanti ‘strafalcioni’ e la scena è stata dominata dalla disinformazione più netta, la responsabilità non è dei Bersani e dei sinistrorsi di turno che hanno giocato la loro partita anche se con carte truccate, ma soprattutto di chi doveva difendere una propria scelta strategica e non l’ha fatto adeguatamente abbandonando il campo e fidando nel non raggiungimento del quorum. Ma senza corretta, martellante e capillare informazione come poteva evitarsi il raggiungimento del quorum?

Le scelte ‘a prescindere’ non potevano appartenere a un popolo che rifiuta la ‘pancia’ e spera d’essere guidato dal cervello, cioè non potevano appartenere al popolo moderato. Quelle scelte erano di esclusiva pertinenza di chi è stato abituato a considerare nemico il proprio avversario e dovendolo distruggere non si interroga sui danni che può causare al proprio Paese.

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