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Referendum: il commento politico

Posted by Peppe Caridi su 14, giugno, 2011

Non dovremmo parlare di politica in occasione di un referendum tecnico come questo, ma purtroppo i quesiti sono stati estremamente politicizzati tanto che qualcuno pretende addirittura una “caduta del Governo”: assurdo. Proprio coloro che, per opportunismo elettorale, durante la campagna referendaria invitavano a votare anche chi si sente politicamente vicino all’attuale maggioranza in parlamento, adesso stanno provando la “spallata“. Il Pd, ad esempio, è ridicolo e vergognoso. Molto più dignitoso il leader dell’Idv Antonio Di Pietro che ha subito dichiarato che “il governo non c’entra nulla, si votava su tematiche tecniche e non pro o contro il governo“. Anche perchè hanno votato “” molti esponenti di centro/destra e anche di governo, del Pdl e della Lega. E, ufficialmente, sia Pdl che Lega hanno lasciato “libertà di coscienza” ai loro elettori, senza indirizzare il voto, infatti ognuno ha deciso con la propria testa.
Il commento politico più importante, però, va fatto nei confronti di alcune dichiarazioni che si sentono da parte di vari “santoni” dell’intellighentia sinistrorsa Italiana: da Celentano a Beppe Grillo, da Rosi Bindi a molti altri hanno esclamato frasi del tipo “l’Italia è ancora una grande democrazia” e “viva la civiltà degli Italiani“, e “grande lezione di democrazia dal popolo Italiano“, e addirittura “oggi rinasce la democrazia in Italia” ecc. ecc.
Frasi stucchevoli, che testimoniano l’assoluta ottusità e disonestà intellettuale di un mondo a cui la democrazia, evidentemente, non è mai andata giù perchè gli piace solo quando vincono loro. Gli Italiani li hanno considerati “stupidi” tutte quelle (tantissime) volte che hanno votato a favore del centro/destra e di Berlusconi, adesso di colpo li considerano “civili e sviluppati“. Sono proprio loro, pronti a spalare merda sull’Italia a ogni occasione, che adesso esaltano il popolo Italiano come se avesse fatto chissà quale conquista, di fatto negando modalità di sviluppo che tutti gli altri Paesi del mondo civile e sviluppato (e anche quelli in via di sviluppo, ormai!) hanno adottato già da tempo.
La democrazia in Italia esiste da più di 60 anni, non è mai morta ed è sempre stata viva e vegeta. Non era Berlusconi il dittatore, era molto più semplicemente la gente che liberamente – più volte – ha votato per lui e magari (chissà) in un futuro è pronta a farlo di nuovo, se non per Silvio in persona, magari comunque per il centro/destra che per forza di cose sta pensando di rinnovarsi, ma a prescindere dal Referendum. Già lo aveva deciso dopo le ultime elezioni amministrative. Perchè il centro/destra, quando perde, lo capisce e si guarda intorno: non come il centro/sinistra che negli ultimi 17 anni ha preso continue batoste ma è rimasto sempre uguale.

E’, insomma, il solito refrain: bisogna aggiungere altro?

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3 Risposte to “Referendum: il commento politico”

  1. Non si è ancora capito che in Italia e nel Mondo la distinzione destra,centro e sinistra non esiste più.Ognuno si alza alla mattina che è socialista poi a mezzogiorno è radicale e poi alla sera è ancora un pò fascista..L’aveva capito nel 2700 anche Toni Blear , mentre l’intellighenza italiana è ancora in alto mare per parlare pulito.

  2. ... said

    L’onestà intellettuale è invece quella di difendere la panzana della “nipote di Mubarak” in Parlamento? O quell’altra messa in campo da Canale 5 contro il giudice Mesiano?
    Sull’ottusità, lasciamo perdere. Il culto del Capo può attecchire solo nelle menti claustrofobiche e limitate della gente di destra.

  3. ... said

    E, a proposito del giudice Mesiano e dei risarcimenti, io aggiungerei i 320 milioni di euro pubblici dilapidati per scorporare disonestamente le amministrative dai referendum. Sono circa la metà di quelli che deve alla Cir. Gli italiani quando rinsaviranno del tutto, ci siamo quasi, gli presenteranno il conto. E speriamo non debba essere ad Hammamet.

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