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Referendum: affluenza al 41,1%, il quorum è vicino. Tutti i voti nelle Regioni, nelle Province e nelle Città. Proiezioni e scenari

Posted by Peppe Caridi su 13, giugno, 2011

La prima giornata elettorale s’è conclusa: il referendum sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali (acqua, raccolta dei rifiuti, trasporti e altro), sull’energia nucleare e sul legittimo impedimento sta chiamando al voto 50 milioni e 400 mila Italiani, di cui 3 milioni e 300 mila fanno capo alla circoscrizione estero.
I dati sull’affluenza alle ore 22:00 di ieri, domenica 12 giugno, quando si sono chiuse le urne, fanno riferimento solo ai 47 milioni e 100 mila Italiani che votano nello Stivale: quelli residenti all’estero hanno già votato ma i dati arriveranno successivamente. Il dato sull’affluenza, quindi, potrebbe essere fuorviante proprio perchè non tiene conto dei 3 milioni e 300 mila Italiani all’estero. Fatto sta che l’affluenza è al 41,1%. Entrare nel dettaglio dell’affluenza tra i singoli quesiti è abbastanza inutile in quanto non ci sono grosse differenze: i due quesiti sull’acqua pubblica hanno avuto il 41,14%, quello sul nucleare il 41,11% e quello sul legittimo impedimento il 41,10%.
Il quorum è vicino: per raggiungere il 50%+1 dei votanti che serve per rendere valido il referendum, oggi dovrebbero andare alle urne l’8,9% degli Italiani. Le cabine elettorali saranno aperte dalle ore 07:00 alle ore 15:00.
Nei precedenti referendum in cui s’è votato di domenica e lunedì, i votanti del lunedì sono stati molto variabili: nel 2003 furono l’8,4% (fino alle 22:00 di domenica aveva votato il 17,5% degli elettori, il dato finale fu del 25,9%), nel 2005 furono il 7,3% (fino alle 22:00 di domenica aveva votato il 18,7% degli elettori, il dato finale fu del 26,0%), nel 2006 furono il 18,8% (fino alle 22:00 di domenica aveva votato il 35,0% degli elettori, il dato finale fu del 53,8%), nel 2009 furono il 7,9% (fino alle 22:00 di domenica aveva votato il 16,7% degli elettori, il dato finale fu del 24,2%).
Da questi dati emerge chiaramente come il lunedì, ai referendum, va poca gente a votare quando l’affluenza è bassissima, ma nell’unico caso in cui s’è superato il quorum e l’affluenza è stata sostanziosa anche la domenica (35% allora, 41% oggi), poi il lunedì sono andati a votare in tanti.

Dopotutto bisogna anche considerare che i promotori di questo referendum, i militanti più convinti dei partiti e i protagonisti delle mobilitazioni e dei flash-mob contro il nucleare e contro la “privatizzazione dell’acqua” (che in realtà, non ci stancheremo mai di dirlo, è la liberalizzazione dei servizi idrici, cosa ben diversa!), si erano organizzati per andare tutti a votare nelle prime ore della domenica per far lievitare il primo dato sull’affluenza alle urne. L’11,6% delle ore 12:00, infatti, è stato un risultato notevole. Il 30,3% delle ore 19:00 aveva ridato speranze a chi è favorevole alle norme governative, ma poi il 41,1% definitivo e serale dà al referendum ottime possibilità di riuscita.
Anche se, come abbiamo già scritto, questi dati escludono il voto degli italiani all’estero. Se, per ipotesi, nessun italiano all’estero avesse votato, il quorum sarebbe raggiunto con un’affluenza in Italia del 53,5%. Una percentuale che comunque sembra alla portata, anche se di poco.
Ce la si giocherà tutta sul filo di lana, fatto sta che i referendari stanno già quasi esultando, nonostante il vincolo del silenzio elettorale che però hanno interrotto più volte.
Tra loro anche Beppe Grillo, leader del Movimento a 5 Stelle che, dopo il voto a Genova, ha scritto sul suo blog di aver “avuto quattro orgasmi in cabina gridando quattro si“.

Il taglio del referendum è molto chiaro osservando gli elenchi dell’affluenza al voto alle ore 22:00 nelle varie Regioni e nelle città capoluogo. Lì dove è più forte e radicata una cultura di sinistra, la percentuale al voto è stata molto più elevata rispetto ad altre Regioni e soprattutto al centro/sud, dove invece ha votato molta meno gente. Segnale inequivocabile che in molti hanno scelto se andare a votare seguendo linee-guida prettamente politiche, con l’intento di votare pro o contro il Governo, pro o contro Berlusconi, senza soffermarsi in modo approfondito sugli argomenti tecnici proposti dai quesiti referendari. Dopotutto il Governo non cadrà anche in caso di successo del Referendum, ma ne risentirà l’Italia che vedrà per l’ennesima volta un freno al suo processo di sviluppo.

In molti, comunque, si stanno astenendo con coscienza. Non la solita astensione di noia, di disinteresse o di “schifìo” nei confronti della politica (come direbbero in Sicilia), ma è un’astensione cosciente e attenta a far fallire il referendum, a evitare che gli organizzatori possano beneficiare dei rimborsi elettorali, a dimostrare consenso rispetto ai provvedimenti di legge del Governo che questo referendum vuole abrogare.
Gli abituè dell’astensione (Beppe Grillo, anarchici vari, disinteressati e indecisi), invece, si sono mobilitati e sono scesi in piazza impauriti da fantomatiche campagne d’odio contro il nucleare e l’acqua “privatizzata” su cui ce ne si è inventate di tutti i colori.
In molti altri hanno scelto di andare a votare solo per “convenienza“. In molte località d’Italia, infatti, specie al centro/nord, albergatori, ristoratori e vari fornitori di servizi privati vicini alla sinistra hanno concesso pranzi luculliani omaggio, lettini in spiaggia gratuiti e altre agevolazioni per tutti coloro che si fossero presentati nel loro esercizio con la scheda elettorale timbrata, a testimonianza di essersi recati alle urne. Vergognoso.

Gli astenuti, invece, hanno fatto una precisa scelta di campo: non è la solita “astensione“.
E lo dimostreranno anche i risultati di “Si” e “No“: quasi tutti quelli che sono andati a votare, come sembra ovvio, molto probabilmente hanno votato 4 “Si” mentre solo in pochissimi hanno votato per il “No“.

Certo è che se il quorum fosse raggiunto solo per la percentuale di quelli che si sono recati alle urne votando “No“, ci sarebbe davvero da mangiarsi le mani ..

Affluenza alle ore 22:00 di domenica 12: i dati Regione per Regione:

  • Emilia Romagna 49,1%
  • Toscana 47,9%
  • Trentino Alto Adige 45,5%
  • Valle D’Aosta 44,7%
  • Marche 44,2%
  • Piemonte 43,9%
  • Liguria 43,9%
  • Lazio 42,9%
  • Veneto 42,8%
  • Umbria 42,6%
  • Friuli Venezia Giulia 42,3%
  • Lombardia 41,5%
  • Abruzzo 39,7%
  • Molise 39,1%
  • Sardegna 37,6%
  • Basilicata 37,2%
  • Sicilia 36,6%
  • Puglia 35,7%
  • Campania 34,9%
  • Calabria 33,3%

Affluenza alle ore 22:00 di domenica 12: i dati di varie Città:

  • Livorno 53,9%
  • Modena 53,8%
  • Bologna 51,1%
  • Firenze 50,7%
  • Trento 50,8%
  • Pisa 49,9%
  • Ferrara 49,3%
  • Parma 48,1%
  • Ancona 47,9%
  • Genova 46,5%
  • Roma 46,2%
  • Venezia 45,8%
  • Torino 45,7%
  • Aosta 45,6%
  • Perugia 45,6%
  • Vicenza 45,3%
  • Udine 45,1%
  • Verona 44,8%
  • Treviso 44,0%
  • Matera 43,9%
  • Pavia 43,9%
  • Padova 43,8%
  • Brescia 43,6%
  • Rimini 43,3%
  • Campobasso 42,9%
  • Bolzano 42,7%
  • Mantova 42,5%
  • Piacenza 42,2%
  • Potenza 41,9%
  • Grosseto 41,2%
  • Bergamo 41,0%
  • Salerno 40,7%
  • Milano 40,5%
  • Pescara 40,1%
  • Novara 40,0%
  • Cagliari 38,9%
  • Cosenza 38,8%
  • Latina 38,7%
  • Caserta 38,5%
  • Trieste 38,3%
  • L’Aquila 38,2%
  • Lecce 38,2%
  • Sassari 37,4%
  • Varese 37,1%
  • Benevento 36,4%
  • Catanzaro 35,9%
  • Brindisi 35,9%
  • Bari 35,7%
  • Siracusa 35,4%
  • Palermo 35,0%
  • Taranto 34,2%
  • Messina 33,8%
  • Reggio Calabria 33,7%
  • Napoli 33,2%
  • Vibo Valentia 31,0%
  • Trapani 30,8%
  • Catania 30,4%
  • Crotone 29,8%
  • Gallipoli 29,6%

Affluenza alle ore 22:00 di domenica 12: i dati delle Province in cui s’è votato di più:

  • Reggio Emilia 54,6%
  • Firenze 52,7%
  • Bologna 52,7%
  • Modena 51,2%
  • Siena 50,7%
  • Livorno 50,6%
  • Pisa 49,1%
  • Forlì-Cesena 48,2%
  • Ravenna 48,1%

Affluenza alle ore 22:00 di domenica 12: i dati delle Province in cui s’è votato di meno:

  • Crotone 28,6%
  • Vibo Valentia 30,7%
  • Foggia 31,8%
  • Reggio Calabria 32,0%
  • Trapani 32,8%
  • Caserta 33,1%
  • Olbia 33,1%
  • Benevento 33,9%
  • Barletta-Andria-Trani 33,9%
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