LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Mezza Europa avanti con il nucleare

Posted by Peppe Caridi su 13, giugno, 2011

di Matteo Cazzulani Il nucleare come tecno- logia da migliorare, ma non da abbandonare. E’ chiaro il messaggio lanciato dai Ministri dell’Energia di una trentina di Paesi, riunitisi a Parigi per un vertice sull’atomo, all’indomani della catastrofe di Fukushima. Organizzato dal Presidente francese, Nicolas Sarkozy – che ha ribadito il no francese ad ogni forma di disimpegno dall’atomo – il vertice si è concluso con un appello congiunto a migliorare controlli test sulle centrali, a stabilirne una cadenza fissa, e a rafforzare il ruolo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica.

Successive clausole ed iniziative più concrete in materia di sicurezza dei reattori saranno messe a punto da apposite commissioni, e presentate a Vienna nella prossima seduta dell’AIEA.

Oltre a Parigi, a ribadire il si al nucleare sono stati diversi Paesi dell’Europa Centro-Orientale, che vedono l’atomo come possibilità di approvvigionamento energetico diverso dal gas russo, da cui sono fortemente dipendenti, sopratutto in seguito all’abbandono del carbone: ma è certo molto impegnativo per loro superare la pesante eredità sovietica di cui ancora metà del Vecchio Continente paga le conseguenze.

Bratislava e Vilna per il nucleare
Portavoce di tale realtà è il Presidente della Slovacchia, Ivan Gasparovic, che sulle colonne del New York Times ha spiegato come Bratislava intenda costruire nuovi reattori per diversificare ulteriormente le proprie forniture, senza badare a spese né per la loro realizzazione, né sulla loro messa in sicurezza che, con le tecnologie attuali, è possibile ottenere e mantenere. In aggiunta, il Capo di Stato si è detto sorpreso per il cambio di idea di Germania ed Italia: causa, sopratutto per Berlino, di un aumento della dipendenza da carbone e gas russo, con conseguenze per ambiente ed equilibri geopolitici.

Un appello alla realpolitik energetica è arrivato dalla Lituania, la cui Presidente, Dalia Grybauskaite, ha invitato l’Unione Europea a non inserire l’atomo nella politica energetica comune, lasciando la decisione ai singoli Paesi.

Sarebbe una soluzione – ha dichiarato – sopratutto in un periodo di forte scetticismo verso il nucleare. Ogni Paese – ha continuato – ha propri bisogni ed esigenze. Per questo – ha concluso – occorre concedergli piena autonomia“.

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