LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Referendum: verità e bugìe sul voto e la vergogna di Fli

Posted by Peppe Caridi su 7, giugno, 2011

Iniziamo dalla fine. Da Fli. Che si sta mobilitando per far votare “sì”. Che vergogna, che scandalo! Altro che destra, altro che partito liberale e moderato. Conferma che il suo unico obiettivo è quello di andar contro Berlusconi. Complimenti a Fini, Bocchino & company. Mi chiedo chi, all’interno del centro/destra, potrà mai votare per loro!
Vergogna!

Detto questo, andiamo a consultare alcune dichiarazioni che ci chiariranno le idee su bugie e verità legate a questo referendum.L. IMPEDIMENTO: BERSELLI, QUESITO REFERENDARIO E’ UNA MISTIFICAZIONE (ASCA) – Roma, 7 giu – ”Il referendum sul legittimo impedimento e’ una mistificazione”. Lo sostiene il presidente della commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, intervenendo a Radio Citta’ Futura. ”Votare per il referendum – dice riferendosi a quanto detto ieri dal Capo dello Stato che ha fatto sapere che ”fara’ il suo dovere” andando a votare per i referendum – e’ un diritto ma non un dovere: la volonta’ popolare si puo’ esprimere anche non andando a votare, cercando di non far raggiungere il quorum. Io non andro’ a votare – dichiara Berselli – per un motivo molto semplice: il referendum sul legittimo impedimento, per esempio, e’ una mistificazione. Il quesito che e’ rimasto, dopo i tagli operati dalla Corte Costituzionale, ha perso ogni rilevanza. Ora per il Presidente del Consiglio e i ministri avviene quello che avviene per ogni cittadino che adduce un legittimo impedimento che non gli consente di partecipare ad un’udienza: e’ il giudice che ne verifica la fondatezza e decide. E poi – continua – e’ una legge che comunque scadra’ il prossimo ottobre, perche’ e’ inimmaginabile che in pochi mesi venga approvata una legge costituzionale in doppia lettura”.

REFERENDUM: LUPI, IO NON ANDRO’ A VOTARE (ANSA) – RHO-PERO (MILANO), 7 GIU – ”Io non andro’ a votare perche’ ritengo che temi come il nucleare e l’acqua non vadano affrontati con un referendum”. E’ quanto afferma il vice presidente della Camera, Maurizio Lupi, in merito alle consultazioni del 12 giugno. ”Sull’acqua ad esempio – ha detto Lupi a margine del salone Eire a FieraMilano – e’ evidente che la proprieta’ dev’essere pubblica ma che la gestione, e questo lo pensava anche il centrosinistra, puo’ essere affidata ai privati con una forte presenza di un’autorita’ vigilante”. Lupi ha anche sottolineato che comunque il Pdl ”ha lasciato liberta’ di voto per i suoi elettori”.

REFERENDUM:ACQUA; FITTO, NON PRIVATIZZAZIONE, LIBERALIZZAZIONE (ANSA) – ROMA, 7 GIU – Chi sostiene le ragioni del no ai due referendum di domenica e lunedi’ prossimi che riguardano l’acqua, ”non ne vuole la privatizzazione, non e’ questa la battaglia. La legislazione attuale ribadisce la proprieta’ pubblica dell’acqua. Noi vogliamo la liberalizzazione dei servizi pubblici locali”. E’ quanto ha sostenuto il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, che ha partecipato stamani alla trasmissione radiofonica ‘Radio anch’io’. ”Non vogliamo favorire i privati – ha spiegato il ministro – ma consentire ai cittadini di avere servizi efficienti. In Italia assistiamo al 40% della perdita di acqua e servono investimenti importanti. La legge avvia un principio di concorrenza; il servizio viene messo a gara. L’affidamento diretto al pubblico – ha concluso Fitto – non puo’ essere piu’ giustificato”. Secondo il ministro, infine, del merito dei referendum si sta parlando poco, ”spesso il tema viene utilizzato dal punto di vista politico”.

REFERENDUM: STRACQUADANIO (PDL), MI ASTENGO E’ UNA TRUFFA QUESITI SUPERATI DA INTERVENTO CORTE COSTITUZIONALE (ANSA) – ROMA, 07 GIU – ”Ritengo questa consultazione una truffa”. E’ netto il giudizio sui referendum del deputato del Pdl, Giorgio Stracquadanio, intervistato dal Messaggero. L’esponente del Pdl fa sapere che non andra’ a votare e poi afferma che il quesito sul nucleare ”e’ il piu’ inutile, dato che il governo ha gia’ rinunciato alle centrali”. Anche nel caso del legittimo impedimento si tratta di un quesito superato perche’ ”dopo l’intervento della Corte costituzionale, la norma e’ gia’ stata cancellata”, precisa. Infine, rispetto ai quesiti sulla gestione dell’acqua, il deputato si limita ad affermare che se la norma in vigore sara’ abrogata, ”ripresenteremo pari pari la legge identica che Bersani, Di Pietro e Lanzillotta presentarono quando erano al governo”.

REFERENDUM: ALEMANNO, SU ACQUA QUESITO MAL POSTO, NON VOTO (ANSA) – WASHINGTON, 6 GIU – Il quesito sulla privatizzazione dell’acqua e’ ”mal posto” e per questo motivo il 12 e il 13 giugno ”la scheda non andrebbe presa in mano”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, al termine del suo intervento al centro studi ‘German Marshall Fund’, a Washington. ”E’ un quesito mal posto, perche’ l’acqua non e’ privatizzata, quello che si privatizza e’ la gestione dell’acqua – ha spiegato Alemanno ai giornalisti – il quesito e’ mal posto, il referendum genera un arretramento dei servizi (…) bisogna quindi evitare di prendere in mano le schede”. Riguardo il referendum sul nucleare, il primo cittadino ha detto di ”non voler dare alcuna indicazione, perche’ sarebbe fuori luogo”. Dopo la decisione del governo sul nucleare ”il problema e’ spostato in avanti”, ha proseguito Alemanno, secondo cui ”il quesito e’ diventato meno drammatico”.

ACQUA: GAMBERALE, IN ITALIA NO A REGRESSIONE KHOMEINISTA (ASCA) – Roma, 6 giu – Il mio auspicio ”e’ che questa regressione khomeinista in Italia non ci sia e che si possa fruire dell’acqua come degli altri servizi” come il gas, l’energia, telecomunicazioni. A dirlo l’amministratore delegato del fondo F2I, Vito Gamberale, nel corso di un incontro oggi a Roma, all’Ara Pacis, in occasione dell’incontro ”Un referendum sull’acqua” promosso da ”Aspettando Roma Incontra”. In Italia, aggiunge Gamberale, ”si sta affrontando un passaggio khomeinista, perche’ c’e’ un giudizio negativo sulla privatizzazione”.

REFERENDUM: ACEA, RISCHIA DI BUTTARE ALL’ARIA SETTORE ACQUA STADERINI; PESA CAMPAGNA ELETTORALE, TROPPA DEMAGOGIA E FALSITA’ (ANSA) – ROMA, 6 GIU – Acea e’ preoccupata per l’esito del referendum sull’acqua che ”sta per buttare all’aria l’intero settore in base a demagogia e falsita”’. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo Marco Staderini, a margine del dibattito sul tema organizzato da ‘Aspettando Roma Incontra’. ”Correre dietro a questa sfrenata voglia di demagogia e’ difficilissimo – ha detto – la situazione risente sempre della campagna elettorale in corso. Si strumentalizza sempre il tema dell’acqua indifferentemente da destra e da sinistra”. Staderini ha denunciato infatti che ”tutti quelli che all’unanimita’ hanno votato la legge adesso si dividono su un tema che e’ rimasto lo stesso”. Se vincera’ il si sara’ ”un caos inenarrabile”, aggiunge Staderini, parlando, nel corso di un convegno all’Ara Pacis a Roma, del secondo quesito abrogativo sul referendum relativo all’acqua. ”Chi investe non deve guadagnare – osserva Staderini, parlando di quanto chiede il secondo quesito del referendum sull’acqua – quindi chi dovra’ fare investimenti non andra’ a chiedere supporti alle banche perche’ chiedono interessi che la tariffa non ripagherebbe”. In questo modo, conclude l’ad di Acea, ”si bloccheranno gli investimenti e sara’ un caos inenarrabile”

NUCLEARE: ATTESO OGGI PARERE CONSULTA SU RICORSO GOVERNO (IL PUNTO) (ASCA) – Roma, 7 giu – E’ atteso per oggi il parere della Corte costituzionale sul ricorso del governo relativo alla sentenza della Cassazione che ha ammesso il quesito referendario sul nucleare pur chiedendone la riformulazione. Secondo la memoria presentata dall’esecutivo, il referendum sul nucleare sarebbe superato perche’ con il decreto legge Omnibus approvato dal Parlamento si prevede la sospensione del piano riguardante la realizzazione delle centrali nucleari. I referendari si appellano proprio alla ”sospensione” per sostenere che ci sia bisogno invece di un pronunciamento definitivo da parte dell’elettorato. Le previsioni sul parere della Consulta sono sfavorevoli all’accoglimento del ricorso del governo che provocherebbe l’annullamento di uno dei quattro quesiti referendari su cui si vota domenica e lunedi’ prossimi (altre due domande riguardano la privatizzazione dell’acqua, mentre l’ultimo quesito chiede l’abolizione della legge sul legittimo impedimento relativa agli eventuali procedimenti giudiziari riguardanti il premier). Ieri ha espresso la propria autorevole opinione, seppure sottolineandone il valore esclusivamente personale, Alfonso Quaranta, nuovo presidente della Corte costituzionale, nel corso del suo primo incontro con la stampa: ”Personalmente ritengo che non sia nei poteri della Corte bloccare il referendum. Questa tematica sara’ sottoposta all’esame specifico della Corte, che ascoltera’ le parti, inclusa l’Avvocatura dello Stato per conto del governo, che hanno presentato memorie”. Quaranta ha difeso il ruolo imparziale della Consulta: ”Ritengo inopportune le interferenze esterne sull’autonomia della Corte. Questa mia elezione fa giustizia di ogni illazione sulla presunta politicizzazione della Corte, che spero cessi” (il neo presidente e’ stato eletto al primo scrutinio segreto con dieci voti a favore e tre schede bianche). Interpellato ieri sulla sua partecipazione al voto referendario, il presidente Giorgio Napolitano ha puntualizzato di ritenersi un elettore che fa sempre il proprio dovere e pertanto anche in occasione dei referendum del 12 e13 giugno andra’ a votare. Ieri sera Silvio Berlusconi ha rilasciato poche dichiarazioni al Tg2 a proposito dell’appuntamento referendario: ”Perche’ dovrei temere i referendum? Sentiremo cosa pensa l’opinione pubblica e ci adegueremo”. Il presidente del Consiglio ha aggiunto di non temere ”assolutamente” neanche il referendum sul legittimo impedimento. Berlusconi si e’ detto anche convinto che la legislatura andra’ avanti fino al 2013. Hanno preso posizione sul referendum anche alcuni esponenti del governo. Franco Frattini, ministro degli Esteri, ritiene che l’appuntamento di domenica e lunedi’ prossimi si sia trasformato solo ”in un referendum pro o contro Berlusconi”. Da qui la sua decisione di disertare le urne. Stessa scelta quella di Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del programma. Ferruccio Fazio, ministro della Salute, e’ favorevole a votare i quattro referendum, anche se teme di non riuscire a recarsi nella sua circoscrizione per adempiere al suo dovere di elettore: ”E’ un bel problema perche’ sono residente a Pantelleria: spero di farcela, ma se non vado a votare non sara’ sicuramente per motivi ideologici”. L’esito del referendum e’ legato al raggiungimento del quorum, il 50% per cento piu’ uno degli aventi diritto al voto. Obiettivo non facile da raggiungere, precisa il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che nel concludere la Direzione del suo partito sottolinea: ”Faremo di tutto per raggiungere il quorum perche’, anche se e’ arduo, e’ possibile raggiungerlo”. Nichi Vendola e Fabio Mussi, nella conferenza stampa a margine della riunione della presidenza di Sel, hanno lanciato ieri un appello a usare i pochi giorni che mancano al voto per invitare gli elettori a esprimersi sui referendum. Impegnati in questa direzione pure Idv e Verdi. Si lavora intanto alla preparazione della manifestazione unitaria dei referendari che concludera’ la campagna elettorale. Si terra’ venerdi’ prossimo a Roma.

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