LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

Il Mille intervista il prof. Franco Battaglia

Posted by Peppe Caridi su 6, giugno, 2011

Il Nuovo M.i.l.l.e. intende partecipare al dibattito sull’ambiente gradevole e sicuro con la consapevolezza che il benessere della società italiana poggia sull’attività di impresa che a sua volta poggia sul rifornimento energetico a costi competitivi. Le esaurienti risposte del prof. Franco Battaglia “interrogato” dalla redazione forniscono un quadro esauriente e del tutto nuovo perchè la disinformazione nei mezzi di comunicazione più diffusi è in piena attività. 

Domanda)Professore, lei ha affermato che gli incidenti di Chernobyl e Fukuschima sono la “prova provata” della sicurezza del nucleare. Certo, converrà con me, che una dichiarazione siffatta assume un significato, e in questo momento storico, tale da provocare un vero e proprio “effetto shock” a chiunque. Ci può dire come è giunto a questa conclusione e perchè?

Risposta) Mah… Bisogna chiedersi: se in Giappone non avessero avuto alcuno dei 55 reattori nucleari che hanno (3 dei quali ora in disuso) avrebbero avuto un morto – uno solo – in meno? Un ferito – uno solo – in meno? Anzi, ad essere precisi, potremmo dire che se in Giappone avessero avuto un reattore nucleare in più e una diga di meno, avrebbero oggi molti morti in meno, visto che il maremoto ha fatto collassare una diga che ha travolto un intero villaggio. Quindi, i fatti del Giappone dimostrano che il nucleare è sicuro, anche di fronte a terremoti 1000 volte più potenti di quelli dell’Aquila, con maremoti a seguire. Non a caso in questo momento sono attivi 50 reattori nucleari in Giappone.  E veniamo a Chernobyl: l’Unscear (http://www.unscear.org/unscear/en/chernobyl.html) ha prodotto un rapporto sulle conseguenze sanitarie di Chernobyl. Vi si può leggere che in 25 anni il numero di decessi attribuibili a quell’evento sono stati meno di 50. E, quanto alle conseguenze sanitarie, a parte un notevole incremento di casi di tumori alla tiroide (6000 casi con 15 decessi nelle aree di Ucraina, Russia e Bielorussia) «there is no evidence of a major public health impact attributable to radiation exposure two decades after the accident», cioè non si è osservato alcun aumento di incidenza di alcuna radiopatologia, non leucemie, non tumori solidi, non effetti genotossici, non malformazioni. Leggere per credere, non solo il riassunto, ma il rapporto completo. D’altra parte, non a caso in Ucraina hanno installato, da Chernobyl a ogi 9 nuovi reattori nucleari, 2 sono in costruzione e altri 20 contano di averne entro il 2050.

D.) Nelle quotidiane tribune politiche e sociali, tra favorevoli e contrari, spesso si discute sui costi di produzione e gestione di una centrale nucleare. Tenuto conto, in ogni caso, della comune necessità di un approvvigionamento energetico per il Paese, che può essere erogato, o con la produzione o con l’acquisto, quindi per usare una frase cara a Montanelli, “delle due l’una”. In Europa ci sono 195 centrali, sembra evidente che l’autonoma produzione  sia la scelta fatta e da seguire, per gli importanti vantaggi economici che ne derivano. Cosa  ne pensa lei?

R.) Un calcolo è facile da fare per tutti: un reattore da 1600 MW (megawatt) richiede un impegno economico di circa 5 miliardi. Quanta energia elettrica produce in 60 anni di vita certificata? Basta moltiplicare 1600 MW per 8760 ore (le ore di un anno) per 60 anni per 0.90 (oggi i reattori nucleari hanno questo fattore di capacità) e infine per €100 (quotazione del MWh (megawattora) alla Borsa elettrica). Il risultato è: €76 miliardi di ricavato a fronte di €5 miliardi di impegno economico iniziale.

D.) L’impiego delle cosiddette energie alternative, in quale quantità possono soddisfare il fabbisogno energetico di un Paese e il rapporto dei costi e dei benefici, rispetto alle fonti primarie, che incidenza assume?

R.) Il calcolo precedente può farsi per 1600 MW di impianto fotovoltaico (FV), il cui impegno economico è di €10 miliardi, la cui vita certificata, però, è di meno di 30 anni e il cui fattore di capacità è 0.12 (il sole non brilla sempre). Allora: 1600x8760x30x0.12×100 = €5 miliardi, a fronte di un impegno economico iniziale di €10 miliardi. Ma questa è la notizia “buona” del FV. La notizia cattiva? Che dopo essersi svenati installando impianti FV, non possiamo figurarci di chiudere neanche un watt convenzionale (a carbone, a gas, o nucleare) perché quando il sole non brilla quegli impianti è come se non ci fossero. Il nostro Paese assorbe 30.000 MW sempre, 24 ore su 24 (potenza di base), e neanche 1 watt di questi 30.000 può essere sostituito da 10, 100, 1000 watt fotovoltaici perché il sole non brilla tra il tramonto e l’alba. La potenza di picco (quasi 60.000 MW) è alle 7 della sera: stesso discorso di prima. In una parola: gli impianti FV sono inutili anche se fossero gratis. Ma. come visto, sono tutt’altro che gratis.

tratto da www.nuovomille.it

Annunci

3 Risposte to “Il Mille intervista il prof. Franco Battaglia”

  1. .vincenzo said

    Serie B,scandalo.scommesse: ecco perchè la reggina puo sperare ancora nella A.
    Non adrò a votare
    IO ANDRO A VOTARE!

  2. .vincenzo said

    IO ANDRO’ A VOTARE

    Anche nella precedente consultazione referendaria pro o contro io ho votato contro il nucleare

    Oggi, dopo tanti anni la società opulenta vuole divenire sempre più ricca abolendo il lavoro dell’uomo, il sacrificio, cosa giusta e veritiera.
    Dalla sua creazione egli ha vissuto con la sua intelligenza, che ha prodotto sempre lavoro e innovazione per meglio vivere: tra le scoperte, il ferro, la polvere pirica, i missili, l’elettricità, scoperte satellitari ecc.
    Queste scoperte e invenzioni possono offrire ricchezza o distruzione.
    L’energia atomica offre delle probabilità distruttive non riparabili. Essa può sfuggire al controllo dell’uomo.

    Si potrebbe obbiettare: ci sono i caduti sul lavoro.
    Si può affermare che l’uomo che lavora non va per morire ma per svolgere una consapevole attività produttiva utile nell’interesse del consorzio umano. Eppure, anche in essa c’è l’imponderabile che non si conosce. Il danno dell’energia atomica o nucleare si conosce in quanto esistono casi prodotti con inequivocabili danni esistenziali e di morte.

    Le comparazioni, cari luminari lasciamole alle statistiche ricordando “i polli di Trilussa” o all’esempio di qualche politico…
    LA VITA UMANA E’ SACRALITA’ DI UN DONO.
    Essa va apprezzata, curata, illuminata, ed è meritevole di trascurare persino la diplomazia.

    Io da cattolico offro la mia vita per salvare un fratello, ma non per arricchire di “sterco” l’avarizia, l’avidità dei grandi consessi finanziari, economici, che controllano a loro piacimento la vita.
    Io, anonimo elettore posso dissentire con il ”Si” a non produrre “nucleare” in quanto esso è frutto, prodotto dalla scienza e dalla tecnica che molte volte sfugge al loro controllo ma non alle leggi della natura.
    Da elettrotecnico dico: recuperiamo le vecchie centraline a volte di difficile accesso distrutte da un dissennato interesse del guadagno con il cambiamento della proprietà passata alla grande ENEL,
    e all’interesse delle compagnie fornitrici di combustibile. (Anni ’60)
    Riconvertiamole, studiamole, scegliendo una strada non certamente agevole, per beneficiare l’essenzialità dell’uomo.

    Rivolgiamo maggiore attenzione al lavoro dell’uomo: i luminari Professori chimico, fisico, nucleari, antropologi ecc., negli scritti dicono la verita “SUL GUADAGNO E CONVENIENZA” ma non disquisiscono su quanto vale la vita di un solo uomo. E’ mio convincimento che essa vale più di qualsiasi profitto; non sono ricco di contenuti filosofici, ma i principi esposti sono pieni di etica offrendo al fratello sofferente(libico, latino americano europeo, perseguitato ecc.) il mio lavoro, la mia comprensione, la mia disponibilità, condividendo il mio pane ma non per accumulare ricchezza per costruire guerre o possedere migliaia di telefonini o autovetture.
    IL NUCLEARE E’ LA PEGGIORE E INCONTROLLABILE ARMA DI CUI L’UMANITA’ DISPONE

    Osservatorio romano dbv VINCENZO DE BENEDETTO

  3. Angelo said

    I costi enunciati dal prof. Battaglia, tengono conto dello smantellamento e della messa in sicurezza delle scorie?
    Capisco che l’argomento è scomodo, ma a una mia domanda via mail al cattedratico sulla situazione di Saluggia, la sua risposta è stata che nessuno gli aveva dato l’incarico di studiare il problema!!
    A una richiesta di info sulle sue pubblicazioni scientifiche la sua risposta faceva riferimento a due libercoli, con prefazione di rispettivamente di Berlusconi e Brunetta.
    E’ lecito porsi qualche domanda sull’affidabilità del prof. ?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: