LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Il centro/destra stravince in Calabria, ma dal Pollino in sù pare non interessi a nessuno. E anche tra Castrovillari e Reggio c’è chi non ha capito nulla

Posted by Peppe Caridi su 31, maggio, 2011

La Calabria resta sempre indietro, tutte le novità qui arrivano dopo“. E ancora: “Solo qui da noi non ci siamo svegliati dall’incantesimo del nano di Arcore, che vergogna“. Non è finita qui: “che schifo questa Calabria, continua a votare sempre a destra quando tutt’Italia sceglie di aprire gli occhi“. Sono solo alcuni dei commenti di quei (pochi) Calabresi che hanno votato a sinistra e hanno visto i loro candidati perdere (quasi) ovunque. Commenti ridicoli, che denotano un distacco abissale tra la classe dirigente del Paese e il popolino medio. Medio/basso direi. Come “classe dirigente” non intendo la politica, o meglio: non solo. Intendo quella parte della società colta e istruita, intelligente e democratica, pacifica e riflessiva. Per “popolino” non intendo i ceti sociali più poveri e disagiati, che spesso denotano molta più dignità di ricchi e benestanti, ma quelli più estremi e folli, a cui piace parlare per sentito dire, a cui viene difficile informarsi con fonti e documenti oggettivi e certificati, che si trincerano nella loro barricata politica e guai ad accettare scelte diverse, a confrontarsi con gli altri pur in libertà e in democrazia.
E la prima verità che emerge da queste elezioni amministrative è proprio questa: l’Italia è una democrazia. Sì, sembra banale, quasi stupido dirlo per molti, per quelli che mi leggono e fanno parte della “classe dirigente“, siano di destra o di sinistra. Ma per il popolino sembra quasi una rivelazione storica, visto che i vari Vendola, Di Pietro, Grillo ecc. ecc. ci hanno raccontato per mesi che quella del premier è una dittatura e che in Italia non c’è libertà. Certo, non c’è la loro libertà. Non c’è quella che per loro è libertà: zittire tutti quelli che non la pensano come loro, abolire il confronto, negarsi un contraddittorio e affermare sempre ciò che pensano.
Ma senza libertà, com’è possibile che il centro/sinistra riesce a battere Berlusconi anche a casa sua?
Di commenti e riflessioni ce ne sono tanti … a partire dal quanto è successo in Calabria, dove noi viviamo. In controtendenza con quanto accaduto in tutt’Italia, in Calabria ha stravinto il centro/destra che s’è confermato al Comune di Reggio Calabria e che ha strappato al centro/sinistra la Provincia di Reggio e i comuni di Catanzaro, Cosenza, San Giovanni in Fiore (Cs) e Taurianova (Rc) oltre a molti altri minori. Il risultato più clamoroso è proprio quello di Cosenza e San Giovanni in Fiore, epiche roccaforti del centro/sinistra in cui la destra non aveva mai governato nella storia della Repubblica Italiana.

Il centro/sinistra ha vinto solo a Crotone, dove s’è confermato al comune così come era da previsioni. Il candidato Sindaco del centro/sinistra, l’unico che correva con il sostegno di tutte le forze politiche di sinistra compatte ad appoggiarlo in un contesto politico fatto di invidie e lacerazioni e con una coalizione spaccata ovunque, da Reggio a Cosenza, era un certo Peppino Vallone, già da 5 anni Sindaco della Città Pitagorica e considerato sul podio dei Sindaci più amati d’Italia con quasi il 70% di apprezzamento da parte dei suoi concittadini.
Il suo pessimo risultato del primo turno (meno del 35% dei voti!) era stato molto sorprendente, in quanto tutti erano quasi certi di una sua vittoria a mani basse già al primo turno, ovviamente. Invece è stato costretto al ballottaggio con Dorina Bianchi, e per vincere ha dovuto aspettare il secondo turno.
Dopotutto il buon governo paga, e a Crotone, evidentemente, Vallone ha governato bene. Ed è stato premiato.
Il centro/sinistra, altrettanto evidentemente, avrà governato male a Catanzaro, malissimo a Cosenza dove s’è verificato lo storico ribaltone mentre a Reggio il voto per Arena è stato l’ennesima conferma dell’apprezzamento della città alla politica dell’attuale Governatore Scopelliti, che per il futuro della Città dello Stretto ha scelto una figura di grande dignitità e integrità, innanzitutto personale, etica e morale, e in seguito anche un ottimo manager e amministratore come ha sempre dimostrato nella sua carriera (specie all’Atam) e nella sua vita professionale. Un uomo che viene dal basso, che ha saputo ascoltare le esigenze della città e che adesso è chiamato a fornire le prime risposte.

Si trattava pur sempre di elezioni amministrative. Con un alto valore politico, certo. Ma la scelta, prima di tutto, andava fatta sulle persone, sui candidati locali, e non sullo scenario politico nazionale.

E in Calabria il centro/destra ha vinto per merito di questi candidati, così come il centro/sinistra ha perso per le sue mille lacerazioni interne e per un ignobile teatrino messo in campo negli ultimi mesi dopo la batosta subita alle Regionali.
Non è assolutamente vero che in Calabria si vota sempre centro/destra, che Reggio è una città di destra, che vince sempre il centro/destra ecc. ecc. Sono solo fandonie inventate da chi non conosce nulla della storia e della realtà politica e sociale della sua terra.
La Calabria, da sempre, è una Regione assolutamente di sinistra, di grande tradizione socialdemocratica. Cosenza, Catanzaro e Crotone sono state per lunghi decenni città “punti fermi” dello scacchiere “rosso“, dal PdCI al Pds della cartina d’Italia. E anche Reggio, fino al 2002, non era mai stata governata nella sua storia da un Sindaco di destra: fino al 1994 aveva alternato Sindaci democristiani a Sindaci socialisti, per poi scegliere il primo Comunista (Italo Falcomatà) che fu votato due volte e governò fino al 2001, prima dell’era-Scopelliti.

E alla Regione? Fino a un anno fa governava Loiero con i suoi compari sinistrorsi. A Cosenza fino a ieri ha sempre governato il centro/sinistra, a Catanzaro c’è sempre stata alternanza e anche la Provincia di Reggio fino a ieri era governata dal centro/sinistra. Ciò significa che 5 anni fa in tutti questi posti la gente aveva votato per il centro/sinistra. Quella stessa gente che oggi ha scelto il centro/destra.

Ecco, alternanza: è qualcosa che i giovanotti comunistelli stentano a capire perchè stentano a comprendere i meccanismi della democrazia. In un sistema democratico, è più che ovvio che centro/destra e centro/sinistra si alternino al Governo, basti guardare cosa accade da tre secoli negli Stati Uniti d’America, il sistema bipolare perfetto in cui Repubblicani e Democratici si alternano ogni 4 o 8 anni da sempre.

Insomma, i Calabresi non sono idioti perchè hanno scelto centro/destra. Non sono mafiosi, ‘ndranghetisti (e poi ci lamentiamo quando ce lo dicono gli altri da fuori…), corrotti e complici dei poteri forti della criminalità organizzata. Scelgono con la loro testa in base alla congiuntura del momento. E al momento in Calabria il centro/destra va forte perchè ha in Scopelliti una figura di grande carisma e competenza che riesce a trascinare la sua coalizione verso il successo con la politica del buon governo, prima al Comune di Reggio, il più grande e importante della Regione, e adesso alla Giunta Regionale, tenendosi stretto un asse di ferro con l’Udc e portando avanti una politica innovativa e trasparente nella Regione più disastrata e arretrata d’Italia, almeno dal punto di vista economico.

L’idea per cui si è geni quando si vota a sinistra e bestie quando si vota a destra è talmente tanto inaccettabile quanto chi la sostiene non accetta le regole della democrazia. E cioè che con il passare del tempo si può anche cambiare idea e chi prima ha votato per uno schieramento, poi voterà per l’altro e viceversa.

Allora cosa bisogna dire di Napoli? Anche lì c’è la camorra, e non venitemi a dire che è meno asfissiante per politica e cittadini di quanto lo sia la ‘ndrangheta in Calabria. E allora anche De Magistris ha vinto con i voti della malavita? Eh no, lui è di sinistra

La realtà è un’altra: a Napoli ha vinto la grande voglia di cambiamento, personificata da De Magistris visto come “nuovo” sia rispetto al centro/sinistra della Iervolino e di Bassolino che rispetto al centro/destra di Cosentino & company. A Milano ha vinto Pisapia perchè la Moratti non è stata in grado di comunicare tutte le cose positive che ha fatto (tante, specie per il futuro, i giovani, l’occupazione), e perchè rappresenta – come persona, dal punto di vista dell’immagine – un elemento lontano dal popolo, dalla città, dai cittadini. E perchè lì al nord la crisi economica si sente eccome, e dà stimolo a politiche contro chi governa, quelle stesse politiche che nel mondo stanno mettendo in difficoltà chiunque sia al governo, di centro/destra (vedi Sarkozy in Francia) e anche di centro/sinistra (vedi Obama negli Usa, Zapatero in Spagna, la stessa Angela Merkel in Germania).

In democrazia funziona così, cari miei. E la democrazia la decide il voto, che va sempre accettato, capito, interpretato per quello che è. I cittadini non sono mai stupidi nè geni. Votano secondo coscienza e, soprattutto, hanno sempre ragione.
Non possiamo certo star qui a lamentarci di Calabresi “caproni” che votano al centro/destra perchè “qui tutte le novità arrivano sempre dopo” mentre magari tra 5 o 10 anni, quando in Calabria vincerà di nuovo il centro/sinistra, in tutto il resto d’Italia toccherè di nuovo al centro/destra. Recepire questi meccanismi tipici di tutte le grandi democrazia deve servirci per crescere e accettare i meccanismi della politica e della democrazia.
E’ l’alternanza, sono le amministrative. La gente giudica i candidati in base alla loro città: ma davvero pensate che nella scelta tra Occhiuto e Paolini i Cosentini pensavano a Berlusconi, Fini, Casini, Bersani, Vendola e Beppe Grillo?
Il voto locale è dovuto a dinamiche prettamente legate al territorio di riferimento, da che mondo è mondo.

Di certo, però, c’è che di quanto accade in Calabria – come al solito – non è che importi molto a chi vive dal Pollino in sù. Nessuno ha citato l’onda “azzurra” della Calabria e il successo di Scopelliti sui quotidiani e sui media nazionali, nè l’hanno fatto esponenti politici.
Toccherà proprio al Governatore, adesso, saper spendere bene questo risultato nei tavoli che contano all’interno del suo partito.
E’ l’uomo nuovo, rappresenta una generazione diversa dall’età media di deputati e professionisti della politica. Ha un curriculum assolutamente valido, viene dal Sud ma non piagnucola mai, è per federalismo e meritocrazia e vuole che la sua Calabria ce la faccia da sola a rialzarsi in modo tale che, un giorno, il risultato delle elezioni comunali di Reggio Calabria (e non Milano) possa influire sulla durata o meno di un Governo.

E se Berlusconi da un giorno all’altro annunciasse che il suo vero successore ha 44 anni, tifa Reggina tanto che era un ultrà della curva, viene dallo Stretto di Messina, è un ex giocatore di basket, dal Fronte della Gioventù dell’MSI è passato ad An e ora è un fedelissimo del Pdl e, soprattutto, fin qui, ha sempre vinto in tutte le elezioni in cui s’è candidato?

In fondo è un vincente. Un giovane vincente e brillante.
Proprio come Silvio: è un ragazzo in cui Silvio può rivedersi e specchiarsi come un padre fa con un figlio.
Nel Pdl ce ne sono altri così?

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2 Risposte to “Il centro/destra stravince in Calabria, ma dal Pollino in sù pare non interessi a nessuno. E anche tra Castrovillari e Reggio c’è chi non ha capito nulla”

  1. Caro Peppe, concordo al 200% con ciò che dici. Da moderato, valuto bene i profili dei candidati e così fanno tutti i moderati. A Milano, Napoli, Torino, Cagliari, molti del Pdl si sono astenuti e molti moderati che valutano caso per caso hanno scelto il centrosinistra. In Calabria hanno scelto il centrodestra, con altrettante buone ragioni. Purtroppo, il “radicalchicchismo” non morirà mai in questo paese: proprio queste elezioni dovrebbero aver insegnato a una certa sinistra che quando ci sono candidati validi si può battere il Pdl. Se non ci sono-come in Calabria-il Pdl vince. E’ così difficile accettarlo?

  2. Qui non ci stiamo consolando con il risultato calabrese. Dopo aver stravinto le Politiche, le Europee, le Provinciali, le Regionali, aver perso Milano non significa che c’è un cambio di rotta. Su nove Province, 5 erano di centrosinistra e 4 di centrodestra. Dopo il voto, si è capovolto il rapporto. La provincia di Campobasso, feudo dell’onnipresente italianista in TV, Antonio Di Pietro, era in mano al centrosinistra. Il presidente era stato eletto con il 63% nel 2006. Ora ha vinto il centrodestra con il 67%. Italia dei plusValori ha riportato il 3%. La sinistra basta lasciarla amministrare per farla sparire. Era accaduto all’ammucchiata rosso-verde del governo Prodi. Verdi Rifondazione, Comunisti Italiani spariti dal Parlamento italiano e da quello europeo. E’ accaduto a Cosenza, Catanzaro, Rossano, S. Giovanni in Fiore. Accadrà a Milano. A Napoli, il re dei flop in magistratura, supererà, in negativo, l’amministrazione sciagurata della Iervolino. E il 50% dei napoletani che non ha votato capirà sulla propria pelle.

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