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Decentramento: lo scontro Moratti-Pisapia porterà un Ministero anche a Reggio Calabria?

Posted by Peppe Caridi su 24, maggio, 2011

https://i1.wp.com/www.meteoweb.it/images/BellePanoramiNotturni/3.JPGdi Peppe Caridi – «Berlusconi si convincerà»: con queste parole Umberto Bossi, leader della Lega Nord, ha ridato fiducia ai sostenitori del progetto di decentramento dei ministeri da Roma al resto d’Italia.
Il Presidente del Consiglio, infatti, pochi giorni fa aveva fatto retromarcia sulla proposta della Lega di spostare a Milano alcuni Ministeri, e pressato dal Sindaco di Roma Gianni Alemanno e dal Governatore del Lazio, Renata Polverini, aveva dichiarato che a Milano «arriveranno probabilmente dei dipartimenti. Ci sono già nel capoluogo lombardo dipartimenti delle opere pubbliche e del provveditorato scolastico. Penso che non ci sia nessuna difficoltà a che alcuni ministeri possano venire a Napoli e in altre città anche del sud e che potranno essere in grado di lavorare conoscendo da vicino le situazioni».
Il risultato del primo turno delle comunali di Milano ha destato scalpore in tutto il mondo politico, e adesso il centrodestra si sta affannando per provare a recuperare il gap, notevole in termini di percentuali, dal candidato del centrosinistra Giuliano Pisapia, favorito per la vittoria del ballottaggio. Subito dopo lo shock di un voto assolutamente inatteso nella roccaforte del centrodestra e di Silvio Berlusconi, il Pdl e la Lega si sono messi in moto e hanno provato a inventarsi qualcosa. Per il Pdl, il candidato Sindaco Letizia Moratti ha subito lanciato l’idea della sanatoria delle multe e lo stop dell’Ecopass per i Milanesi, per la Lega invece l’argomento tirato in ballo è stato subito quello del decentramento degli uffici e dei ministeri.
Bossi ha detto che «in tutta Europa, in Francia, Gran Bretagna, in Spagna vengono decentrati i ministeri in varie città. Non capisco perchè non possiamo farlo anche noi».

L’idea di spostare a Milano alcuni ministeri non è piaciuta non solo ad Alemanno, alla Polverini e a Luca Zingaretti, ovviamente impegnati a difendere la centralità di Roma capitale, ma anche a moltissimi altri esponenti del mondo politico e istituzionale che , a partire dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano, hanno storto il naso.

Tra questi c’è Pippo Fallica, Presidente e deputato di Forza del Sud, movimento meridionalista fondato da Gianfranco Miccichè: «il ministro Bossi – ha detto Fallica avvierà una raccolta firme per chiedere il decentramento di due ministeri al Nord? La Lega sappia che, nel momento in cui partirà questa iniziativa, Forza del Sud ne proporrà una analoga in tutte le città del sud, per decentrare tre ministeri: uno a Napoli, l’altro a Bari ed il terzo a Reggio Calabria. Se ancora a qualcuno non fosse chiaro da oggi in poi, se il Norditalia avanzerà delle pretese, il Suditalia non rimarrà più impassibile. Il tempo del dare è scaduto. E’ bene che si avvii, mettendo da parte il populismo elettorale, la stagione della reciprocità. E comunque, a parte le provocazioni, per noi l’Italia è una sola: la sua Capitale è Roma e solo lì devono stare tutte le istituzioni di governo nazionale».

Le modalità e la tempistica del rilancio della proposta di decentramento danno tutta l’idea di un mercanteggiare con i milanesi per convincerli a votare per il centrodestra. Ma, a prescindere dalle motivazioni e da come andrà a finire, lo scontro tra la Moratti e Pisapia ha riaperto un dibattito che interessa molto da vicino anche il Sud, la Calabria e in modo particolare Reggio.
La Lega, infatti, aveva già presentato pochi mesi fa, a settembre 2010, una proposta di legge sul decentramento, e aveva individuato in Reggio Calabria la sede o del ministero dell’Interno o di quello alla Sanità.

Era stato il Ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, in Aula alla Camera rispondendo a una interrogazione dell’Udc sull’ipotesi di decentramento dei ministeri, a lanciare la raccolta di firme per un disegno di legge che sarà poi discusso dal parlamento, che si dovrà esprimere valutando l’opportunità di questa novità.
«Io e Bossi ne abbiamo parlato solo in alcuni comizi, in qualità di esponenti della Lega e non di Ministri della Repubblica. Adesso se il gruppo parlamentare della Lega nord farà una sua iniziativa o se ci sarà una proposta di iniziativa popolare in questo senso, quando la proposta arriverà in questa sede verrà valutata e il governo si esprimerà» aveva detto Calderoli.

Ma, a titolo personale, Calderoli aveva anche spiegato di ritenere giusto che i ministeri siano collocati nella sede più adatta dal punto di vista territoriale: «il ministero dell’Interno a Palermo o a Reggio Calabria dove potrebbe andare anche quello della sanità, a Napoli quello dell’Ambiente, quello dell’Economia a Milano, quello dello Sviluppo Economico a Torino, a Bologna quello dell’università e a Venezia quello del turismo. Sono solo esempi ma penso che correttamente l’Aula possa valutare questa opportunità».

Contro la proposta della Lega si erano già schierati tre ministri veneti del Pdl: Renato Brunetta, Giancarlo Galan e Maurizio Sacconi, oltre ai già citati rappresentanti dlle istituzioni romane e laziali.

Si era invece detto favorevole il Sindaco uscente di Torino e presidente nazionale dell’Anci, Sergio Chiamparino del Pd: «è una bella idea che non può scardinare l’unità d’Italia. Una proposta analoga la fece alla fine degli anni Ottanta la fondazione Agnelli. La Lega non si è inventata nulla. Trovo sensato che alcuni ministeri abbiano la direzione ad esempio a Milano. E a Torino vedrei bene le Attività produttive».
Chiamparino aveva anche aggiunto che «l’autonomismo e il federalismo non erano temi di destra, ma di sinistra. Ce li siamo fatti sottrarre per mancanza di analisi, dobbiamo riappropriarcene perche’ il tema comunitario è la chiave di volta per vincere la sfida della globalizzazione».

Fatto sta che se decentramento sarà, chissà come e chissà quando, lo si farà tanto al nord quanto al sud.
E le città del sud oggi considerate da destra e sinistra papabili per accogliere un ministero sono solo 4: Napoli, Palermo, Bari e Reggio Calabria.

E per qualcuno, già solo questo può essere un successo, un motivo d’orgoglio. Perchè fino a poco più di 10 anni fa, nessuno si sarebbe sognato di portare un solo centesimo in riva allo Stretto.
Oggi, invece, si parla di Ministeri, per quella che è una delle 10 città Italiane a potersi fregiare dello status “Città Metropolitana“. Oggi solo un titolo, ma domani un importantissimo nuovo ente amministrativo all’interno del quale sono raccolte tutte le grandi sfide del futuro.

A proposito di “Città Metropolitana“: la definitiva istituzione e la relativa disciplina prevede una scadenza chiara: i decreti legislativi del Governo, da adottare entro il 21 maggio 2012.
Cioè tra un meno di un anno.
E poco importa se ci arriveremo con o senza un Ministero.

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/miisteri.jpg
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Una Risposta to “Decentramento: lo scontro Moratti-Pisapia porterà un Ministero anche a Reggio Calabria?”

  1. mimmasuraci said

    il decentramento dei dicasteri è una proposta di qualche anno fa anche se rilanciata in questi giorni per cercare in modo maldestro di recuperare il ballottaggio milanese, ormai chiaramente pregiudicato tra l’altro.Non capisco, però la levata di scudi contro l’idea che dovrebbe essere trasversale e che,a mio avviso, rientra perfettamente nell’unità della penisola,che risulterebbe rafforzata, anche se personalmente ho le mie buone riserve sull’unione italica. A Miccichè, poi, vorrei dire, che noi del Sud dovremmo “LANCIARE” in modo forte e chiaro con determinazione e audacia spregiudicate piuttosto che aspettare la Lega e poi rilanciare. Le nostre ragioni e le nostre risorse non sono seconde a nessuno e siamo noi, secondo me, a dover andarcene, senza paure,e riconquistare la nostra autonomia in nome di una superiorità antropica e culturale indiscussa.

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