LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

Troppi sindaci bloccano le grandi opere. E l’Italia declina

Posted by Peppe Caridi su 19, maggio, 2011

di Luca Simoni – Il Velino – Merita attenzione l’ultimo censimento del Nimby Forum, dedicato ai veti locali e giuridici che nel 2010 hanno bloccato la costruzione di grandi opere strategiche. Si scopre infatti che in Italia non sono tanto i comitati ambientalisti a bloccare la costruzione di impianti importanti come le centrali elettriche, i termovalorizzatori o le discariche per i rifiuti, ma piuttosto i sindaci delle citta’ grandi e piccole, i presidenti di provincia e di regione, piu’ le varie magistrature amministrative, tutti concordi (a prescindere dal colore politico) nel dare piu’ importanza ai cavilli giuridici e al proprio ego amministrativo che non all’utilita’ generale e alla tempestivita’ delle opere progettate. Con il risultato che l’Italia e’ sempre piu’ un Paese fermo, in declino, con una capacita’ sempre piu’ flebile di attrarre investimenti stranieri. E parlare di frustate all’economia e di decreti per lo sviluppo in un contesto simile, con tutto il rispetto per chi li propone, ha tutta l’aria di una predica nel deserto, di un sempre piu’ sconfortante “vorrei ma non posso”. Vediamo qualche dato. Scorrendo i risultati delle sei edizioni del censimento del Nimby Forum, si nota in primo luogo la forte crescita del numero degli impianti contestati. Erano 190 nel 2005, sono saliti a 320 nel 2010. Circa la meta’ (154) sono impianti progettati per la produzione di energia elettrica. In graduatoria, seguono le infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti (53 tra stabilimenti per il compostaggio e rigassificatori), i termovalorizzatori (35), quindi le infrastrutture stradali e ferroviarie, i cementifici, gli impianti per il trattamento degli oli, oppure dei semplici centri commerciali.

L’acronimo Nimby (“not in my backyard“, non nel mio orticello), che finora ha sempre indicato l’opposizione locale e ambientalista alla costruzione di un nuovo impianto, di fatto sta lasciando il posto a una nuova sigla: Nimto (“not in my terms of office“, cioe’ non durante il mio mandato elettorale). E purtroppo non si tratta soltanto di un gioco di parole. Il censimento del Nimby Forum ha infatti accertato che nel 60 per cento dei casi il veto alla costruzione di nuove opere arriva da giunte municipali guidate da liste civiche, mentre i veti di quelle di destra e di sinistra sono il 20 per cento. Questo significa che i nemici piu’ forti degli inceneritori, dei termovalorizzatori, delle nuove linee ferroviarie e autostradali sono i sindaci, sia dei comuni interessati dai progetti, sia di quelli immediatamente confinanti, che nell’89 per cento dei casi fanno le barricate per bloccare tutto.

Un’opposizione politica a cui si somma sovente quella giuridica, con il classico rimpallo tra Tar e Consiglio di Stato, cause che durano anni e anni, fino al lancio della spugna delle imprese che avevano presentato il progetto. E’ stato cosi’ a Vecchiano, vicino a Pisa, dove l’Ikea ha ritirato il progetto di un nuovo stabilimento presentato sei anni fa e mai approvato dal Comune. Idem per la centrale Enel di Porto Tolle, dove il Consiglio di Stato ha dato torto al Tar e al ministero dell’Ambiente. Idem per la centrale a carbone, gemella di Porto Tolle, che una societa’ svizzera, la Repower, progettava di costruire in Calabria a Saline Ioniche. Idem per il rigassificatore di Brindisi progettato dalla British Gas ben 11 anni fa e mai andato oltre le scartoffie.

Chi vuole, puo’ leggere su internet il censimento del Nimby Forum con l’elenco delle grandi opere mai fatte. Non e’ certo un divertimento. Anzi, si scoprono scenari che inducono al pessimismo piu’ cupo sul futuro dell’Italia, dove la certezza del diritto in un settore strategico sembra ormai smarrita. Basti pensare al caso di Porto Tolle, dove le istituzioni locali e le imprese sono tutte a favore del progetto. Che pero’ e’ stato bloccato dal ricorso di associazioni che non rappresentano la volonta’ del territorio, con una ricaduta negativa sia per le imprese che erano pronte a investire, sia per i lavoratori del posto, condannati alla disoccupazione. Ora tutti invocano l’intervento del governo, per impedire che l’investimento prenda la strada dell’estero.

Ma il governo, a conti fatti, conta meno del giudice del Tar, e in molti casi anche meno di un sindaco. Ecco perche’, in vista dei ballottaggi per le Comunali del 29-30 maggio, sarebbe stato quanto mai opportuno concentrare l’attenzione piu’ su questi aspetti terra terra delle amministrazioni comunali, e sul come i candidati sindaci intendono farvi fronte.

Vale certamente per Napoli, dove il problema delle discariche e dei termovalorizzatori e’ diventato cruciale. Ma a giudicare dal censimento del Nimby Forum, il problema e’ ormai generale, riguarda l’Italia intera e il suo futuro. Sara’ bene non dimenticarlo.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: