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Reggio: la campagna elettorale si infiamma sul tema dei “matrimoni gay”

Posted by Peppe Caridi su 2, maggio, 2011

Massimo Canale (uno dei candidati di centro/sinistra) vorrebbe, infatti, istituire il registro delle unioni civili. Il centro/destra insorge – A 10 giorni dal voto, si infiamma la campagna elettorale di Reggio Calabria: i candidati sono sempre più affannosamente alla ricerca del consenso popolare e i toni, inevitabilmente, si alzano. Nelle ultime ore, i principali esponenti di centro/destra e centro/sinistra si sono “bacchettati” sulle tematiche relative al mondo della chiesa, dopo le dichiarazioni di Scopelliti, Presidente della Regione Calabria e Coordinatore Regionale del Pdl, il quale ha detto che Massimo Canale, uno dei candidati a Sindaco del centro/sinistra a Reggio Calabria (appoggiato da Pd, Prc, Psi e una lista civica) “vuole i matrimoni gay” e che Giuseppe Bova, ex Presidente del Consiglio Regionale nella Giunta Loiero e fuoriuscito del Pd, anche lui candidato a Sindaco di Reggio con l’appoggio di 5 liste, “non è mai entrato in una chiesa”.
Dure le reazioni di entrambi gli esponenti di centro/sinistra: Massimo Canale ha ribadito la sua posizione sul tema, dicensi favorevole all’istituzione del “registro delle unioni civili tra cittadini di sesso diverso o dello stesso sesso, di competenza dei Comuni e adottato in numerose Città italiane, oltre al matrimonio, istituto civilistico e religioso di competenza dello Stato e della Chiesa cattolica”. Canale ha spiegato la sua posizione dicendosi “da sempre contro ogni forma di discriminazione fondata sul sesso e favorevole alla istituzione del registro delle unioni civili al fine di tutelare la condizione di coloro che decidano di convivere fornendosi reciproca assistenza pur non suggellando il loro legame dinanzi a un ministro di culto o a un ufficiale di stato civile. Sono innumerevoli, anche nella nostra Città, le coppie che decidono di condividere la loro esperienza di vita scambiandosi reciprocamente aiuto e solidarietà che però non possiedono alcuna forma di riconoscimento del loro stato di coppia di fatto da parte dell’amministrazione comunale. Mi domando, piuttosto – ha aggiunto Canalese risponda ai precetti e agli insegnamenti della dottrina cattolica l’uso smodato del denaro pubblico che egli ha fatto per finalità diverse dagli scopi che un’amministrazione comunale dovrebbe perseguire come l’assistenza ai poveri, agli emarginati e ai bisognosi. Proprio le persone di cui giornalmente si occupano, in silenzio e senza l’aiuto dell’amministrazione comunale di Reggio Calabria, i tantissimi parroci e laici di frontiera che ho incontrato in questo fantastico anno di campagna elettorale. Appare chiaro a tutti, cattolici inclusi, che il Governatore tenti goffamente di distogliere l’attenzione dei reggini dal colossale buco di bilancio che ci ha lasciato in eredità”.

Dura anche la replica di Giuseppe Bova: “Quelle di Scopelliti sono affermazioni non solo palesemente inventate e smentite dai fatti, ma che evidenziano il tentativo maldestro di presentare il candidato a sindaco del Polo Civico di Reggio come una sorta di ‘Peppone’ di guareschiana memoria, in versione ‘cattiva’. Insomma, una specie marionetta insensibile e senza principi, fuori dal tempo e della realtà. Evidentemente, fare troppe cose assieme – il Governatore, il Coordinatore del PDL, l’uomo ovunque del Centrodestra in questa campagna elettorale – gioca brutti scherzi, in termini di lucidità mentale a Peppe Scopelliti. Per favore fatelo riposare. Io spero per lui che si tratti solo di questo, altrimenti dovrei ritenere che ormai, come quell’altro che Governa l’Italia da Roma, è preso dalla sindrome di aver ricevuto la missione suprema di vincere, sempre e comunque, cosa per cui avrebbe licenza di usare tutti gli argomenti possibili, veri o falsi che siano, contro ‘nemici’ da colpire e da annientare. Così, potremmo concludere che anche Scopelliti vive ormai ossessionato dalle ‘pagliuzze’ – ribadisco false – negli occhi degli altri, e non si accorge della ‘trave’ che lo acceca. Certo, a pensar male si fa peccato, ma spesso, come in questo caso, ci si indovina”.

Alle parole di Canale ha risposto Daniele Romeo, giovane consigliere comunale del Pdl: “Ritengo poco produttiva la polemica sulle unioni tra persone dello stesso sesso. Mi preme ribadire un concetto: ripudiamo l’omofobia, che non fa assolutamente parte della nostra cultura né dei popoli civili, ma da cattolici non siamo favorevoli alriconoscimento delle coppie di fatto e, di conseguenza, sposiamo in pieno la linea portata avanti dalla Chiesa. Che Massimo Canale non sia d’accordo con tale visione era già scontato, considerata la sua militanza per tanti anni nel Partito dei Comunisti Italiani che si sempre espresso favorevolmente riguardo il riconoscimento delle coppie di fatto. Ritengo molto chiara, però, anche la posizione del Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti, che ha sottolineato un dato di fatto senza offendere nessuno, ovvero che l’aspirante Sindaco di una parte del centrosinistra Massimo Canale è favorevole al riconoscimento civile delle unioni tra persone dello stesso sesso. Il candidato del centrodestra Demetrio Arena nei giorni scorsi ha avuto un cordiale incontro con i rappresentanti dell’Arcigay, ribadendo con chiarezza la propria posizione vicina alla Chiesa. Per questi motivi ritengo inutile e sterile innescare una polemica su questo argomento, considerato che le posizioni delle diversi parti politiche sono rimaste assolutamente invariate negli anni. A meno che non sia soltanto una scusa per alzare i toni prima del voto, fatto di cui non sentiamo minimamente l’esigenza”.

Intanto nelle scorse ore è stato a Reggio il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, che ha esaltato i candidati di Comune (De Caridi) e Provincia (Nucera) del suo partito che corre, per quanto riguarda la Provincia, da solo con Sel, e per quanto rguarda il Comune, da solo con Sel e PdCI. “C’è bisogno di un salto di qualità nella gestione delle pubbliche amministrazioni – ha detto Di Pietroperchè il Paese è rassegnato e lo dimostra il fatto che la gente ormai non va più votare. Noi cerchiamo la qualità piuttosto che la ricerca del consenso facile. Abbiamo voluto fare una scelta di campo con i movimenti e la società civile. Non vogliamo creare un doppio centrosinistra ma un centrosinistra buono, che sia un’alternativa alle destre, che sappia stare dalla parte del precariato, delle fasce sociali deboli, dei migranti. Riconquistiamo l’idea della politica come un servizio e non come una sistemazione personale. Il centrosinistra deve ritrovare la sua identità sulla qualità e non sui dati numerici. Noi abbiamo voluto proporre un’alternativa di qualità, non accettando supinamente di partecipare a coalizioni solo idealmente di centrosinistra. A Reggio abbiamo fatto una scelta dolorosa ma necessaria perchè abbiamo bisogno di dare a questa città un rilancio nell’innovazione e nella discontinuità”.

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