LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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BIN LADEN: 40 MINUTI PER FINIRLO. OBAMA: “FATTA GIUSTIZIA”

Posted by Peppe Caridi su 2, maggio, 2011

INSEGUITO 10 ANNI,ERA IN PAKISTAN. MONDO PLAUDE MA ALLERTA RESTA (ANSA) – ROMA, 2 MAG – Un blitz di 40 minuti condotto nella notte dai Navy Seals americani ha posto fine alla ‘missione’ jihadista di Osama bin Laden, ucciso, quasi 10 anni dopo l’11 settembre, in una sparatoria insieme a un figlio, due miliziani e una donna, usata come scudo umano. Il suo corpo e’ stato portato a Kabul, poi sepolto in mare. L’uomo piu’ ricercato del pianeta non si nascondeva in una oscura caverna afghana, ma in Pakistan – Paese che aveva sempre negato fosse sul suo territorio – in una villa circondata da alte mura ad Abbottabad, a meno di 100 km da Islamabad. La Cia era da mesi sulle sue tracce. Un soddisfatto presidente Obama ha dato l’annuncio. Poi si sono scatenate le reazioni in tutto il mondo, mentre la folla festeggiava negli Usa.
– IL NASCONDIGLIO – Dopo l’11 settembre Osama bin Laden era diventato un ‘fantasma’: gli americani bombardarono per settimane le caverne sui monti afghani di Tora Bora, dove pensavano fosse nascosto, ma lui riusci’ a fuggire, se mai c’era stato. Da allora si ritenne che vivesse nelle aspre zone tribali del Pakistan: per quasi dieci anni, fino alla scorsa notte, quando e’ ricomparso, solo per essere ucciso, in una grande villa circondata da alte mura in un quartiere residenziale di Abbottabad, sede di una importante caserma e di un’accademia militare, a poche decine di km dalla capitale Islambabad. Li’ viveva con almeno due sue mogli e sette suoi figli e vari collaboratori. Fra questi anche il ‘corriere’ che ha messo involontariamente la Cia sulle sue tracce, ucciso ne blitz. La grande magione era senza internet e collegamenti telefonici.
– IL BLITZ – Preceduto da almeno cinque riunioni in marzo e aprile, il blitz, ha reso noto Obama, ha ricevuto il via libera venerdi’ scorso. La missione, hanno lasciato filtrare fonti del Pentagono, era di uccidere Bin Laden, non di catturarlo. Il raid e’ stato condotto in 40 minuti nel primo pomeriggio di ieri ora di Washington, quando in Pakistan era da poco passata la mezzanotte, da un commando di un 15-20 incursori dei Navy Seals giunti con un paio di elicotteri dall’Afghanistan. Bin Laden ha combattuto ed e’ stato colpito alla testa. Nella sparatoria sono morti anche un suo figlio, due miliziani e una donna, usata probabilmente come scudo umano. Arrestate due sue mogli, sei figli e altri quattro collaboratori.
– SEPOLTURA IN MARE – Il commando Usa e’ poi tornato in Afghanistan dove e’ stata eseguita un’autopsia del corpo, successivamente sepolto in mare nel Golfo, dopo una cerimonia religiosa a bordo della portaerei Usa Carl Winson, nel rispetto, hanno detto fonti governative Usa, della tradizione islamica.
– OBAMA: GIUSTIZIA E’ STATA FATTA – ”In notti come queste, possiamo dire a quelle famiglie che hanno perso i loro cari a causa del terrorismo di Al Qaida: giustizia e’ stata fatta”. Queste le parole di Barack Obama nell’annunciare nella notte la morte di Bin Laden. Gia’ prima che parlasse, festeggiamenti erano in corso in tutti gli Stati Uniti. Il presidente ha di nuovo parlato ore dopo: ”Il mondo e’ piu’ sicuro”, ”questo e’ un buon giorno per l’America”.
– IL GIALLO DELLA FOTO E LA PROVA DEL DNA – Del volto sfigurato di Bin Laden le tv pachistane hanno diffuso una fotografia rivelatasi falsa, tanto da essere poi ritirata. Gli americani non hanno fornito per ora immagini del cadavere, ma il test del dna ne ha confermato l’identita’ al 99,9%.
– SODDISFAZIONE, MA NON ABBASSARE LA GUARDIA – Reazioni positive e congratulazioni all’America sono giunte da tutto il mondo, ma sono stati tanti gli avvertimenti che la morte di Bin Laden non pone fine alla minaccia del terrorismo, anzi nuove azioni potrebbero essere condotte per vendicarne l’uccisione. Lo denuncia l’Interpol, e vari governi europei e mediorientali mettono in guardia. Massima allerta anche per gli italiani in Afghanistan, mentre gli Usa allertano le loro ambasciate nel mondo e le polizie delle principali citta’ degli Stati Uniti.
– NATO ANNUNCIA: LA MISSIONE IN AFGHANISTAN CONTINUA – Il segretario generale della Nato Rasmussen, ha annunciato che la missione in Afghanistan continua, per ”assicurare” che il Paese ”non ritorni a essere un paradiso per i terroristi e gli estremismi, ma possa svilupparsi in pace e in sicurezza.
– DAL MONDO ISLAMICO MINACCE VENDETTA E PLAUSI – Promettono vendetta i talebani pachistani, mentre il presidente afghano Karzai dice che Bin Laden ha ”pagato il giusto prezzo per le sue azioni” e avverte i talebani di casa sua: ”Imparate la lezione”. Hamas condanna l’uccisione, mentre per il Fatah di Abu Mazen – con cui il gruppo integralista deve firmare un accordo di riconciliazione – e’ una ”buona notizia per il processo di pace”. Teheran ingiunge agli Usa di andarsene ora dal Medio Oriente, mentre le capitali arabe appaiono cautamente sollevate. Piu’ interessanti le analisi di commentatori arabi: Bin Laden, affermano, era stato completamente scavalcato dalla primavera araba, la sua parabola era ormai in discesa. Ne e’ emblematico quanto avvenuto in Egitto, patria di Ayman al Zawahri, N.2 e probabile successore di Bin Laden: il regime di Hosni Mubarak era stato uno dei bersagli prediletti delle invettive di Al Qaida, ma non e’ stato rovesciato da azioni violente ne’ da una parola d’ordine ‘islamica’, bensi’ da una folla pacifica che invocava ”democrazia e liberta”’.

BIN LADEN: VITTORIA OBAMA, CHIUSO CERCHIO CACCIA BUSH ‘MONDO ORA E’ MIGLIORE’. PIU’ FORTE IN CORSA PER CASA BIANCA (di Emanuele Riccardi – ANSA) – NEW YORK, 2 mag – ”E’ una buona giornata per l’America, ed il mondo e’ migliore grazie alla morte di Osama bin Laden”, l’autore della strage dell’11 Settembre contro le Torri Gemelle e il Pentagono. Circa 12 ore dopo l’inconsueto annuncio in diretta televisiva (poco prima della mezzanotte di domenica ora di Washington) il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e’ tornato a parlare oggi nella East Room della Casa Bianca dell’evento che tutti gli americani aspettavano da quasi dieci anni. E cioe’ la clamorosa uccisione del nemico numero uno bin Laden, il terrorista islamico piu’ ricercato del mondo, l’autore di un attacco senza precedenti contro il territorio degli Stati Uniti, se si esclude Pearl Harbor il 7 dicembre 1941. I morti sono stati circa 3mila nelle Torri Gemelle, al Pentagono e a bordo del volo UA93 schiantatosi in Pennsylvania, ma diretto verso Capitol Hill. Non lo ha detto, ma lo ha sicuramente pensato, Obama: il 2 maggio e’ una buona giornata anche per lui, perche’ la sua conferma alla Casa Bianca, nel novembre 2012, appare se non sicura almeno molto piu’ vicina di quanto non fosse poco prima. E’ vero che i temi della campagna elettorale in procinto di iniziare (ma a questo punto con le ali di piombo) sono sopratutto interni: dalla disoccupazione al prezzo della benzina, dal mercato immobiliare al rilancio dell’industria manifatturiera. Ma e’ anche vero che i potenziali candidati repubblicani, con poche speranze di farcela prima dell’uccisione di Bin Laden, ne hanno oggi meno ancora: a meno di colpi di scena che negli Stati Uniti non sono mai da escludere fino all’ultimo. Una veterana del giornalismo televisivo Usa come Barbara Walters della Abc ha riassunto molto bene la situazione: ”Odierei essere un repubblicano pronto a candidarsi per la Casa Bianca – ha detto la storica anchor del telegiornale serale -, meglio saltare un turno”. Un altro punto che gioca a favore di Obama e’ il successo del raid dei servizi speciali contro bin Laden nei pressi di Islamabad, nonostante momenti al cardiopalma, con il guasto ad un elicottero, che gli stessi militari Usa hanno dovuto poi distruggere per non lasciare tracce imbarazzanti. I precedenti non sono positivi: il clamoroso fallimento, a fine aprile 1980, della liberazione degli ostaggi in Iran costo’ verosimilmente la rielezione a Jimmy Carter. Pochi anni dopo, nell’ottobre 1993, un’altra operazione dei servizi speciali Usa fini’ in maniera ancora piu’ catastrofica: il tentativo di catturare uno dei signori della guerra a Mogadiscio si concluse con la morte di 19 militari Usa e di un migliaio di somali. I leader repubblicani e l’entourage di George W. Bush, il predecessore di Obama alla Casa Bianca, hanno salutato all’ unisono il successo dell’operazione e il coraggio dell’inquilino della Casa Bianca nell’autorizzare una missione ad altissimo rischio. Si chiude cosi’ la caccia a Bin Laden organizzata da Bush subito dopo l’11/9. L’ex presidente e’ stato messo al corrente dallo stesso Obama, che della neutralizzazione di bin Laden aveva fatto una delle priorita’ assolute della sua presidenza. Ma come ha riconosciuto per primo il numero una della Cia Leon Panetta, al Qaida, pur decapitata, vorra’ vendicarsi, e l’allarme terrorismo torna ad intensificarsi. E l’ex braccio destro di Bush, Karl Rove, dopo avere fatto i complimenti ad Obama, ricorda che l’organizzazione e’ pronta a colpire di nuovo. Il nodo e’ ancora una volta l’Afghanistan, dove l’inizio del ritiro dei militari Usa e’ in calendario il primo luglio, ma dove nulla indica che i Taleban sono pronti a giocare la carte della democrazia. E all’Afghanistan si aggiunge l’incognita Pakistan, dove verosimilmente Osama godeva di complicita’, anche ad alto livello.

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