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Reggio: rientra l’emergenza rifiuti, cassonetti svuotati e strade pulite “in pochi giorni”

Posted by Peppe Caridi su 27, aprile, 2011

Reggio Calabria, tempo di campagna elettorale (tra poco più di 2 settimane si vota per Comune e Provincia) e tempo anche di emergenza rifiuti. Per la prima volta da oltre 10 anni, la città s’è ritrovata letteralmente nella merda a causa dei problemi delle discariche regionali Calabresi. Infatti sono sommerse dai sacchetti di plastica anche Cosenza, Crotone, Catanzaro, Vibo e le rispettive Province. La situazione più difficile è quella del Lametino e del Crotonese, ma anche Reggio non è che i cassonetti siano puliti. Ovviamente questo stato di cose ha alimentato polemiche politiche tra centro/destra e centro/sinistra. Di chi sono le colpe? Raccogliamo alcune dichiarazioni dei vari esponenti per provare ad avere le idee più chiare e capirne di più.

di Graziano Melandri (Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria) – Il sistema rifiuti della Calabria è miseramente fallito. Dal giorno del mio insediamento quale Commissario all’emergenza rifiuti ho registrato un innalzamento dei toni e delle espressioni di critica nei confronti dell’operato di questo ufficio soprattutto da parte di alcuni amministratori locali. Mi rendo conto del particolare momento storico che stanno vivendo molte municipalità, con l’approssimarsi della scadenza elettorale. Sono altresì conscio del valore simbolico che assume, in questa delicata fase, il sacchetto della spazzatura abbandonato per strada, spesso sventolato come una clava contro l’avversario politico. Non sentendomi in alcun modo coinvolto nell’agone politico, vorrei tentare di fornire una lettura asettica della grave situazione di disagio che stanno vivendo i cittadini di tutta la regione. Diciamo innanzitutto che il sistema rifiuti della Calabria è miseramente fallito. Raccogliamo oggi i frutti, anzi i cocci, di una strategia politica nata male e attuata peggio. L’errore in partenza è stato fondamentalmente quello di non aver pensato a soluzioni emergenziali immediate, da attuare a breve termine, ma di aver concepito un percorso virtuoso, particolarmente complesso ed oltremodo oneroso che, a distanza di un decennio, ancora tarda a completarsi e ha determinato l’attuale stato di crisi. Se sussiste certamente una responsabilità esclusiva in capo a chi ha concepito tale sistema, non altrettanto può dirsi per quanto concerne la realizzazione stessa del progetto. A questo punto sono costretto a chiamare in causa gli stessi amministratori che oggi minacciano azioni eclatanti di protesta o si ergono a paladini della difesa della salute dei propri concittadini. Affinché i cittadini abbiano una visione chiara della situazione e possano, così, individuare dove e su chi ricadano le responsabilità di questo fallimento annunciato è necessario fissare alcuni passaggi: primo, l’attuale sistema è assolutamente sbilanciato e grava soprattutto sulle province di Reggio Calabria, Catanzaro, in parte Crotone (dotata di impianti e non di discariche) e in minima parte Cosenza (solo la Sibaritide è autosufficiente). L’intera provincia di Vibo Valentia e gran parte di quella di Cosenza producono immondizia e la smaltiscono in altre province. Ciò ha determinato il collasso degli impianti attualmente esistenti, incapaci di assorbire un gravame superiore a quello per il quale erano stati concepiti. Secondo: gli impianti di Rossano (Cosenza) e Alli (Catanzaro) sono gli unici ad essere dotati di discarica di servizio e, peraltro, quella di Rossano é sottoposta a sequestro da parte dell’Autorità giudiziaria; se si considera che un impianto produce il 70% di scarti di lavorazione e che questi sono destinati a finire in discarica, ci si chiede dove vanno gli scarti degli impianti di Sambatello (Reggio), Siderno (Reggio), Gioia Tauro (Reggio), Lamezia (Catanzaro), Crotone e Rossano (Cosenza)? Risposta, vanno tutti in due sole discariche, Alli e Pianopoli, entrambe nella provincia di Catanzaro, che sopportano, peraltro in maniera insufficiente, l’intero sistema. Tutto ciò è stato determinato esclusivamente per volontà politica, cioé per colpa di amministratori che, cavalcando improprie campagne ecologistiche, hanno impedito di fatto lo smaltimento dei rifiuti che i propri cittadini giornalmente producono. Chi oggi sventola il sacchetto buttato per strada come il fallimento di un sistema, dovrà prima chiedersi chi ha provocato questo fallimento. Un’ultima considerazione che vuole essere soprattutto un umile consiglio rivolto agli amministratori locali: in questi momenti di particolare eccitazione mediatica può capitare di sottoscrivere atti o documenti che impegnano al di là delle proprie attribuzioni. Legalità vuol dire anche rispetto delle reciproche competenze. Questa è l’unica ragione vera per cui non potrò mai autorizzare l’uso di una discarica formalmente e sostanzialmente chiusa.

di Demetrio Arena (Candidato Sindaco del centro/destra a Reggio Calabria) – L’impegno e la serietà pagano ancora una volta: grazie agli sforzi profusi dal Commissario ambientale Graziano Melandri, la nostra città può lasciarsi alle spalle un momento difficile, coinciso con un’emergenza rifiuti che ha causato parecchi disagi ai nostri concittadini. Voglio fare il mio personale plauso al Generale Melandri che ha risolto, con grande rigore, una situazione di enorme malessere per la città di Reggio. In questo mese difficile sono stato sempre in stretto contatto con lui per seguire l’evoluzione dell’emergenza e capire quali potessero essere le soluzioni da approntare per dare una risposta immediata alla città. La situazione sta lentamente tornando alla normalità, nei prossimi giorni i cassonetti saranno completamente svuotati e le strade torneranno ad essere libere e pulite.  E’ l’ennesima risposta concreta prodotta da una classe dirigente capace ed attenta, che alle dietrologie e alle polemiche continua a preferire i fatti. Già da amministratore comunale a Reggio, Melandri aveva dato ampia dimostrazione delle sue capacità compiendo scelte oculate e caparbie, rivelatesi alla lunga sagge. Non posso che sottolineare l’enorme sforzo compiuto anche dall’assessore comunale competente Pino Plutino che in questi giorni, tra mille difficoltà, ha lavorato senza sosta, alla ricerca delle soluzioni idonee a lenire i disagi dei nostri concittadini.  Un plauso anche agli operatori della Leonia che hanno saputo gestire al meglio questa situazione di emergenza rispondendo, con il lavoro, alle ignobili illazioni di chi, per l’ennesima volta, ha cercato di storpiare la realtà, imputando ad un fantomatico ritardo nei pagamenti degli stipendi, questa difficile situazione cittadina.  Con grande abnegazione i lavoratori della  Leonia stanno oggi facendo rientrare dall’emergenza tutte le zone cittadine,  specie quelle periferiche dove la situazione si era fata realmente difficile. Ma superata l’emergenza è tempo di programmare. Bisogna mettersi alle spalle un sistema fallimentare e catastrofico: ci sono oggi le condizioni affinché una classe politica attenta e concreta, si assuma la responsabilità di compiere scelte importanti, che possano portare Reggio a divenire autonoma nel sistema dei rifiuti. Occorre individuare nuovi siti per l’apertura di efficienti discariche, ma soprattutto è necessario promuovere ed incentivare la raccolta differenziata per raggiungere gli standard nazionali.

di Antonio Errante (lavoratore Leonia) – In merito alla nota pubblicata su Strill.it del 22/04/2011, in cui generalizzando, il candidato a sindaco Sig. Carlo Sbano, denuncia il mancato pagamento degli stipendi ai lavoratori di tutte le società partecipate, avverto il dovere come dipendente di Leonia S.p.A. di smentire categoricamente, in quanto le spettanze del mese di marzo sono state accreditate il 21/04/2011 con due giorni di anticipo rispetto agli impegni assunti pubblicamente dal Direttore Generale Dott. Bruno De Caria.  Inoltre, il problema relativo alla mancata raccolta dei rifiuti, è da imputare al mancato conferimento presso le discariche provinciali e regionali che è ben noto a tutta l’opinione pubblica; solo il Sig. Sbano non lo sa? La notizia di oggi del Commissario Straordinario per l’emergenza rifiuti, Dott. Meandri, ci fa ben sperare per il medio termine, potendo conferire i rifiuti della nostra città presso la discarica di Pianopoli. Attualmente il lavoro professionale e diligente del personale Leonia deve ancora sopperire, con notevoli energie supplementari, al mancato conferimento differenziato da parte di numerosi cittadini. La  Leonia S.p.A. si conferma fiore all’occhiello delle società miste per i suoi dipendenti e per il management. Per il futuro è necessario un lavoro sinergico per affrontare in modo programmato il problema rifiuti e poter dare adeguate risposte al territorio ed ai cittadini.

di Graziano Melandri (Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti in Calabria) – Stupore e meraviglia. E’ stata la prima reazione che ho provato nel leggere il comunicato stampa diramato dal Comune di Cosenza il 20 aprile 2011, avente per oggetto i disservizi verificatisi nella raccolta dei rifiuti solidi urbani. Mentre i tecnici di questo ufficio stavano cercando di affrontare una situazione di estrema criticità nella discarica di Alli  (CZ), la cui chiusura avrebbe determinato il blocco quasi totale dello smaltimento di rifiuti in tutto il nord della Calabria, il Sindaco di Cosenza lamenta la mancanza di una concertazione! Con chi avremmo dovuto attivare una concertazione? Con i sindaci dei 95 (e più) Comuni che attualmente conferiscono nella discarica di Alli oltre agli impianti di Crotone e Rossano? Per fare questo sarebbe necessario costituire una Commissione alla concertazione. Proprio grazie al tempestivo intervento del personale di questo ufficio è stato possibile evitare la chiusura dell’impianto catanzarese, limitandone unicamente la capacità di ricevimento. E poi, da che pulpito provengono certi commenti critici? Perché il sindaco di Cosenza non precisa quanti impianti di lavorazione e/o smaltimento di rifiuti sono stati realizzati nel territorio comunale? Posso rispondere in prima persona: zero! E’ come se tutti i cittadini di Cosenza andassero ogni giorno a depositare il sacchetto d’immondizia nel giardino del vicino di casa, che può chiamarsi Alli (comune di Catanzaro) o Pianopoli (sempre provincia di Catanzaro). Tutto ciò perché ancora oggi esistono in questa regione Amministrazioni che producono immondizia, come tutti, ma, per scelta politica, pretendono di smaltirla a casa degli altri per non provocare incomprensibili moti di protesta popolare nel momento in cui si cerca di realizzare infrastrutture (es. discariche) destinate a tutta la collettività. Questi Amministratori dovrebbero prendere esempio dai colleghi della provincia di Vibo Valentia che, trovandosi nella stessa situazione, hanno avviato un percorso concreto di collaborazione con quest’Ufficio che ha portato alla pubblicazione del bando di gara per la realizzazione di un impianto con discarica di servizio nel comune di San Calogero. Questo è un vero “sforzo per riportare alla normalità la gestione del ciclo dei rifiuti, cambiando radicalmente una situazione che nel passato ha gravemente penalizzato i cittadini”, il resto sono solo chiacchiere.

di Angela Napoli (coordinatrice Fli Calabria) – Il Commissario per l’emergenza rifiuti, Graziano Melandri, pensa di “lavarsi le mani” affermando che “il sistema rifiuti della Calabria è miseramente fallito”; credo, invece, che dovrebbe dare con urgenza le dimissioni dall’incarico.
L’ex generale Melandri, e con lui il Governatore della Calabria,  il quale per qualche mese ha avuto l’incarico di Commissario per l’emergenza ambientale della regione, dovrebbero spiegare ai cittadini quali interventi abbiano programmato per impedire che la Calabria diventasse come la città di Napoli. Non è dato sapere con quali criteri il Governatore della Calabria, pur di accondiscendere ai desiderata di Berlusconi, abbia, da Commissario, dato il via, con apposita ordinanza, al conferimento nella discarica di Pianopoli di tonnellate di rifiuti provenienti dalla Campania. Non c’è zona della Calabria che risulti immune dalla presenza di cumuli di rifiuti per le strade. Le società di raccolta e trasporto di rifiuti sono praticamente nell’impossibilità di espletare l’incarico a causa di discariche quasi sempre costrette, per i più svariati motivi, a chiudere per diversi giorni. In particolare, la Piana di Gioia Tauro è divenuta la pattumiera dell’intera Calabria. Mi piacerebbe che il Governatore della Calabria anziché girare tra i Presidi Ospedalieri della Piana di Gioia Tauro per comunicarne la chiusura, percorresse le strade delle città di questo territorio, ma anche quelle della sua stessa città, per verificare quale sia lo stato di pericolo che incombe sulla salute di tutti i cittadini. Al Governo Nazionale credo si debba chiedere conto del perché dopo ben 14 anni di costante commissariamento per l’emergenza ambientale, la Calabria sia costretta a vivere ancora in perenne stato di crisi. Alla Magistratura inquirente l’invito ad avviare ogni attività utile ad accertare le responsabilità del degrado emergenziale esistente, nonostante i cospicui finanziamenti elargiti per il settore da 14 anni ad oggi in Calabria.

di Carlo Sbano (Candidato Sindaco di Fli a Reggio Calabria) – Il disperato appello di un ragazzo che chiede aiuto per la famiglia gettata nell’indigenza dal mancato pagamento degli stipendi alla Leonia, unito alle centinaia di disservizi sofferti dai cittadini in questi giorni, è l’ulteriore conferma del totale fallimento del modello-Reggio fin qui perseguito, fondato su una feroce disinvoltura amministrativa e sul disprezzo totale delle vite di migliaia di reggini che si ritrovano con l’acqua alla gola. Leonia, Fata Morgana, Multiservizi, Reges, Acquereggine, ReCaSi fanno a gara per mettere in forse stipendi e posti di lavoro di gente che non ha certo incassato milioni di euro per autoliquidazioni o per l’acquisto doloso di strutture fatiscenti e fallite, ammassi di ferraglie arrugginite pagate dal Comune a peso d’oro, come nel caso della Italcitrus, duramente sanzionato con condanne della Corte dei Conti. Chi restituirà a questo ragazzo, alle famiglie, ai lavoratori nostri concittadini il diritto alla vita, alla serenità, ad una crescita equilibrata e lontana dalle grinfie della criminalità? Chi si preoccupa del futuro negato a migliaia di ragazze e ragazzi impossibilitati di vivere alla pari di coetanei più fortunati, a cui viene strappato il futuro? È questa classe dirigente, (che costantemente rimette in campo per decidere della sorte di tutti noi i propri figli, nipoti, parenti, compari, prestanome), che deve chiedere scusa. Deve chiedere scusa alla gente onesta, ai disoccupati e inoccupati, ai più deboli (anziani, bambini, diversamente abili) che non hanno i servizi più elementari, che da anni assistono impotenti allo sperpero di decine di milioni di euro per attività del tutto inutili, di cui faremo un lungo elenco ragionato. Per intanto, noi che vogliamo rappresentare per loro il futuro, se avranno la forza trovare la libertà di votare la nostra lista, non possiamo fare altro che esprimere loro il nostro augurio e il nostro abbraccio per una Pasqua in cui abbiano fiducia in tempi migliori: sopratutto grazie se stessi.

di Renato Bellofiore (Sindaco di Gioia Tauro) – Non trova spiraglio l’emergenza rifiuti che orami da circa un mese ha posto sotto assedio il Comune di Gioia Tauro. La situazione resta infatti sconcertante nonostante il Sindaco e l’Amministrazione comunale abbiano portato avanti tutte le iniziative istituzionali e amministrative rivolte ad agevolare una veloce e definitiva soluzione del problema: l’intervento presso il Commissario delegato per l’Emergenza Ambientale, ma altresì i numerosi esposti presentatri presso la Procura della Repubblica. Ciononostante si resta ancora in piena emergenza. La preoccupazione dell’Amministrazione Comunale è acuita dalla considerazione che l’arrivo della stagione estiva rischia di mettere realmente alle corde Gioia Tauro e il suo hinterland. L’aria è irrespirabile e chi ha la sfortuna di abitare vicino ai cassonetti corre un rischio  ben più grave. Per questa Amministrazione, fin dal suo insediamento, il problema rifiuti ha costituito un vero e proprio banco di prova.
Ci siamo battuti sin dai primissimi giorni per garantire all’intera comunità la salvaguardia dell’ambiente, ma la triste storia di questi mesi ha spostato l’attenzione su di un altro piano : quello della dignità dei cittadini di Gioia Tauro. L’aspetto più paradossale di questa vicenda è la circostanza per la quale  Gioia Tauro – fra tutti i comuni coinvolti da tale situazione – proprio perché sede dell’inceneritore dovrebbe essere un’ “isola salvaguardata” dal verificarsi di tali disagi. Questo non significa affermare o pretendere che Gioia Tauro debba godere di favoritismi rispetto agli altri Comune della piana, significa soltanto constatare, con sconcerto, che i cittadini gioiesi oltre ai disagi creati dalla presenza del termodistruttore – con tutti gli svantaggi in termini di salute che più volte abbiamo denunciato – sono costretti a subire oltre al danno la beffa di vivere a tutti gli effetti nella pattumiera della Calabria. La storia si ripete puntualmente ogni volta: i responsabili veri di tale situazione non sono mai sul banco degli imputati. Ma questa volta è l’Amministrazione Comunale che stanca di questa incapacità di trovare soluzioni credibili e definitive  chiede a tutta la classe politica, Regionale e Nazionale, un’operazione di chiarezza e verità che squarci il velo di assoluto abbandono che copre Gioia Tauro. Il  Sindaco di Gioia Tauro si rifiuta di accettare che i propri cittadini vengano lasciati soli e ritiene ormai necessario – nel silenzio di tutti – far sentire le voci di protesta e promuovere tutte le azioni  necessarie a scuotere le coscienze civili e democratiche. E’ un rifiuto ad accettare che la propria città sia trasformata in una discarica. E’ un rifiuto a consentire che le bellezze naturali di Gioia Tauro vengano seppellite da cumuli di spazzatura. E’ un rifiuto a limitare il diritto dei cittadini di poter camminare liberamente per le vie cittadine senza correre il rischio di contrarre malattie, senza respirare l’aria ammorbata dai miasmi. E’ il rifiuto a tollerare che per l’ennesima volta Gioia Tauro sia abbandonata a sé stessa. Questo non verrà più tollerato da un Amministrazione Comunale pronta a dare battaglia  e che per dare slancio alla prima grande iniziativa pro- Gioia Tauro chiede a tutti i cittadini di aderire ad una grande manifestazione di protesta contro l’emergenza rifiuti.
Il Sindaco – in questa occasione – non sarà solo il primo cittadino, ma sarà il primo tra i cittadini a scendere in piazza per testimoniare la protesta più sentita contro una situazione vergognosa e non confacente alla civiltà del popolo gioiese. E’ giunto il momento di dare voce al desiderio di risollevare le sorti di questo territorio e il modo migliore per farlo  è certamente quello di dare un segno di unità e di coesione. I cittadini gioiesi possono avere la certezza che il Sindaco è al loro fianco in questa battaglia e che , come fatto sino ad oggi, porterà avanti tutte le azioni necessarie al ripristino di una situazione di vivibilità e rispetto dell’ambiente e della salute.

di Massimo Canale (Candidato Sindaco di centro/sinistra a Reggio Calabria) – Provocano stupore le esternazioni del Commissario regionale per l’emergenza dei rifiuti Graziano Melandri che, dalle colonne dei quotidiani calabresi, lancia il suo j’accuse a indefinite strategie politiche sbagliate che hanno generato la crisi dei rifiuti in Calabria. Sarebbe più interessante capire quali strategie Melandri e Scopelliti, già Commissario regionale per l’emergenza ambientale, abbiano inteso attuare piuttosto che scaricare altrove le responsabilità di un’incapacità a gestire la situazione di crisi e a prevedere un piano sul lungo periodo. Reggio è invasa dai rifiuti, le strade sono ridotte a un colabrodo e la stessa depurazione delle acque è a rischio: mi chiedo se è questa la Città turistica che Scopelliti intende offrire ai visitatori. Melandri, già assessore alla trasparenza e alla legalità della giunta comunale Scopelliti, rimarrà nella memoria dei cittadini per essere stato l’artefice della famosa operazione legata ai photored, i dispositivi elettronici usati per sanzionare le infrazioni al codice della strada senza la presenza di agenti accertatori in loco e dichiarati illegittimi da una sequela interminabile di sentenze emessa dal Giudice di Pace. Un sistema che però ha gravato pesantemente con costi astronomici sulla situazione delle casse comunali e conseguenti debiti fuori bilancio a causa dei ricorsi giustamente vinti dai cittadini contro questi strumenti irregolari. Sul fronte della legalità e della trasparenza amministrativa è sotto gli occhi di tutti il plateale fallimento di Graziano Melandri che, evidentemente, non si è accorto del quotidiano strappo alle regole amministrative della Giunta di cui ha fatto parte e del sacco del bilancio consumato ai danni dei reggini onesti. Io avevo denunciato apertamente lo scandalo relativo all’utilizzo dei photored, rimasti accesi anche successivamente alle denunce pubbliche, e ai conseguenti ricorsi da parte dei cittadini contro il Comune di Reggio Calabria. Ricorsi che puntualmente il Comune ha perso vedendosi costretto a farsi carico delle spese del contenzioso a favore, stranamente, dei medesimi avvocati. Analoghe situazioni si erano venute a creare anche per l’utilizzo delle ganasce per le auto e delle telecamere poste nella zona a traffico limitato del Corso Garibaldi. Anche in questo caso l’utilizzo di strumenti rivelatisi irregolari hanno inondato il Comune di Reggio Calabria di ricorsi alle multe che giungevano a casa dei cittadini.  Altro che trasparenza e rispetto delle regole;  chi come Melandri oggi si erge al rango di buon amministratore non è stato altro che artefice egli stesso di scelte politiche catastrofiche per la Città di Reggio Calabria che oggi vive una situazione di vero e proprio collasso a causa dell’indecifrabile situazione economica e finanziaria delle casse comunali. Una situazione che in questi mesi ha costretto allo stato di agitazione i lavoratori delle società miste che gestiscono servizi fondamentali per la Città: Multiservizi, Acquereggine e la stessa Leonia, società che gestisce lo smaltimento dei rifiuti e i cui lavoratori, nel mese di febbraio, hanno incrociato le braccia di fronte Palazzo San Giorgio chiedendo il pagamento dei propri stipendi. La questione rifiuti continua ad essere un problema grave per il nostro territorio tra discariche sature, depositi di rifiuti abusivi e incapacità politiche e governative specie nelle situazioni di crisi. “E’ necessario agire consapevolmente con programmi di azione sul lungo periodo adottando strategie “Rifiuti Zero” e potenziando al massimo e in maniera obbligatoria la raccolta differenziata porta a porta.

di Nino De Gaetano (Consigliere Regionale di Rifondazione Comunista) – Facile rispondere che la colpa non è del Comune, fingere di cadere dalle nuvole e attribuire ogni responsabilità agli altri. E’ facile ma anche inaccettabile per chi abbia un po’ di buon senso. Lo spettacolo indecente offerto da Reggio Calabria in questi giorni, con tonnellate di rifiuti raccolte ai lati della strade, ad ostruire il passaggio ed offendere la vista, non permette lo scaricabarile puntualmente praticato dall’amministrazione comunale di Reggio. La reazione sorpresa di fronte all’emergenza – l’ennesima – conferma solo la profonda inadeguatezza di chi governa la città dello Stretto. In un sistema complesso come quello dei rifiuti il ruolo dei Comuni, chiamati a dimostrare senso di responsabilità e capacità di programmazione, è ovviamente strategico: a Reggio Calabria, in particolare, la “dipendenza” nello smaltimento dei rifiuti dall’impianto di Sambatello aveva già mostrato in tantissime occasioni tutti i suoi limiti. In passato, infatti, erano bastati un semplice blocco nell’impianto o una frana davanti all’accesso della discarica per mandare in tilt il sistema, con gli stessi effetti pratici che i reggini hanno potuto “apprezzare” con rabbia in questi giorni di festa. A nessuno è dunque permesso di fingere sorpresa. Piuttosto sarebbe il caso di chiedersi cosa ha fatto l’amministrazione comunale reggina per disinnescare questa bomba ad orologeria. Quali iniziative politiche, quali azioni concrete ha intrapreso per scongiurare l’ennesima crisi. La risposta è piuttosto semplice: di problemi seri, come quello legato allo smaltimento dei rifiuti, a Palazzo San Giorgio non si parla da tempo. Da un anno, per la precisione, la città, anche su questo fronte, è stata completamente abbandonata a sé stessa mentre chi aveva il compito di amministrarla si dedicava alla preparazione della propria campagna elettorale.

di Giuseppe Sergi (Consigliere Comunale di centro/destra di Reggio Calabria) – “E’ con stupore, consigliere De Gaetano, che ho letto le sue dichiarazioni rispetto alla crisi dei rifiuti che sta vivendo in questi giorni il territorio reggino. Accusare di negligenza il Comune di Reggio per una situazione che investe l’intera Calabria è francamente risibile e fantasioso, soprattutto se si pensa che lei ha fatto parte, anche come Assessore, di un Governo Regionale che, pur avendo una responsabilità diretta nella gestione del ciclo dei rifiuti, nulla ha prodotto in cinque anni per far fronte ad una situazione già da tempo inefficiente. Anzi fu proprio lei il promotore e primo firmatario di un progetto di legge, votato dal centrosinistra, per il blocco del raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, raddoppio che oggi sarebbe servito ad evitare una crisi di questo tipo. Per parafrasare la sua dichiarazione, è “facile rispondere che la colpa non è del governatore Loiero e del centrosinistra che l’ha sostenuto, fingere di cadere dalle nuvole e attribuire ogni responsabilità agli altri”. E’ facile caro consigliere De Gaetano cosi come è facile parlare in libertà e fare demagogia, ma a tutto ci dovrebbe essere un limite e lei, questo limite, lo ha abbondantemente superato. Lei che  in nome di un malinteso ambientalismo capace solo di dire no è uno dei maggiori artefici dell’attuale disastro e che per questo dovrebbe avere la decenza di stare zitto. Lei che non avendo argomenti specula su una situazione che meriterebbe ben altro impegno, quell’impegno che in cinque anni ha profuso per sfasciare il sistema e non per farlo funzionare.  Lei e la sua parte politica capace solo di delegittimare gli avversari senza uno straccio di soluzioni, proposte, alternative. In una cosa però, consigliere De Gaetano, le do ragione ed è quando afferma che “a nessuno è dunque permesso di fingere sorpresa”. È vero, nessuno può fingere sorpresa e lei meno degli altri. Abbia dunque il coraggio politico di assumersi le responsabilità e ammetta davanti ai reggini il fallimento di un centrosinistra incapace, che in cinque anni ha provocato solo disastri ai quali l’azione concreta del governo Scopelliti sta ponendo rimedio con costanza ed efficacia. Noi  non facciamo proclami; il nostro è il governo del fare rappresentato pienamente dal Candidato Sindaco Demetrio Arena che, pur nel pieno della campagna elettorale, si è speso in prima persona insieme all’assessore Plutino per affrontare e risolvere questa fase emergenziale grazie all’avvio di una strategia condivisa con il Commissario Melandri che in pochi giorni farà tornare alla normalità la raccolta dei rifiuti in città.

di Nino De Gaetano (Consigliere Regionale di Rifondazione Comunista) – Devo ringraziare il consigliere comunale reggino Giuseppe Sergi per il puntuale riferimento ad una delle mie iniziative politiche sul fronte della gestione dei rifiuti: è vero, sono stato il promotore e primo firmatario del progetto di legge del centrosinistra che ha bloccato il raddoppio del termovalorizzatore di Gioia Tauro, deciso dalla Giunta Chiaravalloti al posto della costruzione di un impianto nel Cosentino. Quella che, però, a Sergi sembra ovviamente una colpa di cui scusarsi, per me continua a rappresentare un grande motivo di orgoglio da condividere con le oltre 8mila persone scese in piazza a Gioia Tauro il 22 dicembre 2007 per tutelare il territorio, già fortemente penalizzato, della Piana di Gioia Tauro. Non mi stupisce, ovviamente, che per un rappresentante del centrodestra la sola reazione possibile, in mezzo al vergognoso spettacolo offerto dalle strade di Reggio Calabria, sia la difesa appassionata di scuderia, che si conclude con lodi da campagna elettorale al candidato a sindaco del Pdl. Attendersi, di fronte alle tonnellate di rifiuti che ammorbano l’aria della città, una disamina seria della situazione da parte del centrodestra reggino era ovviamente troppo. Il massimo che il consigliere comunale riesce a produrre è l’attacco contro “un malinteso ambientalismo”, quasi che la colpa della chiara inadeguatezza programmatica dell’amministrazione comunale sia da attribuire alle migliaia di cittadini che in questi anni legittimamente si sono battuti per tutelare un territorio devastato. Sergi, d’altronde, conferma implicitamente qual è l’unica ricetta del centrodestra per risolvere la questione rifiuti: più inceneritori. Alla faccia della raccolta differenziata. Di cosa ci stupiamo, d’altronde? Con Berlusconi che vuole il nucleare mentre il resto del mondo va in direzione contraria, i suoi vassalli calabresi non possono di certo essere da meno. E così, incapaci di dire no al capo, aprono la discarica di Pianopoli, già al collasso, anche ai rifiuti di Napoli, in modo che il Premier possa mantenere la sua promessa di ripulire la città partenopea in 3 giorni, poco importa se a spese della Calabria. Se Sergi vuole davvero trovare i responsabili dell’attuale crisi regionale del sistema rifiuti non cerchi tra gli “ambientalisti” o tra chi, come Rifondazione comunista, ha sempre mantenuto su questo fronte una posizione coerente. Guardi in casa propria, a Reggio e a Catanzaro.

di Antonella Stasi (VicePresidente della Giunta Regionale) – Abbiamo a che fare con una vera e propria emergenza, che sta assumendo proporzioni importanti proprio nella settimana di Pasqua e con una stagione estiva che sta per decollare. Rischiamo, insomma, anche l’emergenza igienico-sanitaria, ma questo e’ il frutto di una cattiva gestione, che oggi qualcuno tenta di strumentalizzare a fini politici. Sentito il Commissario Melandri si e’ subito reso disponibile a sospendere i conferimenti nell’impianto di Ponticelli, provenienti dalla provincia di Cosenza, dando assoluta priorita’ ed esclusivita’ ai rifiuti della citta’ di Crotone ed ai comuni della provincia’. L’impianto di Ponticelli, che puo’ ospitare un massimo di 140t/gg, sappiamo bene non puo’ soddisfare l’esigenza di tutta la provincia di Crotone che e’ pari a 240t/gg circa. La differenza dei rifiuti, come disposto dal Commissario Melandri potra’ essere trasferita presso la discarica di Pianopoli. E’ stato richiesto ed ottenuto la disponibilita’ ad ottenere uno sconto sui maggior costi derivanti da tale soluzione sostenute a fronte, ovviamente, di un dettagliato piano di costi che sara’ opportunamente considerato. Questa disponibilita’ dovra’ rappresentare una giusta compensazione affinche’ non ci sia alcun aggravio per i cittadini della Provincia di Crotone. A fronte di cio’ l’auspicio e’ che i comuni diventino responsabili di una seria ed efficacia politica dei rifiuti e piuttosto che protestare quando scoppia l’emergenza si rendano disponibili a collaborare per interventi radicali e duraturi.

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Una Risposta to “Reggio: rientra l’emergenza rifiuti, cassonetti svuotati e strade pulite “in pochi giorni””

  1. vincenzo said

    IN CAMPAGNA ELETTORALE SI DICE DI
    TUTTO e DI TUTTI

    PRODUZIONE DI RIFIUTI URBANI

    E’ un grosso problema che non si può risolvere solamente con le discariche o impianti preposti a tale compiti.

    Non è un problema della Calabria o di altra Regione: è un argomento culturale che interessa tutta la società opulenta..

    Premesso che le tasse della nettezza urbana sono onerose per il cittadino in quanto ad essa attinge una lunga filiera con lauti guadagni, si deve ridimensionare lo smaltimento dei rifiuti stessi.
    E’ possibile che un cittadino che produce mezzo chilo di rifiuti debba pagare un euro al giorno per la loro distruzione quando un tempo questo prodotto equivaleva ad once di oro? Anche oggi le grandi industrie attraverso questo prodotto ricevono tonnellate di oro in contanti

    Precisazione: con il massimo rispetto di quanti oggi fanno la “spesa” un tempo ci si recava in negozio con la borsa di juta, il “pizzicarolo” dava un solo foglio di carta forse antigenica, la bottiglia di latte AUTELITANO la ritirava depositando quella nuova, a comprare il vino si portava la bottiglia, le centinaia di bottigliette non esistevano, il legname veniva riutilizzato, la carta al macero con la fermentazione si rendeva concime,. Ecc..
    Oggi la società privilegia l’industria della plastica, del vetro, dell’imballaggio ed anche facendo aumentare lo sviluppo di malattie da questi prodotti.

    Che cosa si suggerisce? Un metodo sicuramente che la società non accetta in quanto in questi anni di platealità politica godereccia dei diversi colori non si è mai pensato ad un ridimensionamento della vita vivendola seppur nel benessere con più sobrietà e meno consumi. Alle generazione future cosa lasceremo nel momento che deforestiamo, demareggiamo con la pesca, inossigeniamo l’etere
    ammaliamo la terra, produciamo alimenti OGM non propri idonei alla alimentazione umana..
    . E poi, cerchiamo cosa fare della spazzatura di Reggio, di Napoli di Scafati o di Milano .

    A questo punto sembra opportuno dare degli indirizzi di cambiamento prima preparando gli adulti attraverso una dura pedagogia per poi trasferirla nella scuola , nella società nell’educazione del “Creato” facendo impegnare le diverse scuole di pensiero
    Niente carta, niente bottigliette di frutta , niente doppi imballaggi, niente, merendine dorate, niente specchi truccati che alterano la figura o quanto altro non necessario per una vita a misura d’uomo.
    . Viviamo in una società ammorbata, alterata, surriscaldata, autorizzata, drogata, avvelenata. E’ di oggi la notizia stampa di avvenimenti che si svolgono in Italia nel contesto di questa pattumiera di spazzature delle aggressioni di padri di famiglia che servono i cittadini. Ma non sempre questi risultati sono prodotto dell’uomo ma di una società pessimamente organizzata ed amministrata in quanto le nuove teorie della sociologia non sempre portano a comportamenti del vivere in una società ideale.

    Osservatorio romano dbv

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