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Aziende Italiane: in Calabria il più alto numero di imprenditori giovani e immigrati

Posted by Peppe Caridi su 11, aprile, 2011

imprenditoridi Peppe Caridi – L’azienda, in Italia, non è un luogo per giovani. Ma, tra le 20 Regioni d’Italia, la Calabria è quella in cui l’età media degli imprenditori è la più bassa in assoluto, con il 9,4% di titolari d’azienda che ha meno di 30 anni (in Italia sono il 6,9%).
Imprenditori under 30 che, però, diminuiscono in Italia mentre aumentano quelli over 70: in cinque anni i titolari di imprese individuali con meno di 30 anni si sono ridotti di oltre il 15% e oggi gli imprenditori junior sono appena il 6,9% del totale, mentre è aumentata la quota degli imprenditori con più di 70 anni.
Questa la fotografia scattata dall’analisi sull’andamento dei titolari di imprese individuali nel corso del quinquennio 2005-2010, in base ai dati elaborati da InfoCamere, la società di informatica delle camere di commercio. In cinque anni i titolari di imprese individuali con meno di trent’anni iscritti nei registri delle Camere di Commercio italiane si sono ridotti di 43.624 unità, pari ad una contrazione del 15,8% che – evidenzia lo studio – è responsabile del 35% della diminuzione complessiva di imprese individuali (124.686) avvenuta in Italia nel periodo considerato. Con il risultato che gli imprenditori junior sono oggi appena il 6,9% del totale (dal 7,9% di cinque anni fa), mentre gli over 70 sono saliti all’8,8% (dall’8,5% del 2005).
L’invecchiamento della classe imprenditoriale italiana viene confermato anche dall’aumento dei titolari over 70, cresciuti, unici nel periodo preso in esame, di 1.232 unità (+0,5%).

Insieme ai giovani si sono ridotti anche gli imprenditori delle altre due fasce d’eta: sia i titolari tra i 30 e i 49 anni (-3,2%), che rappresentano il 49,8% del totale, sia quelli tra i 50 e i 69 anni (-2,2%), che rappresentano il 34,5% del totale.

La tendenza degli under 30 a vedere relativamente ridotto il proprio ruolo affiora anche dall’osservazione delle imprese con a capo un immigrato: sebbene i titolari di imprese individuali con titolare nato al di fuori dell’Unione Europea siano infatti aumentati di quasi un terzo (65.113 in più, pari ad una crescita complessiva del 32,2%), i titolari ‘junior’ sono aumentati appena del 6,55% e vedono pertanto scendere la loro rilevanza sul totale dal 15,8% del 2005 all’attuale 12,8%.

Dal punto di vista territoriale, la concentrazione maggiore di titolari più giovani si registra nelle regioni meridionali: in particolare è proprio la Calabria la regione con le imprese dal volto più giovane (9,4%), seguita da Campania (9%) e Sicilia (8,3).
Al Trentino-Alto Adige spetta invece il primato di regione con la presenza più bassa di giovani (4,9%), mentre alla Basilicata il record della maggior riduzione di under 30 (-27% in cinque anni).

La Calabria è anche la Regione con la maggiore concentrazione di giovani titolari tra gli immigrati (il 17%), seguita da Toscana (14,4%) e Valle d’Aosta (14%).
Per quanto riguarda i giovani titolari extra Ue spetta invece alla Basilicata il primato di regione con la quota più bassa (9,3%), mentre la Valle d’Aosta negli ultimi cinque anni ha visto quasi raddoppiare la loro presenza.

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Una Risposta to “Aziende Italiane: in Calabria il più alto numero di imprenditori giovani e immigrati”

  1. vincenzo said

    Il significato d’impresa è molto vasto per un imprenditore,
    Innanzitutto per fare impresa ci deve essere un capitale,un patrimonio, una copertura finaziaria.
    Questi giovani con buone intenzioni hanno tali caratteristiche? Vengono sostenute dalla Regione o da altra istituzione preposta per lo sviluppo del Sud.
    E’ mia impressione e ne chiedo scusa
    che gli operatori del sud dal punto di vista finaziario quindi investimento nell’impresa non possiedono grande risorse.Le imprese lavorano senza denaro, con un mercato
    povero, improduttivo, poco remunerativo per la medesimaimpresa
    Dal di fuori del territorio si intuiscono le difficoltà in cui si trova l’impresa nel Sud.
    Si fà impresa, produttiva,qualora questi giovani volenterosi possono contare e disporre su ingente risorse finanziarie per non essere soggetti ai forti interessi bancari.
    Quindi raccogliere i risparmi locali e reinvestirli attraverso i giovani imprenditori con nuovi sistemi di economia.

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