LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Tutto è pronto ma… i bookmakers non ci credono

Posted by Peppe Caridi su 6, aprile, 2011

di Giovanni Alvaro – Finalmente ci siamo, inizia la corrida di Ruby e delle sue compagne, anche se quello che è stato chiamato il circo mediatico-giudiziario è di scena ormai da diversi mesi con la vergognosa pubblicazione di qualsivoglia intercettazione subita da chi ha avuto il solo torto (ma poi perché sarebbe tale?) di varcare i cancelli della Villa di Arcore. C’è chi pensa che tutto l’ambaradan, che ha imperversato sui media, fosse finalizzato a due obiettivi.
Il primo, che ovviamente è stato raggiunto, è stato quello di infangare il premier, anche al di là dei confini nazionali, stante l’impossibilità di scalfirlo in altro modo, mentre il secondo sembra essere finalizzato, non tanto a preparare l’atmosfera del redde rationem, quanto alla speranza di un colpo di fortuna, stante il gran fiorire di mitomani, escort di ogni razza e personaggi in cerca di notorietà esistenti sul suolo italico, per tentare di dare consistenza al castello accusatorio che da quanto appare e per il centinaio di testimoni convocati, sembra veramente senza alcun puntello.

Lo hanno ben capito i bookmakers inglesi che infatti scommettono sull’assoluzione di Berlusconi, dalle accuse di sfruttamento della prostituzione minorile e di concussionepagandola a 1,25, mentre per la sua condanna sono disposti a sborsare 3,75. Si tratta di una forbice abbastanza consistente che i bookmaker riservano alle probabilità più marcate rispetto a quelle meno plausibili. Per capirci è la stessa valutazione che si farebbe per la vittoria del Milan su una squadretta della serie B. E questa scelta, i bookmakers, la fanno senza farsi condizionare dalle vicende politiche italiane dove un settore di ‘tifosi’ ‘vede’ la magistratura tutta asservita alla causa antiCav.

Se non si fanno condizionare, pur essendo in ballo, nel settore delle scommesse, girandole di miliardi di euro, vuol dire che valutano le accuse mosse a Berlusconi abbastanza inconsistenti
. Quelli che invece non riescono a percepire la realtà dei fatti sono i soliti ‘noti’ che continuano a ragionare con la propria pancia sperando nei miracoli. Da Di Pietro a Travaglio, da Santoro a Lucia Annunziata, da Floris a Fazio, da Bersani a Franceschini, da Bocchino a Granata, da Repubblica all’Unità e al Fatto Quotidiano, tutti uniti appassionatamente.

Ormai sono su una china senza alcun appiglio tutti a gridare, non più ‘fatti processare’, ma più speranzosamente, ‘fatti condannare’. Dimenticano i problemi del paese, sottovalutano le vicende libiche, sono pronti a incolpare Berlusconi di ogni disastro (terremoti, frane, alluvioni, incidenti), e tutto perché non sanno più cosa è la Politica e cos’è il senso dello stato. Sono solo presi dalla frenesia di non farsi scavalcare da chi magari è più demagogo e più qualunquista che, come per i soggetti citati prima, è l’altra grande fioritura che esiste in Italia.

Spetterà alle forze moderate trasformare il nostro Paese. Spetterà solo a loro lavorare per un’Italia diversa e più civile, ben sapendo che l’impegno, stante la presenza di detta opposizione, sarà gravosissimo. Parecchio è stato fatto, altro è da fare, ma soprattutto va concluso il percorso del federalismo e va accelerato il percorso della riforma della giustizia respingendo assurde argomentazioni sulla voglia di assoggettare la Magistratura al potere politico. Chi lo dice tenta disperatamente di  bloccare una riforma non più rinviabile.

Va ripristinata innanzitutto la  divisione dei poteri riassegnando ad ognuno il terreno di competenza, e ridando, contemporaneamente, al giudice il ruolo che gli spetta come giudice terzo, liberandolo dalla soffocante egemonia dei propri attuali e invadenti colleghi ai quali vanno riservati percorsi e carriere totalmente separate.  Non so cosa ne pensano i bookmakers ma di sicuro, stante il livello dello scontro, la riforma non è più uno slogan da sbandierare, ma un progetto da realizzare. Se gli scommettitori inglesi decideranno di mettere la riforma, in palinsesto, di sicuro non la potranno mettere a più di 1,15. Stavolta, infatti, il governo sembra fare sul serio.

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