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Emergenza sanitaria: la Calabria è sulla “strada giusta” per uscire dal tunnel

Posted by Peppe Caridi su 4, aprile, 2011

di Peppe Caridi (foto di Attilio Morabito) – La Calabria può finalmente guardare con speranza al futuro del suo sistema sanitario: i dati certificati dal tavolo Massicci sono eloquenti e “ci danno al tempo stesso grande soddisfazione e forti stimoli per continuare così“.
Nell’aula magna dell’Università di Cosenza, il Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti ha tenuto una conferenza stampa per illustrare la situazione del piano di rientro sanitario “Dal bilancio orale alla certificazione dei dati, un nuovo modello di gestione della sanità calabrese“.

Al tavolo dei relatori erano presenti anche il Dirigente Generale del Dipartimento di Presidenza Franco Zoccali, il Generale Luciano Pezzi, Sub-Commissario per la Sanità in Calabria e il dott. Pino Orlando, Dirigente Generale del Dipartimento della Salute, presentati dal Capo Ufficio Stampa della Giunta Regionale, Oldani Mesoraca.

In apertura, il Magnifico Rettore dell’Università di Cosenza,  prof. Giovanni Latorre ha fatto gli onori di casa: “è la prima volta che abbiamo Scopelliti ospite nel nostro ateneo da Governatore, e ci fa molto piacere. L’Università della Calabria è una realtà importante per tutt’Italia e siamo orgogliosi di questo“. E Scopelliti, all’inizio del suo intervento, ha innanzitutto voluto ringraziare l’università per “quello che fa ogni giorno per portare avanti i nostri giovani“.
Il Governatore ha poi detto “grazie” a tutti i consiglieri regionali e gli assessori con in testa il presidente del cosiglio Talarico, e anche i parlamentari calabresi presenti alla conferenza stampa. “Sono tutti coloro che in questi mesi hanno ampiamente condiviso la nostra strategia e il nostro percorso che ci ha portato, nel settore della sanità, a conseguire tutti insieme questi risultati con uno sforzo importante della politica e dei commissari. Abbiamo fatto un lavoro incessante e soprattutto la struttura della sanità, dal direttore generale a tutti gli altri, s’è impegnata tanto e ha lavorato bene. Chi è innamorato di questa terra lavora per il bene di tutti i Calabresi“, ha detto.

Il Presidente Scopelliti, poi, ha voluto citare l’opposizione con una vena timidamente polemica: “i nostri avversari dicono che facciamo solo parole, ma oggi stiamo dimostrando i fatti di questi primi otto mesi, anche se in realtà limiterei a questo lavoro il periodo che va da giugno 2010 a gennaio 2011. Sulla sanità oggi stiamo presentando dati ufficiali e certificati dal tavolo Massicci, non siamo qui solo per dire che siamo bravi, ma vogliamo informare i Calabresi su quello che stiamo facendo“.

Entrando poi nel merito degli aspetti economici sulla sanità Calabrese, Scopelliti scorrendo le slides di una presentazione illustrata ai giornalisti ha spiegato che “chi ci ha preceduto ha prodotto 2 miliardi e 166 milioni di euro di debiti nel settore sanitario. Dagli esiti delle verifiche svolte da parte dei Ministeri competenti, è emerso un fabbisogno di copertura per il periodo 2006-2010 stimato pari a un miliardo e 45 milioni di euro“.

Il Presidente della Regione è anche tornato sulla gestione di centro/destra precedente all’Amministratore Loiero, parlando di Chiaravalloti che “da galantuomo qual’è, non ha mai risposto alle critiche e alle polemiche fatte da Loiero & company in campagna elettorale contro di lui, come se avesse governato il centro/destra fino al 2010. In realtà, i dati ufficiali ci dicono che i debiti prodotti dalla Regione Calabria prima del 2005 ammontano a 232 milioni di euro, cioè una piccolezza rispetto ai danni prodotti dall’amministrazione Loiero che in cinque anni ha provocato un debito di oltre due miliardi di euro. Per completezza d’informazione è importante fare chiarezza su questo“.

Parlando poi di quanto fatto da quando amministra la Regione, il Governatore ha illustrato i dati degli ultimi mesi: “abbiamo risparmiato molte decine di milioni di euro solo nella seconda metà del 2010. Abbiamo risparmiato risorse attraverso la contrazione dei contratti con i privati (53 milioni di euro), perchè tutti devono capire che con noi non potranno più tirare sangue e risorse dall’ente pubblico come hanno fatto fino ad ora. Abbiamo risparmiato sulla farmaceutica (22 milioni), ed è un dato molto importante perchè già dal 19 dicembre del 2009 la Regione aveva sottoscritto un piano di rientro secondo cui doveva dimostrare al governo nazionale e ai ministeri competenti che doveva esserci un’inversione di tendenza. Il deficit di fine giugno 2010 era di 120 milioni di euro, con una proiezione al 31 dicembre 2010 di circa 230 milioni di euro. Il trend non era affatto in sintonia con gli impegni sottoscritti al tavolo Massicci. La Regione continuava ad andare sulla stessa linea di consumare le risorse attraverso scelte nè obbligate nè necessarie. Noi, però, nella seconda metà del 2010, abbiamo chiuso l’anno invertendo la rotta, abbiamo risparmiato e abbiamo potuto chiudere con una perdita di circa 175 milioni. Oggi le perdite della sanità vanno colmate con il bilancio della Regione, perchè lo Stato non paga più. Una volta si diceva ‘paga-pantalone’, ma oggi non è più possibile. Purtroppo, per servire la malasanità calabrese, abbiamo sempre messo risorse dei calabresi, risorse della fiscalità (117 milioni di euro del bilancio regionale trasferiti dalla fiscalità alla sanità!), risorse del supermassimo (altri 53 milioni di euro che sono presi dalle tasche dei calabresi per la sanità). Penso che la risposta della sanità di qualità sia molto precaria, quindi ci siamo posti come obiettivo di passare da un disavanzo di 175 milioni di euro certificato del 2010, fino ad arrivare nel 2011 a diminuire di altri 58 milioni di euro il nostro disavanzo tramite la riconversione delle strutture, la qualificazione delle prestazioni sanitarie, il potenziamento dei servizi sanitari territoriali, l’eliminazione degli sprechi su beni e servizi e la riqualificazione del personale. Dobbiamo fare sul territorio una buona rete in grado di risolvere i problemi sanitari dei cittadini, erogando prestazioni appropriate e necessarie a partire dai medici di famiglia, per migliorare la situazione e le priorità del pronto soccorso. I medici di famiglia, ad esempio, anzichè dire ‘ti mando dal mio compare di milano’ potrebbero mandare dalle eccellenze che ci sono a Cosenza o Catanzaro, devono interfacciarsi bene con il territorio e potenziare i servizi esistenti in calabria. Dobbiamo ridurre la mobilità verso le altre Regioni. Inoltre dobbiamo portare avanti un sistema di monitoraggio della spesa più puntuale ed efficiente. E’ così che nel 2011 contiamo di risparmiare altri 58 milioni di euro, portando il disavanzo a 117 milioni di euro. E’ un obiettivo fondamentale, una grande sfida perchè dal 2012, così facendo, possiamo dire ai calabresi che 53 milioni di euro oggi prelevati dalle loro tasche, non saranno più prelevati e loro potranno risparmiarli. Nel 2012 l’obiettivo è quello di risparmiare ulteriori 60 milioni di euro, e questo vuol dire che a fine 2012 il disavanzo sarà di appena 57 milioni di euro. Per il ministero, già quando porteremo a 117 milioni di euro il disavanzo, teoricamente significa bilancio a zero, cioè la Calabria sarà in equilibrio e non avrà costi aggiuntivi da colmare. Ma noi sappiamo che quei 117 milioni di euro sono soldi che togliamo ai cittadini calabresi, e per questo nel 2012 contiamo di eliminare il supermassimo e di mettere in campo maggiori risorse per gli investimenti regionali, anche per realizzare interventi nel settore socio/sanitario. Questo signfica che se noi avremo l’opportunità di risparmiare ulteriori 60 milioni di euro, attraverso il completamento della riconversione delle strutture e la gestione accentrata con l’acquisizione di beni e servizi, potremo investire 60 milioni di euro per le politiche sociali, per le strutture sanitarie, per la nuova occupazione e per tutto ciò di cui questa terra ha bisogno“.

Scopelliti poi ha lanciato un monito sul futuro: “nessuno si illuda che noi abbiamo già raggiunto il traguardo; siamo di fronte a una scelta importante. Siamo come gli scalatori nel ciclismo. Oggi abbiamo vinto un gran premio della montagna, ma ci manca ancora molto, il risultato finale. Quello che abbiamo fatto fino ad ora non sarà nulla di valido se non daremo seguito a tutto ciò. Prima di noi, la politica si era completamente impossessata del sistema della sanità. Oggi è diverso, a partire dai commissari. Prima si prendevano consulenti per soddisfare gli amici. Oggi, nella sanità, non ci sono contratti di questa natura. La politica è consapevole che la partita è talmente tanto grande e delicata che nessuno si permette più di fare determinate cose“.

Illustrando le cose già fatte, Scopelliti ha voluto sottolineare “l’apprezzamento espresso dal tavolo Massicci per la disattivazione dei punti nascita richiesta dal piano di rientro. Nessuno nega i parti di emergenza, è ovvio che il soccorso c’è sempre. Ma se una donna è incinta, lo sa all’incirca nove mesi prima, e la routine è il parto ordinario senza nessuna emergenza. Avevamo un costo elevatissimo per i parti e le strutture. Anzichè partorire a San Giovanni in Fiore, ad esempio, ci sarebbe convenuto pagare un viaggio andata e ritorno con tutte le spese per andare a partorire a New York. Stiamo lavorando per migliorare la sanità: chiusura di un’ospedale significa che finiscono le attività operatorie, ma – ad esempio – qual’è stata a Taurianova l’ultima operazione che non sia relativa un’unghia incarnita o un’appendicite? Non dopo Garibaldi. Lo stiamo spiegando ai cittadini e lo capiscono; stiamo chiudendo gli ospedali, trasformandoli in pronto soccorsi o cose del genere, dove gli ospedali non servono e non funzionano“.

Scopelliti ha concluso dicendo che “i consiglieri di centro/sinistra dovrebbero avere molto più rispetto di quest’amministrazione. Dovrebbero avere la voglia di tuffarsi insieme a noi in quest’avventura, anzichè criticare sempre. Chi c’era prima di noi non aveva neanche contezza di cosa doveva guidare. Noi, innanzitutto, abbiamo acquisito grande rispetto nei confronti dei ministeri competenti, veicolando un’immagine diversa di questa terra. Chi andava al tavolo Massicci prima di noi, rappresentando la Calabria, veniva insultato e cacciato fuori. Anche con noi, all’inizio c’era un approccio ostile, c’era sfiducia. Adesso è cambiato tutto, ci hanno fatto grandissimi complimenti. Il 31 marzo hanno approvato tutto il nostro piano. Ci hanno detto che siamo incanalati sulla retta via e per noi è stata una soddisfazione grandissima, da Calabresi. Dimostrare che anche la Calabria può esprimere qualcosa di positivo, anzichè subire mortificazioni, è motivo di grandissimo orgoglio. Sia il ministero della salute che il ministero dell’economia ci ha dato l’ok con tanti complimenti. Penso che dovremmo avere, per questi motivi, molto più rispetto da parte di tutti, non solo dai nostri avversari politici ma anche da una parte dell’informazione. Quei soldi che abbiamo risparmiato per la sanità, noi li abbiamo tolti a qualcuno, certo. Li abbiamo tolti a chi, negli scorsi anni, si arricchiva alle spalle dei Calabresi. In passato si dava di più, oggi stiamo togliendo soldi non ai semplici cittadini ma a chi ha vissuto nell’agio e nella ricchezza godendo delle risorse con benefici personali e clientelari. Si tratta di interessi di lobby e di poteri criminali individuabili in maniera chiara. Ecco perchè ci vuole più rispetto per chi, come noi, lavora in questo comparto. Non sappiamo ancora dove abbiamo messo le mani e a chi abbiamo rotto le uova nel paniere, ma l’abbiamo fatto a vantaggio di questa terra ed è solo ciò che ci interessa. Nel tempo avremo una sanità migliore, ci vogliono anni, certo, ma abbiamo iniziato bene e stiamo avendo grandi attestati di adesione e sostegno a livello locale e nazionale, da parte di tutti. Abbiamo fatto un lavoro importantissimo, portando avanti un’azione mirata per dare risposte serie. In meno di un anno abbiamo fatto un lavoro pregevole, e lo dico al Presidente Talarico, ai consiglieri regionali, a tutta la Giunta e a tutti i parlamentari calabresi, i commissari, gli uffici e tutti. Abbiamo dato segnali di discontinuità, con impegno, amore e dedizione, ottenendo risultati importanti. Dobbiamo continuare, con le difficoltà, a conseguire i prossimi traguardi che sono molto difficili. Chi pensa che abbiamo già vinto la partita, non ha capito nulla. Serve un incontro motivazionale, perchè abbiamo fatto pochissimo però abbiamo già dato segnali importanti. Questa prima tappa, oggi, è la vittoria di tutti coloro che credono in una politica capace e in grado di dare risposte. E’ un primo tassello in un momento delicato della nostra Regione. Se lavoreremo ancora con l’unità, la compattezza e l’adesione che ci ha caratterizzato, daremo rispsote molto importanti a tutti i Calabresi“.

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