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Stato-mafia: nessun patto con i criminali

Posted by Peppe Caridi su 30, marzo, 2011

di Giovanni Alvaro – Il Direttore di Calabria Ora, Piero Sansonetti, ha pubblicato, dedican- dogli un commento, il pezzo su ‘Stato e mafia’ che ho messo online ed avevo girato anche al suo giornale. Di questo voglio pubblicamente ringraziarlo perché, nel black out dei media italiani sull’argomento, la sua voce, anche se in disaccordo, ha squarciato il velo del silenzio che le corazzate mediatiche si sono imposte. Silenzio che stride terribilmente con la grancassa che si sarebbe aperta se i protagonisti della vicenda fossero stati Berlusconi e Alfano.
Una grancassa che avrebbe messo all’indice l’odiato Berlusconi, e quanto avvenuto sarebbe stato presentato come la prova provata del rapporto sotterraneo tra il Cav e le potenti cosche della mafia. Sarebbero state attivate, senza indugio, tutte le trasmissioni condotte da fuoriclasse come Santoro, Floris,, Lerner, Annunziata, Fazio, Dandini; sarebbero scesi in pista il fior fiore dei comici come Crozza, Benigni, i fratelli Guzzanti; e avrebbero scritto saggi di profonda riflessione er mejo fichi der bigoncio, camuffati da penne indipendenti ma in servizio permanente effettivo anti Cav.

Mi si perdoni se stavo per dimenticare le voci che ci ‘allietano’ all’ora di pranzo e a quella di cena e che non si sarebbero fatta sfuggire la ghiotta occasione. Da Franceschini a Rosy Bindi, da Casini, a Rutelli, da Di Pietro seguito a ruota da Bersani, a quelle di illustri sconosciuti alla ricerca di soli 30 secondi di visibilità televisiva.

Ringrazio, quindi, Sansonetti, ma non per questo posso sorvolare sul contenuto del suo commento che, non se l’abbia a male, non è condivisibile su alcuni punti. Vediamoli. Egli ricorda la sua ‘vox clamantis in deserto’ quando prese energicamente le distanze dalla campagna di Repubblica che addebitava a Berlusconi l’ordine alla mafia di mettere le bombe. Ricorda che l’operazione di Repubblica si sgretolò  e che, la stessa operazione, viene, oggi, tentata dalla destra. Anche questa di oggi sarebbe, dice Sansonetti, un teorema che si rivelerà fallace. Può essere. Ma il paragone è improprio. La sinistra addebitava a Berlusconi l’ordine di mettere le bombe, la stessa cosa non viene detta per Scalfaro, Ciampi e Conso ai quali viene addebitata la sospensione del 41 bis.

Davide Giacalone ha fornito una serie di ‘fatti’ che non possono essere liquidati facilmente. La sostituzione di Niccolò Amato (Direttore del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) avviene su imput di Scalfaro e a nulla sono valse le richieste di Amato, fatte a Gifuni (SegretarioGenerale del Quirinale), per capire il perché della sostituzione. Gli si risponde che la decisione è ormai presa.  Dodici giorni, diconsi dodici, dalla nomina il dottor Capriotti, nuovo Direttore, invia una lettera al Ministro Conso con il suggerimento al governo di alleggerire il carcere duro per i mafiosi, quale segno distensivo!! Fu un gesto così distensivo che, dal non rinnovo del 41 bis, cessarono le bombe.

E quà veniamo all’altro punto del commento del dottor Sansonetti che non riesco a condividere. Per stabilire se una cosa è giusta o sbagliata il Direttore suggerisce di mettersi nei panni della persona di cui non si apprezza una determinata scelta, arrivando al paradosso di affermare che nelle stesse condizioni, sia lui che io, dopo aver interpellato la nostra coscienza, avremmo fatto le stesse scelte di Conso. Questo forse è vero se, escludendo le dimissioni, il dilemma fosse stato tra: “o tratti con noi o noi continuiamo a uccidere innocenti.

Ma l’alternativa non era questa ma, più prosaicamente: “o si cancella il 41 bis che ci ostacola nella nostra attività criminale e non ci consente di continuare a dirigere le nostre cosche con le quali continuiamo a spadroneggiare, a crescere e a rafforzarci come antistato, o continuiamo a seminare terrore con le bombe”. Beh, sono certo che anche Sansonetti, non avrebbe avuto dubbi sulla necessità di non scendere a patti con questi criminali che normalmente preferiscono, operare senza frastuono, taglieggiando, condizionando e massacrando i nostri territori.

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2 Risposte to “Stato-mafia: nessun patto con i criminali”

  1. mimmasuraci said

    condivido

  2. Vanni said

    Fa piacere sapere che si ha un severo giudice delle proprie riflessioni. E ancor di più constatare che c’è perfetta assonanza di opinioni. Grazie

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