LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Una guerra assurda che lascia sbigottiti

Posted by Peppe Caridi su 22, marzo, 2011

https://i0.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/3marzo11/caccia.jpgdi Giovanni Alvaro – Dire che la gente comune, dinanzi alla incredibile aggressione in corso contro la Libia, si senta sgomenta, e viva l’attuale situazione con enorme disagio, è quanto di più vero stia verificandosi in modo bipartisan. Lo sgomento e il disagio sono conseguenze naturali per la sproporzione militare esistente tra i contendenti, e per la mancanza di nette e chiare motivazioni convincenti che possano giustificare quanto sta avvenendo in un mare, che a parte locali fibrillazioni e l’eterna vicenda israeliana, doveva restare una mare di Pace. Ma la bramosia di mostrare i muscoli, la necessità di tentare il recupero di una credibilità persa nel proprio elettorato, e la voglia di dare un colpo agli interessi commerciali dell’Italia, sono stati la molla per la patetica operazione voluta dal Presidente francese e, a ruota, dall’attuale capo del Governo inglese che, malgrado ogni sforzo, fa rimpiangere il respiro politico di Tony Blair. Potranno far volare gioielli tecnologici quali sono gli attuali velivoli da guerra, dispiegare quanto di più moderno è stato costruito, ma non potranno mai cancellare dalla testa del cittadino comune la vergogna dell’essere ‘forte con un debole e debole con il forte’. Sembra la lotta di un superpugile contro un ragazzetto ancora imberbe.

La dimostrazione di efficienza e di potenza perché non la si è giocata, per esempio, contro l’Iran che, a differenza delle sbruffonate verbali di Gheddafi, sta costruendo, concretamente, ordigni atomici pericolosissimi soprattutto perché saranno nelle mani di un nuovo piccolo Hitler qual è il signor Ahmadinejad che, un giorno si e l’altro pure, minaccia Israele? Là, il petto in fuori e la sicumera del signor Sarkosy non sono stati minimamente ostentati, con l’atteggiamento pavonesco che abbiamo ‘apprezzato’ nei resoconti televisivi dell’aggressione alla Libia.

Eppure là vi erano motivi condivisibili di intervento non solo per la già citata progettazione nucleare, ma anche per l’assenza totale di democrazia e l’abuso del potere che tiene in giogo un’intera nazione, che fa uso della tortura ed è una reale minaccia regionale e internazionale. A nessuno sfugge che l’obiettivo dichiarato di distruggere Israele potrebbe innescare la terza guerra mondiale. Il non intervenire per tempo non risolve la vicenda ma la rende sempre più pericolosa. Non ci siamo accorti, in questi anni, del bellicoso iperattivismo sarkosiano, ma abbiamo solo registrato balbettamenti inconcludenti.

A nessuno sfugge nemmeno che le reazioni (ancora verbali) del raìs sono state indirizzate in modo generico contro l’Occidente, ma in modo particolare contro l’Italia, accusata di ‘tradimento’. In quest’accusa sta tutta l’amarezza di chi ha ‘concordato’, non certamente gratis, ma in un pacchetto di ‘do ut des’, la fornitura di 18 milioni di tonnellate di greggio all’anno, e di 8 miliardi di metri cubi di gas che nel 2011 dovevano diventare 11 miliardi per coprire il 12% del fabbisogno nazionale. L’Italia è il primo esportatore verso la Libia, ed essa ha partecipazioni in Italia in società come Unicredit, Impregilo e Finmeccanica.

I rapporti commerciali e di amicizia tra i due paesi avevano permesso l’attività, in Libia, di oltre cento imprese italiane, e avevano favorito il blocco dell’emigrazione clandestina che era scesa, nel 2010, a livelli veramente inconsistenti. Non c’è, quindi, alcun dubbio che a rischiare grosso, sul piano economico e sociale, sia principalmente il nostro Paese, e che a rischiare politicamente possa essere tutto l’Occidente se, dopo Gheddafi, si possano aprire porte ad infiltrazioni di Al Qaeda che il tanto vituperato rais aveva tenuto abbastanza lontano dalle sponde mediterranee.

E’ chiaro che l’Italia sia stata tirata per la giacca nell’avventura e che questa guerra non la voleva per nulla. L’alternativa non stava tra il si e il no all’azione militare, tra rompere l’Occidente e apparire ‘amico’ del tiranno, ma nei margini di iniziativa diplomatica che c’erano, e che malgrado tutto ci sono ancora. Chi punta a distruggere i rapporti, per liquidare il feeling che si era instaurato tra Berlusconi e Gheddafi, nei chiari interessi dei due Stati, non merita la nostra alleanza e la nostra comprensione. Raddrizzare la barra è più che mai necessario indipendentemente da cosa sbraita una opposizione senza bussola.

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2 Risposte to “Una guerra assurda che lascia sbigottiti”

  1. mimmasuraci said

    condivido tutto: L’Italia continua ad essere considerata terra di nessuno dove tutti possono sfogare le proprie bizze e il nostro bel paese è inerme difronte ai diktat di un’Europa mentre Lampedusa scoppia. Noi avremmo dovuto dichiararci neutrali e contemporaneamente costringere l’Europa e l’Italia del Nord a farsi carico del problema migrantes prima di tutto nei paesi di provenienza e poi nelle località italiane di approdo. L’importante è,per noi,festeggiare con massima ipocrisia e retorica la presunta Unità……..

  2. E’ stata lanciata un’importante petizione: “LAVORATORI E PENSIONATI ISCRITTI ALLA CGIL CONTRO LA GUERRA IN LIBIA”

    Per aderire alla petizione pubblica visitare il link sottostante:

    http://www.petizionepubblica.it/?pi=P2011N8037c

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