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Giustizia: Berlusconi lancia la riforma “epocale. La volevo dal ’94 e non è ad personam”

Posted by Peppe Caridi su 10, marzo, 2011

Rappresenta ”un punto di svolta”, è ”organica, incisiva, chiara”, non è ad personam ”contro qualcuno”, non riguarda i processi in corso. Silvio Berlusconi presenta così il disegno di legge costituzionale per la riforma della giustizia varato oggi dal Cdm. Il Cavaliere si presenta ‘incerottato’ per i postumi dell’intervento alla mandibola di lunedi’ scorso, ma è sorridente ed esulta per il testo appeba approvato all’unanimità dal Consiglio dei Ministri. Al suo fianco c’è il Guardasigilli Angelino Alfano, che assicura: ”Non è un quinto vangelo, sentiremo tutte le voci”. Il Cavaliere apre all’opposizione: ”Faremo di tutto per discutere queste norme con tutti, a cominciare dall’opposizione”. Si tratta di una riforma, assicura, che se fosse stata introdotta 20 anni fa non ci sarebbe stata Mani Pulite: ”Avrebbe evitato l’esondazione, l’invasione della magistratura nella politica e quelle situazioni che hanno portato nel corso della storia degli ultimi venti anni a cambiamenti di governo, ad un annullamento della classe dirigente nel ’93“, e soprattutto avrebbe scongiruato ”il tentativo che è in corso attualmente di far cadere il governo per via giudiziaria”. Il testo è esattamente quello proposto dal ministro della Giustizia e discusso ieri pomeriggio nel corso di un colloquio di quasi due ore al Quirinale con il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio annuncia che ci sarà una ”forte comunicazione a sostegno della riforma” e garantisce che andrà nelle aule di tribunale il lunedì per “spiegare alla gente come stanno davvero le cose”, cosi’ si ”toglierà tante soddisfazioni”.
Il Cavaliere ribadisce che “per la prima volta nella storia della nostra Repubblica presentiamo un testo di riforma completo, organico, convincente. Lo portiamo all’attenzione del Parlamento che lo discuterà, lo approverà e intendiamo sostenere questa riforma con una larga comunicazione. E’ una riforma che va nell’interesse dei cittadini. Sono già pronte dieci leggi di attuazione, che presenteremo in successione al Parlamento“. Già durante il Cdm Berlusconi esulta: “è dal 1994 che volevo questa riforma, è dai tempi della nostra discesa in campo, finalmente riusciamo a realizzare un punto fondamentale del nostro programma“. Poi ostenta ottimismo sulla tenuta della maggioranza: ”Abbiamo una maggioranza solida e contiamo di arrivare a 330 deputati a Montecitorio”. Poi si sofferma sul ridimensionamento del ruolo del pubblico ministero, uno dei punti che sta piu’ a cuore al Cavaliere: “Il pm per parlare con il giudice dovrà fissare l’appuntamento e battere con il cappello in mano e possibilmente dargli del lei“. Alfano elenca i punti chiave del provvedimento: la separazione delle carriere fra giudici e pubblici ministeri, l’estensione della responsabilità civile del giudice, nonchè due Csm separati, entrambi presieduti dal presidente della Repubblica, inappellabilità delle assoluzioni. Il cardine, dice il Guardasigilli , è la divisione tra giudici e pm.
La riforma sottolinea Alfano ‘pone al centro la parità tra accusa e difesa. E’ un impegno che abbiamo assunto con i cittadini. Ed è quello che stiamo sostenendo dal 1994”. Il giudice, quindi, diventa colui che è davvero super partes, perchè non è più pari al pm: ”Giudice e pm svolgono mestieri differenti. Il giudice deve valutare cosa gli vengono a dire accusa e difesa”. Per questo, “giudici e pm devono avere un organismo di governance del tutto autonomo e indipendente rispetto ai giochi interni alle correnti della magistratura e alla politica“. La responsabilità disciplinare dei di giudici e pm, avverte, è stata ”estrapolata dal Csm”, con la creazione di un’Alta Corte di disciplina ”composta per metà da magistrati e per metà da eletti da Parlamento tra coloro che abbiano competenze giuridiche consolidate”. Quanto alla responsabilità civile, la riforma prevede che ”il cittadino possa citare in giudizio il magistrato che ha sbagliato. Il principio di responsabilità è un principio di libertà“. In particolare, dice Alfano, l’obbligatorietà dell’azione penale ”resta salva, ma applicato secondo i criteri previsti dalla legge”. Un principio “oggi sacrosanto”, rimarca il ministro della Giustizia, quello dell’obbligo dell’azione penale, ”e’ stato trasformato da alcuni pm nel un suo contrario, cioè nell’assoluta discrezionalità di perseguire i reati’‘ e dunque, di fatto, ”il pm sceglie”.

I PUNTI CARDINE DELLA RIFORMA:

Due Csm, presieduti entrambi dal Capo dello Stato, la separazione delle carriere tra pm e giudici, la responsabilita’ civile dei magistrati, la permanenza dell’obbligarieta’ dell’azione penale ma da applicare secondo i criteri previsti dalla legge. Sono questi i punti cardini del ddl di riforma costituzionale della giustizia, composto da 18 articoli, approvato oggi in Consiglio dei ministri.
– SEPARAZIONE CARRIERE: Per il Guardasigilli Angelino Alfano e’ il ‘cardine’ della riforma. Nell’art. 3 di modifica all’articolo 101 della Costituzione, si legge: ”I giudici costituiscono un ordine autonomo e indipendente da ogni potere e sono soggetti soltanto alla legge”. Mentre all’articolo 5 si stabilisce che ”l’ufficio del pubblico ministero e’ organizzato secondo le norme dell’ordinamento che ne assicurano l’autonomia e l’indipendenza”.
– INAPPELLABILITA’ DELLE SENTENZE: La riforma varata dal Cdm prevede il ritorno all’inappellabilita’ delle sentenze di assoluzione in primo grado. All’articolo 11 della Costituzone, dopo il comma ottavo, e’ aggiunto il seguente: ”Contro le sentenze di condanna e’ sem,pre ammesso l’appello, salvo che la legge disponga diversamente in relazione alla natura del reato, delle pene e della decisione. Le sentenze di proscioglimento sono appellabili soltanto nei casi previsti dalla legge”.
– OBBLIGO AZIONE PENALE: Resta l’obbligo per i magistrati di promuovere l’azione penale, ma secondo “criteri indicati dalla legge”.
– RESPONSABILITA’ CIVILE MAGISTRATI: Le toghe verranno parificate agli altri dipendenti pubblici e saranno responsabili civilmente degli atti compiuti in violazione dei diritti. Nel Titolo IV della seconda parte della Costituzione, dopo la sezione II, e’ inserita una sezione II-bis: ”I magistrati -si legge nel testo di riforma- sono direttamente responsabili degli atti compiuti in violazione di diritti al pari degli altri funzionari e dipendenti dello Stato. La legge espressamente disciplina la responsabilita’ civile dei magistrati per i casi di ingiusta detenzione e di altra indebita limitazione della liberta’ personale. La responsabilita’ civile dei magistrati si estende allo Stato”.
– DISCIPLINARE MAGISTRATI: Viene istituita la “Corte di disciplina”, con una sezione per i giudici e una per i pm. I componenti di ciascuna sezione “sono eletti per meta’ dal Parlamento in seduta comune e per meta’ rispettivamente da tutti i giudici e i pm”. I componenti eletti dal Parlamento “sono scelti -prevede la riforma- tra professori ordinari di universita’ in materie giuridiche e avvocati dopo 15 anni di servizio”, quelli eletti da giudici e pm “sono scelti, previo sorteggio degli eleggibili, tra gli appartenenti alle rispettive categorie”. La Corte di disciplina elegge un “presidente tra i componenti designati dal Parlamento”, durano in carica 4 anni e non sono rieleggibili. I provvedimenti presi dalla Corte possono essere impugnate in Cassazione.
– RAPPORTO PM-POLIZIA GIUDIZIARIA: “il giudice ed il pm dispongono della polizia giudiziaria secondo le modalita’ stabilite dalla legge”.
-COMPETENZE DEL GUARDASIGILLI: Al ministro della Giustizia spettano “la funzione ispettiva, l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”. Riferisce ogni anno alle Camere sullo stato della giustizia, sull’esercizio dell’azione penale e sull’uso dei mezzi di indagine”.
– DOPPIO CSM: Cambia l’organo di autogoverno delle toghe. Il ddl introduce l’articolo 104 bis della Costituzione che prevede: “Il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante e’ presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fa parte di diritto il primo presidente della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per meta’ da tutti i giudici ordinari tra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per meta’ dal Parlamento in seduta comune fra professori ordinari di universita’ in materia giuridiche e avvocati dopo 15 anni di esercizio. Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento”. ”I membri elettivi del Consiglio -si legge ancora nel testo di riforma- durano in carica quattro anni e non sono rieleggibili. Non possono, finche’ sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, ne’ far parte del Parlamento o di un consiglio regionale, provinciale o comunale”. Per quanto riguarda la magistratura requirente l’articolo 104 ter prevede: ”Il Consiglio superiore e’ presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fa parte di diritto il procuratore generale della Corte di Cassazione. Gli altri componenti sono eletti per meta’ da tutti i pubblici ministeri fra gli appartenenti alla medesima categoria previo sorteggio degli eleggibili e per meta’ dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di universita’ in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Il Consiglio elegge un vicepresidente tra i componenti designati dal Parlamento, i membri elettivi durano in carica quattro anni, non sono rieleggibili ne’ possono essere iscritti finche’ sono in carica, in albi professionali o far parte del Parlamento o di un consiglio regionale provinciale o comunale”. Quanto ai compiti dei due Csm, si stabilisce, con la sostituzione dell’articolo 105 della Costituzione, che “spettano al Consiglio superiore della magistratura giudicante e al Consiglilo superiore della magistratura requitrente, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni, i trasferimenti e le promozioni nei riguardi dei giudici ordinari e dei pubblici ministeri. I Consigli Superiori non possono adattare atti “di indirizzio politico ne’ esercitare funzioni diverse da quelle previste nella Costituzione”.
– NOMINA ELETTIVA TOGHE ONORARIE: la nomina elettiva si estende ai magistrati onorari che svolgono funzioni di pm, mentre finora era riservata soltanto ai giudicanti.
– ENTRATA IN VIGORE: Quanto all’entrata in vigore della riformza e i suoi effetti sui procedimenti in corso, all’articolo 17 si legge: ”I principi contenuti nella presente legge costituzionale non si applicano ai procediemnti penali in corso alla data della sua entrata in vigore”. Infine, all’articolo 18 si legge: ”La presente legge costituzionale entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica”.

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2 Risposte to “Giustizia: Berlusconi lancia la riforma “epocale. La volevo dal ’94 e non è ad personam””

  1. Roberto said

    Ciao Peppe Auguri

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