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Gambarie anno zero

Posted by Peppe Caridi su 4, marzo, 2011

gambariedi DoC http://www.strill.it/ E’ di ieri la notizia del nuovo stanziamento di fondi da parte della Regione Calabria per il completamento (o almeno si spera..) della Gallico-Gambarie. Altri 67 milioni di euro che si vanno ad aggiungere ai tanti, tantissimi soldi che in 30 anni sono stati destinati a questa strada, che nelle intenzioni doveva e dovrebbe collegare velocemente la zona costiera con la montagna, ma che attualmente risulta essere l’ennesima incompiuta nella provincia più sventurata della regione più disastrata d’Italia per tutto ciò che riguarda la viabilità.
Ma pur apprendendo con soddisfazione la notizia (e nella speranza che, per dirla alla Nino Manfredi, “Fusse cà fusse la volta bona..”), non è di strade che vogliamo parlare adesso, anche se da una strada prendiamo spunto per affrontare un argomento di attualità del quale tanto si è discusso e tanto si continua a discutere, continuando però  a fare sempre e solo tante parole,  senza mai registrare alcun fatto concreto.

Stiamo parlando di Gambarie, di quello che è oggi come ieri (anzi forse addirittura peggio) e di ciò che invece potrebbe (e soprattutto DOVREBBE) essere ormai da molti anni. Ci riferiamo ovviamente alla Gambarie intesa come stazione sciistica, quella che ancora oggi si vanta dell’essere stata la prima stazione di sport invernali del Sud Italia, ma che è rimasta ferma all’anno zero pur disponendo già (e questa è la cosa più assurda) di tutto ciò che serve per essere considerata una vera stazione sciistica, punto principale di riferimento dei tantissimi appassionati calabresi e siciliani che oggi (reggini  inclusi) preferiscono rivolgersi verso altre località, molto più distanti e sicuramente sulla carta meno attrezzate di Gambarie, ma dove tutto quello che c’è viene curato e funziona alla perfezione. Nessuno dei posti  a noi vicini (Sila ed Etna in primis)  infatti dispone come Gambarie di quasi 12 km di piste da discesa,  con un impianto di innevamento artificiale che dovrebbe consentire l’arrivo a valle anche nei periodi di scarso innevamento. E allora qual è il problema..?? Il problema è sempre lo stesso e si trascina ormai da tre lustri, da quando cioè furono disboscate tre diverse aree per creare tre nuove  e, a detta di tutti, bellissime piste, ovviamente tutte dotate di relativi nuovi  impianti di risalita, a monte delle  due già esistenti, di cui due, la “Telese” e la “Nino Martino”,  esposte a nord e con arrivo nei pressi del laghetto Rumia, così da non soffrire del maledetto scirocco che spesso e volentieri spazza i crinali aspromontani,  sciogliendo in breve tempo anche grossi accumuli di neve. Tutto molto bello direbbe Bruno Pizzul  e, cosa insolita a queste latitudini,  tutto realizzato a  tempo di record, con in più anche una nuova comoda seggiovia biposto partente da Piazza Mangeruca  finalmente “sci ai piedi” che sostituiva quella storica monoposto dove gli sci dovevi tenerli in braccio.  Sembrava un sogno e infatti tale è rimasto!! Delle tre bellissime nuove piste solo l’azzurra (Ripetitore-Puntone Scirocco, la più corta e destinata ai principianti) ha sempre funzionato più o meno regolarmente, mentre la Telese (nera e bellissima) sarà stata aperta si e no per una ventina di giorni in tutti questi anni e la “Nino Martino”,  addirittura inspiegabilmente MAI, fino ad arrivare oggi ad assumere per gli sciatori una dimensione quasi onirica, se non fosse che è lì, visibile  a decine di chilometri di distanza, in tutta la sua maestosità. E  che dire poi dei cannoni che non hanno mai sparato un solo fiocco di neve se non il giorno del collaudo, delle piste non ripulite da pietre e altissimi arbusti, della mancanza totale di servizi igienici e di un bellissimo rifugio in legno sempre chiuso senza allaccio alla rete idrica ed elettrica..??  Insomma oggi a Gambarie si vive quotidianamente (inconcepibilmente per gli operatori economici del posto) il paradosso di doversi lamentare non per ciò che non c’è, ma per quello che esiste ormai da anni, senza che nessuno ne abbia mai potuto usufruire!!! Trovare la colpa di tutto questo è un po’ come sparare sulla Croce Rossa. E’ notorio infatti che la gestione degli impianti di risalita di Gambarie è da sempre monopolio del Comune di Santo Stefano in Aspromonte (del quale Gambarie è frazione) che, pur non avendo mai visto (per non dire palesemente osteggiato..) di buon occhio un’eventuale privatizzazione degli impianti e nonostante le varie amministrazioni e i diversi uomini succedutesi nel corso di tutti questi anni, non ha saputo fare niente di meglio  che arrampicarsi quotidianamente sugli specchi, tirando fuori  scuse  spesso anche originali, ridicole e incredibili (si spazia dalla mancanza di neve, nonostante la stessa si rilevi palesemente a occhio nudo,  a chiusure improvvise per manutenzioni infrasettimanali mai effettuate, alla “temperatura troppo alta per l’utilizzo dei cannoni”, fino a motori di skilift non funzionanti nonostante non siano MAI stati utilizzati), per spiegare ciò che non può più, a distanza di 15 anni,  essere  spiegato se non con l’ormai acclarata incapacità (vuoi per mancanza di risorse finanziarie, vuoi per incompetenza, vuoi per mancanza di volontà) a gestire la situazione Gambarie. Ci venga perdonato il paragone, ma sembra un po’ la storia dello zingaro al quale metti un rolex al polso, ma lui non sa neanche leggere l’orario!!  E’ comunque di questi giorni la buona notizia che il Governatore Scopelliti ha erogato un contributo straordinario di 400.000 euro al Comune di Santo Stefano, con specifica destinazione al rilancio di Gambarie. E’ l’occasione buona e quanto mai unica  per gli stessi amministratori del Comune aspromontano di smentire tutti quanti,  e magari l’anno venturo dimostrare, una volta per tutte, che le capacità ci sono quando e se vengono supportate economicamente. Gli interventi da fare, in fondo,  non sono per nulla difficili da individuare e ci permettiamo addirittura di suggerirne alcuni, come la pulizia delle piste effettuata tra agosto e settembre, la revisione di TUTTI gli impianti esistenti (cannoni inclusi) e magari l’acquisto di nuovi motori per gli skylift ove gli stessi (così come sembra sulla famigerata “Nino Martino”) addirittura manchino perché misteriosamente scomparsi.
Nulla di trascendentale insomma, tanto che viene da chiedersi perché finora non sia stato fatto!
Solo così che Gambarie d’inverno potrà riappropriarsi del suo ruolo naturale e trasformarsi finalmente in ciò che doveva essere già.. e da tanto tempo!!

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Una Risposta to “Gambarie anno zero”

  1. vincenzo said

    “Quadro d’autore”Pennellatura appropriata, vivi colori, facile lettura del quadro”Gambarie”.
    IL giornalista, onesto ed attento fa una analisi delle circostanze per il mancato sviluppo di questa località turistica reggina.
    Essa è stata valorizzata negli anni 50 nelle misere condizioni dell’epoca, eppure, Gamabarie era meta turistica frequentata dai reggini e dal versante Siciliano che ha sempre apprezzato questa amena località.
    Al destinatario delle sovvenzioni un invito a fare amministrare i fondi a manager e non persone impreparate. Costi, benefici. ricavi, utili , futuri investimenti:poesia(Bianca Montagna) 1950 dbv osservatorio romano

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