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L’impegno concreto della Regione Calabria contro la ‘ndrangheta: i provvedimenti approvati dal Consiglio e le dichiarazioni di Scopelliti e Talarico

Posted by Peppe Caridi su 22, febbraio, 2011

https://i2.wp.com/www.strill.it/images/foto/consiglioregionale3mag.gifIl Consiglio Regionale della Calabria, al termine di una seduta interamente dedicata ai temi della legalità, ha approvato un decalogo di provvedimenti, leggi e mozioni contro la criminalità organizzata.
Tra questi provvedimenti, è stata approvata la proposta di legge di iniziativa della Giunta che prevede un aiuto economico per tutti quegli imprenditori vittime di reati commessi dalle cosche che denunciano gli autori e  ha stabilito misure per garantire la legalità e la trasparenza dei finanziamenti erogati dalla Regione; agevolazioni a favore dei collaboratori di giustizia e delle loro famiglie; l’istituzione dell’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali in Calabria; un ultimo ordine del giorno per istituire presso i locali del Consiglio regionale la ”Bottega della legalità”.
Tra i provvedimenti approvati figura anche un ordine del giorno con cui si prevede di donare a tutti i Comuni calabresi una targa con la scritta ”Qui la ‘ndrangheta non entra” da affiggere sui portoni dei Municipi. Il Consiglio, infine, ha approvato all’unanimità una mozione per il potenziamento della Stazione unica appaltante.
Il Consiglio ha anche approvato una mozione di iniziativa del presidente della Commissione regionale antimafia, Salvatore Magarò, “contro ogni forma di infiltrazione e condizionamento del fenomeno mafioso nella società, nell’economia e nella politica”; un ordine del giorno sull’adozione di un codice etico di autoregolamentazione sulla trasparenza dei candidati alle elezioni, degli eletti e degli amministratori pubblici per contrastare ogni forma di collusione con la ‘ndrangheta. Si tratta di un provvedimento fortemente voluto dalla Presidenza della Giunta.
Per quanto riguarda il provvedimento sul Codice Etico, è possibile consultarlo integralmente nel documento ufficiale e approvato dal Consiglio cliccando qui.

Ecco l’intervento integrale Governatore Scopelliti nella seduta del Consiglio regionale dedicato ai temi della legalità:ringrazio il Presidente del Consiglio Talarico e quello della Commissione Antimafia Magarò per aver dedicato questa seduta del Consiglio ad un tema così importante: quello di oggi è un punto fermo, un contributo da parte di tutti per l’idea che esiste una nuova classe politica realmente capace di combattere la criminalità organizzata. Bisogna superare la stagione delle parole, su cui molti parlamentari costruiscono la propria carriera, di cui la ‘ndrangheta non ha paura, e passare a quella dei fatti, con azioni mirate capaci di ledere e colpire gli interessi della criminalità organizzata, e le proposte di legge oggi in discussione ne sono un esempio concreto. Per troppo tempo in Calabria si è detto che la politica convive con la ‘ndrangheta: credo che ci siano contatti ma non vedo personalità in grado di sedersi con esponenti della criminalità organizzata e concordare strategie. La verità è che molti accusano la politica per mascherare il vero male della Calabria, quella borghesia mafiosa composta da imprenditorialità corrotta e pubblica amministrazione disposta ad assecondarne i voleri per arricchirsi sulle spalle dei cittadini. Sono queste le componenti da combattere trasversalmente per rompere meccanismi malati e ridare credibilità alla politica in cui la parte sana è quella prevalente. La mia idea di riformare la legge elettorale regionale va in questa direzione: ho ritenuto opportuno lanciare il dibattito adesso, all’inizio della legislatura, perchè la Calabria ha bisogno di confronto. E’ un’idea su cui si può dialogare, in quanto la riflessione di qualcuno, secondo cui ci sarebbe una limitazione della democrazia, si scontra la necessità di curare una democrazia che è malata, in cui la ricerca sfrenata del consenso a volte può portare al clientelismo e alle commistioni con la criminalità organizzata. La mia storia politica parla chiaro e testimonia come io sia sempre stato premiato dai cittadini con le preferenze: ciò nonostante penso che in questa stagione del federalismo fiscale i partiti debbano giocare un ruolo fondamentale, recuperando la propria funzione e responsabilizzandosi per determinare le proprie classi dirigenti. E il cittadino deve scegliere chi governa per ciò che è realmente in grado di progettare e realizzare nell’interesse di tutti, e non in virtù di piccole logiche clientelari che portano soltanto danni alla collettività. La politica deve recuperare credibilità e noi vogliamo continuare a costruire un sogno, ponendo le basi del futuro della Calabria sulle nostre idee e fornendo risposte importanti ai cittadini. Per le grandi riforme serve coesione: so benissimo che chi ha il compito di cambiare la sanità difficilmente riceve applausi, ma si tratta di misure non più rinviabili per salvaguardare i servizi, che non vengono toccati, e tagliare soltanto gli sperperi e i rami secchi. Sono queste le azioni che indeboliscono le lobby, la borghesia mafiosa e la ‘ndrangheta e che contribuiscono alla battaglia per una nuova cultura della legalità. La politica deve essere coerente e la nostra sfida da vincere è quella di riuscire a elevare il livello della discussione e alimentare il rinnovamento e il cambiamento. Un cambiamento che deve coinvolgere non solo chi governa ma anche la minoranza, che deve essere un’alternativa credibile per i calabresi. Sarà ciò che lasceremo in eredità a dimostrare la bontà del nostro lavoro ed è questa la sfida più difficile per chi ha voglia di provarci. Noi ci crediamo fortemente, perchè vogliamo una nuova Regione e abbiamo una concezione della politica diversa rispetto a quella del passato. Ribadisco che la criminalità organizzata si combatte con scelte forti e coraggiose e questa classe dirigente procede lungo tale percorso: è un impegno che abbiamo sottoscritto con i calabresi che ci hanno dato fiducia, e che intendiamo mantenere. La battaglia per la legalità, prima di tutto, è un segnale per i giovani e oggi, in quest’aula, abbiamo messo dei punti fermi che mi auguro siano stati compresi da tutti. Noi ci adopereremo con gli strumenti di cui siamo dotati per innescare questi nuovi meccanismi ma ritengo che se tutte le Istituzioni faranno la propria parte potremo vincere questa battaglia e, magari, non ci sarà neanche bisogno di pensare a un cambiamento della legge elettorale“.

Di seguito il discorso all’Assemblea del Presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico, in occasione della seduta dedicata alla legalità:Signor Presidente della Regione, Onorevoli colleghi. Non sarà, quella di oggi,  una seduta di parole nè  di proclami.
Dopo il dibattito che mi auguro ampio e intenso, basato sul confronto democratico tra i diversi gruppi, passeremo all’approvazione di  provvedimenti legislativi, ordini del giorno e mozioni.
Che hanno tra di loro un comune obiettivo: il contrasto alla criminalità organizzata e l’affermazione di principi di legalità, una risposta netta, quindi, della massima assemblea elettiva calabrese alla  pervasività della ‘Ndrangheta nella vita politica, economica e sociale della nostra regione
Senza nulla togliere alle  altre sedute del  Consiglio regionale – credo che  questa odierna abbia un valore particolare che va aldilà del merito dei singoli provvedimenti.
Rappresenta la dimostrazione inequivocabile della strada che la Calabria nella sua interezza vuole seguire, con la consapevolezza che proprio dal contrasto ad ogni forma di illegalità può nascere quel definitivo riscatto della nostra terra.
Di questo ringrazio per la condivisione tutti i gruppi di maggioranza e di opposizione,  e per l’intenso lavoro svolto la commissione che è pervenuta all’approvazione di un decalogo di provvedimenti (Dieci) importanti, che vanno ad incidere su diversi settori, tenendo conto delle limitate competenze regionali in materia.
Un buon lavoro, insomma, che non è certamente esaustivo, ma che rappresenta un’ottima base di partenza per continuare nel percorso di riforme intrapreso, fin dall’insediamento, di questa IX legislatura.
Sulla linea delle sedute svolte sin dall’insediamento, quest’Aula intende parlare ai calabresi attraverso atti concreti.
Anche questo è un approccio nuovo, un modo per ridurre la distanza tra Istituzioni e società civile.
Rispetto a piaghe annose e drammatiche,  come il condizionamento mafioso sulla democrazia e la società calabrese,  io credo che –  aldilà del legittimo confronto  tra le forze politiche –  se vogliamo potenziare per davvero le Istituzioni e non offrire pretesti  a quella parte del Paese che spesso dipinge la Calabria  come il “male assoluto”,  dobbiamo agire uniti e coesi.
Evitando che, per una sorta di spirito polemico distruttivo, si estendano strumentalmente le responsabilità dei singoli, qualora vi fossero, all’insieme delle Istituzioni.
Non fanno l’interesse della democrazia italiana, in questo senso, quei media nazionali  che, pur compiendo il loro dovere d’informazione, non operano il necessario distinguo tra le colpe dei singoli  e l’Istituzione Regione in quanto tale.
Fare di tutta l’erba un fascio significa denigrare le istituzioni e affossare i sogni e le speranze di una Regione dalle tante potenzialità che vuole svilupparsi e costruire condizioni di benessere per i propri concittadini.
La Regione Calabria sta, senza se e senza ma, dalla parte della legalità, della trasparenza amministrativa, contro ogni manifestazione di arroganza e di  sopruso.
Con questo spirito abbiamo programmato la seduta odierna – assieme alla Conferenza dei Capigruppo ed al Presidente Scopelliti .
Voglio ringraziare per il lavoro di approfondimento  la  Commissione nella sua interezza (che da oggi, tra l’altro, si chiamerà Commissione anti-ndrangheta) e in particolare il suo presidente Magarò. Così come ringrazio per il contributo offerto le associazioni presenti sul territorio e le prefetture per la loro validissima e preziosa collaborazione.
Le relazioni dei Presidenti  di  Corte d’Appello e degli altri autorevoli magistrati intervenuti durante l’inaugurazione dell’Anno giudiziario, ci hanno fornito, nella  loro essenzialità e completezza di informazioni, un  quadro desolante della giustizia in Calabria, che, dinanzi ad una criminalità aggressiva e sempre più invasiva – nonostante sia inconfutabile l’azione positiva di lotta alla mafia che magistrati, forze dell’ordine e Governo hanno fin qui portato avanti-  registra lacune negli organici e un’inadeguata attenzione verso le esigenze più elementari di efficienza  amministrativa del settore.
Dinanzi ad un’organizzazione criminale come la ‘ndrangheta, che si muove rapida ed efficace sul piano nazionale e internazionale, occorre una risposta altrettanto compiuta, organizzata ed organica.
Da parte nostra, a tal proposito,  non mancherà, come finora non è mancato,  lo stimolo  più idoneo,   affinché  le risposte che sono attese giungano in fretta.
I più recenti eventi che hanno visto la ‘ndrangheta sferrare attacchi inusitati: l’attentato alla Procura Generale di Reggio Calabria, il ritrovamento di un’auto carica di armi ed esplosivo nel giorno della visita del Presidente Napolitano, la minaccia al Procuratore Pignatone e i continui   gesti d’ intimidazione –   ci dicono che la stretta dello Stato dà risultati,  ma che occorre essere continuamente vigili.
Tutti noi sappiamo che la  battaglia contro la ‘ndrangheta è lunga,  e che per sconfiggerla occorrono mezzi, risorse, ma anche  una concorde volontà della politica,  che deve sentire il dovere di sostenere concretamente  l’opera di chi è chiamato ad investigare, reprimere e condannare le cosche e i loro referenti sul territorio.
La politica deve anche rendere trasparente la sua attività,  rimuovendo tutte quelle zone grigie  dove si annida quella che è stata definita la borghesia mafiosa.
Auspico, perciò, che la concordia delle Istituzioni locali nelle manifestazioni a sostegno della magistratura, sia unanime ma non retorica, anzi dinamica ed operativa e si sostanzi nell’assunzione piena, da parte di ciascuno di noi,  delle  responsabilità che ci sono state assegnate.
Questo Consiglio regionale, vuole essere vicino a tutti gli imprenditori e agli amministratori locali che quotidianamente nell’esercizio del loro dovere non si piegano ai poteri criminali, e per questo subiscono  continue intimidazioni, che i dati del 2010 confermano purtroppo in forte aumento.
La lotta alla criminalità ha caratterizzato fin dall’inizio l’azione di questo Consiglio regionale:
• partecipando ai lavori della Conferenza regionale delle Autorità di Pubblica Sicurezza che si è svolta a Lamezia Terme nel giugno dello scorso anno, per rappresentare tutta la domanda di sicurezza che proviene dagli operatori economici, dalle famiglie e dalle fasce più deboli delle nostre popolazioni;
• con il Bilancio di previsione 2011,  individuando mediante l’attivazione di mutui, finanziamenti per 14 milioni di euro  da destinare al comparto della Sicurezza;
• con una  serie di interventi atti a rendere più efficienti strutture e mezzi delle forze dell’ordine e della magistratura, a partire anche dai progetti specifici dell’azienda Calabria Lavoro, che ha concretizzato protocolli di intesa con gli Uffici giudiziari, affinché i migliori laureati in giurisprudenza possano prestare servizio a tempo determinato a sostegno delle Cancellerie, per ridurre i tempi di risposta della Giustizia;
• con la stipula di un Patto Istituzionale di collaborazione legislativa ed amministrativa per ostacolare l’ingerenza mafiosa con la Lombardia – fatto mai accaduto nella storia delle due Regioni e di notevole valore, se si considera  che la ‘ndrangheta, anche alla luce delle ultime inchieste giudiziarie, si è radicata ormai  da decenni nelle regioni del nord;
• con la diffusione della cultura della legalità presentando a Palazzo Campanella, insieme al procuratore Generale di Reggio, Salvatore Di Landro  – un protocollo d’intesa con l’associazione “Riferimenti”, per il progetto di educazione alla legalità da noi  finanziato e già avviato,  rivolto agli studenti di tutte e cinque le  province per accrescere nelle giovani generazioni con gli strumenti della cultura e della conoscenza, i principi di legalità, valori essenziali per la crescita civile e culturale.
Pochi giorni fa abbiamo voluto testimoniare la nostra solidarietà ad una delle vittime della mafia che più ha colpito l’immaginario nazionale:  Lea Garofalo.  Abbiamo  consegnato per il tramite di S.E. il prefetto di Crotone alla figlia,  Denise Cosco,  l’annuale borsa di studio del Consiglio regionale, messa a disposizione dal Monte Paschi di Siena del valore di 8 mila euro, intitolata a Luigi Rende, la guardia giurata uccisa a Reggio Calabria nel tentativo di sventare una rapina.
Oggi, il nostro impegno continua, attraverso questa solenne seduta,  con una serie di leggi che mirano a proteggere le finalità della spesa pubblica, perché l’insegnamento dell’indimenticabile Giovanni Falcone è sempre attuale: per sconfiggere la mafia bisogna saper leggere e seguire i movimenti finanziari e, per quanto ci compete, il nostro dovere è quello di blindare ogni atto amministrativo e renderlo impermeabile ad ogni possibile inquinamento illecito.
Si tratta di provvedimenti  sui quali il relatore presidente Magarò entrerà nel dettaglio, ma che voglio brevemente evidenziare:
– interventi a sostegno delle imprese vittime di reati di ‘ndrangheta e agevolazioni a favore dei collaboratori e testimoni di giustizia e le loro famiglie;
– l’istituzione della Bottega della legalità, che troverà spazio esattamente  all’interno del Consiglio regionale – e voglio manifestare  la mia soddisfazione ; la Bottega della legalità  avrà il duplice scopo di commercializzare i  prodotti delle terre sottratte alla ‘ndrangheta e  di rendere più continui e proficui i rapporti tra noi e le cooperative che coraggiosamente risocializzano i beni confiscati alle mafie;
– l’istituzione dell’Agenzia regionale dei beni confiscati alle organizzazioni criminali, che ha tra i suoi obiettivi la promozione della  collaborazione ed il coordinamento tra i soggetti istituzionali e sociali interessati alla fase di destinazione,  gestione ed assegnazione di beni confiscati in Calabria;
–  l’istituzione del Conto corrente unico,  per rafforzare le misure a garanzia della legalità e della trasparenza nelle procedure degli appalti pubblici.
– l’istituzione di una “riserva” di posti nei concorsi pubblici della Regione a testimoni, collaboratori di giustizia e familiari delle vittime della criminalità organizzata.
– la mozione  che impegna la Regione a costituirsi  in tutti i processi per  mafia.
– l’altra che impegna a migliorare la già notevole capacità operativa della SUA;
– L’ordine del giorno che incentiva il consumo solidale verso aziende e professionisti che rifiutano il pizzo.
– E l’altro ordine del giorno relativo alla diffusione delle targhe “Qui la ‘Ndrangheta non entra” nei Comuni, una targa che sarà affissa anche all’ingresso di Palazzo Campanella.
E’ oggi all’approvazione di quest’Aula l’importante proposta della Giunta che mira a sostenere attivamente le imprese vittime della ‘Ndrangheta, istituendo vere e proprie “corsie preferenziali” negli affidamenti pubblici.
Né abbiamo tralasciato, inoltre,  di metterci in discussione come politici e come Istituzione.
Sapendo bene che la responsabilità della politica deve essere all’altezza della sfida che abbiamo di fronte e, quindi, al di sopra di ogni sospetto, per rendere sempre più trasparente la politica.
Nel corso del 2010 è stata approvata, per la prima volta in Calabria, la legge regionale che obbliga i consiglieri, gli assessori non consiglieri, i sottosegretari e tutti quanti ricoprono incarichi negli Enti con nomina regionale,  a rendere pubblici i loro patrimoni e abbiamo aggiunto la possibilità che siano resi pubblici su internet.
E’ un’indubbia novità ed una testimonianza coerente dell’impegno a caratterizzare la legislatura nella trasparenza.
Inoltre, sempre nella logica appena accennata, rientra  l’approvazione odierna del codice etico di autoregolamentazione sulla trasparenza dei candidati alle elezioni, degli eletti ed amministratori pubblici, per contrastare ogni forma di collusione con la ‘ndrangheta.
Concludo.  Le cose  fatte e quelle che da qui a breve saranno realizzate da quest’Aula, rendono meno permeabile la Calabria, la pubblica amministrazione e il sistema economico e sociale,  alle infiltrazioni criminali.  E soprattutto, rendono  la Calabria più forte nel contesto nazionale ed internazionale.
Sono convinto che ce la potremo fare a costruire una Calabria migliore se sapremo liberarci da tutti i condizionamenti  che spesso vincolano la politica calabrese, perseguendo gli interessi collettivi della nostra comunità, costruendo occasioni di sviluppo e occupazione per favorire l’inserimento dei nostri giovani, diffondendo la cultura dell’etica e della legalità in tutti gli ambiti della società“.

Il Consiglio Regionale della Calabria condanna il massacro in Libia
”Il Consiglio regionale della Calabria esprime ferma condanna al massacro di civili in Libia e chiede che, anche attraverso la cooperazione internazionale, vengano con urgenza ripristinate condizioni di pace e di civile convivenza in un territorio segnato da scontri e violenze”: recita così un documento approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale.

”L’Assemblea regionale della Calabria stigmatizza l’attivita’ repressiva che il Regime libico ha posto in essere nei confronti degli insorti e considera inauditi gli attacchi dell’aviazione sui civili e sulle zone residenziali che ha causato il massacro di tanti innocenti”.
”E’ inammissibile che nel XXI secolo – continua l’odg – si mortifichino i diritti fondamentali e vengano ad essere compromesse le garanzie di liberta’, giustizia e democrazia.
Tutti i Paesi e le organizzazioni internazionali devono intervenire con alto senso di responsabilita’ per definire strategie diplomatiche in grado di arginare il fiume di sangue e di violenza che scorrendo nel Nord-Africa”.
”La crisi della Libia apre scenari preoccupanti con inevitabili ripercussioni sull’Italia e sull’intero continente, di fronte ai quali l’Europa non puo’ rimanere certamente inerte. Il Consiglio regionale sollecita, pertanto, il Governo italiano a farsi promotore presso l’autorita’ internazionale a fornire adeguata e pronta risposta che vada nella direzione di alleviare i problemi economici e sociali dell’Africa e che riporti un po’ di ossigeno anche nello scacchiere europeo. Il Consiglio regionale della Calabria segue con apprensione la vicenda libica e la piu’ complessiva situazione dei Paesi del Nord-Africa e attende di sapere anche quali misure prendera’ il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riunitosi questo pomeriggio in situazione di emergenza per discutere della crisi e per formalizzare una dichiarazione di condanna delle violenze in Libia.
Da quest’Aula consiliare, in un giornata storica interamente dedicata all’affermazione della legalita’ nella nostra terra, facciamo nostro e rilanciamo l’invito rivolto dal Capo dello Stato alle autorita’ libiche di aprire un dialogo con la popolazione, restituendo la speranza di un futuro migliore che passa necessariamente dal riconoscimento di legittime istanze democratiche”.

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