LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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E’ finita la corsa del ‘monarca’ Fini

Posted by Peppe Caridi su 19, febbraio, 2011

https://i1.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/1gennaio11/fini%20gianfinito.jpgdi Giovanni Alvaro – Pur essendo contro gli aborti e contro la pena di morte, confesso d’aver provato una grande gioia quando, dopo la conclusione del Congresso costitutivo del Fli, divenne chiaro che l’operazione finiana stava abortendo platealmente e che, per il suo fondatore, novello e spregiudicato apprendista stregone, si apriva il buio della sua morte politica, ancora più cocente per l’arroganza e la presunzione del personaggio. Risuona ancora nelle orecchie incredule di ogni militante del popolo moderato ogni sillaba delle sue invettive, e ogni sillaba dedicata al suo ipotetico avvenire. Dal fuori onda durante il quale ci si augurava che la bomba atomica che stava per esplodere, col pentito Spatuzza, fosse suffragata da riscontri veri; ai tentativi di ‘demolizione’ di Berlusconi dipinto come monarca e ammalato di cesarismo, ‘padrone’ di un partito senza democrazia nel quale vigevano regole da ‘caserma’ e non era tollerato alcun dissenso, è stato un continuum indicibile

Risuona ancora nelle orecchie la presuntuosa frase delnulla ci è precluso’ di Bastia Umbra con la quale, se da una parte si dava la carica alla pattuglia che aveva deciso di seguire il ‘pifferaio assassino’, dall’altra si tradiva la smodata ambizione di chi confondeva il circo mediatico di sinistra, che strumentalmente lo coccolava e lo sosteneva, in vero e proprio sostegno al personale sogno di diventare candidato del centrosinistra e futuro Presidente del Consiglio.

Era certamente una soluzione tattica di ripiego anche perché quell’obiettivo sperava di ottenerlo dal fronte moderato. Ma essendo Berlusconi vivo e vegeto bisognava azzopparlo. Non si spiegano altrimenti i disperati tentativi di far perdere le elezioni all’aggregazione moderata quando ci si rifiutò di fare campagna elettorale con l’alibi che essendo Presidente della Camera era ‘super partes’ e doveva tenersi fuori dalla contesa. Ma le cose andarono diversamente, e Fini non poté nemmeno ‘intestarsi’ la vittoria per la quale si era impegnato solo Berlusconi.

Fu allora che il nostro eroe, avvertendo che le speranze di un celere passaggio di consegne si allontanavano inesorabilmente, iniziò l’operazione ‘distinguo’ con l’obiettivo di logorare il governo, bloccare la realizzazione del programma e farsi accreditare come destra moderna. Ma comprendendo che ciò non bastava iniziò ad aggiustare e correggere le posizioni politiche sull’immigrazione, sui gay, sul federalismo, sulla procreazione assistita, sul fine vita, sulla giustizia e quanto’altro era sull’agenda politica. Le sue posizioni di destra, su detti argomenti, divennero posizioni di sinistra.

E mentre il popolo moderato era sconcertato, l’ex popolo di Alleanza Nazionale era letteralmente sconvolto e assistiva, con angoscia, alle sue performance alle feste dell’Unità, ai convegni della sinistra, alle interviste sui giornali anticav. ed alle comparsate televisive. L’alea iacta est si realizzava con la creazione del gruppo FLI e con il voto di sfiducia del 14 dicembre al governo Berlusconi che, invece, rimaneva saldamente in sella. Da quel voto iniziava la fase del declino.

Avevano ragione quanti dipingevano il mancato Scipione per un inconsistente tattico, e lo stesso Galli della Loggia quando lo bollava come “politico senza idee, né carisma, né intuizioni politiche”. I suoi ex militanti lo considerano semplicemente un traditore degno di concludere la propria esperienza politica ai giardinetti pubblici. Inaffidabile lo considerano anche molti di coloro che lo hanno seguito e oggi lo abbandonano rifiutando i suoi ‘ipse dixit’ e i suoi metodi da caserma per imporre, senza discussione alcuna, le sue scelte politico organizzative.

Molti di loro rifiutando un futuro, nella migliore delle ipotesi, al ‘servizio’ di Casini e, nella peggiore, sotto D’Alema, Di Pietro e Bindi  stanno preferendo tornare ‘nella casa del padre’.  La stessa reazione agli abbandoni appalesa l’incapacità del soggetto di ‘capire’ i drammi dei singoli dirigenti, a partire da Pontone, che comunque non meritano di essere accusati di aver ceduto alle lusinghe ed al potere dell’uomo nero, mentre più semplicemente hanno risposto al richiamo della propria coscienza.

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2 Risposte to “E’ finita la corsa del ‘monarca’ Fini”

  1. No ai giardinetti pubblici ci sono i bambini. Quindi la vista di Fini non è consigliata. Mettetelo nei bagni pubblici delle sale cinematografiche ,specializzate in film Horror.

  2. vanni said

    Grazie per il suggerimento.

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