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Archeologi, manoscritto Voynich ha più di 500 anni

Posted by Peppe Caridi su 17, febbraio, 2011

Roma, 17 feb. (TMNews) – È il libro che nessuno riesce a leggere, scritto in un linguaggio incomprensibile e pieno di illustrazioni bizzarre, e sta dando filo da torcere a schiere di glottologi e linguisti in tutto il mondo. Adesso uno dei misteri legati al manoscritto Voynich sembra essere stato svelato definitivamente. Usando la datazione con il radiocarbonio, un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha stabilito che l’età della pergamena sulla quale sono incisi i simboli del “volume più misterioso del mondo” risale senza ombra di dubbio al quindicesimo secolo. Il manoscritto deve il suo nome allo scopritore, Wilfrid Voynich, antiquario e bibliofilo che acquistò il testo nel 1912 insieme a molti altri contenuti in una cassa di libri venduta dai religiosi della Compagnia del Gesù della scuola di Villa Manfredonia, a Frascati vicino Roma. Voynich dedicò il resto della sua vita a svelare il mistero dell’origine del libro e a decifrare il suo significato, ma morì 18 anni dopo senza venirne a capo. Attualmente il manuale è parte della collezione della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale. Le interpretazioni dei simboli impressi sulle sue 204 pagine non si contano. Di recente un informatico americano, Richard Rogers, ha affermato di averne decifrato il senso: si tratterebbe, secondo Rogers, di un lungo messaggio massonico – la scacchiera disegnata è un simbolo della confraternita -, e gli autori sarebbero almeno tre e tutti italiani.

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2 Risposte to “Archeologi, manoscritto Voynich ha più di 500 anni”

  1. Sapere del nostro passato ,si pensa in genere che sia sempre un bene per il nostro presente. Quando però si tratta di rompersi la testa intorno alle stupidate col grembiulino, viene FORTE il dubbio che non ne valga la pena.
    Il problema dell’ermetismo massonico è irrilevante, visto che la traduzione già nota dei loro misteri consiste nell’adorazione dell’architetto Demiurgo che è semplicemente un manipolatore della materia ed è ad essa coeterno. Il che è molto meno del vero Dio Eterno ,che crea ogni cosa compresa la materia. La gran confusione che poi la massoneria determina con i suoi riti misterici, tra lo stesso Demiurgo ed il diavolo, confluisce in un sincretismo assoluto e nella via delle opinioni sofiste e tutte equipotenti.
    Io allora se fossi in voi ,starei semplicemente alla larga dalla massoneria e rimarrei tranquillo nel ventre della chiesa, la quale protegge da questo male antico e da tutti gli altri mali noti e misterici che ci circondano.
    COMUNQUE SE PIACE TANTO INDAGARE OGNI EVENTUALE MISTERO ,COME SE TUTTO POTESSE ESSERE UTILE. NON DIMENTICHIAMOCI CHE ANCHE AGLI ANTICHI PIACEVA INGANNARE ,CIRCONDARSI DI UN ‘AURA DI SANTITà E FINGERSI DOTATI DI POTERI SUPERIORI ,MA PIACEVA ANCHE DI PRENDERE IN GIRO IL PROSSIMO CON DEGLI SCRITTI VOLUTAMENTE FRAUDOLENTI ,AL FINE DI propinare nei casi meno dannosi almeno grossi scherzi al proprio PROSSIMO.
    Meglio sarà allora ,che io vi ricordi trascorsi diversi della storia e di un uomo in particolare che combatté questi inganni e questi scherzi della conoscenza beffarda.
    Nella seconda metà dell’800 e nei primi decenni del ‘900 una schiera di battaglieri giornalisti e scrittori cattolici difese i diritti della Chiesa e le figure dei Sommi Pontefici dagli attacchi del laicismo massonico (cfr. Sodalitium n. 61, luglio 2007). Tra questi combattenti per la causa papale spicca certamente la figura di monsignor Pietro Balan (Este 1840 – Pragotto di Crespellano 1893), “di spirito indomito, d’ingegno acuto e di vasta e nutrita cultura storica” (Enciclopedia Cattolica).
    Dall’abilità della sua penna sono usciti numerosissimi scritti per rispondere alle sempre più numerose mistificazioni storiche con le quali i nemici della Chiesa stavano riscrivendo la storia. Mons. Balan, in particolare, mise in rilievo il legame indissolubile che lega l’Italia alla Fede predicata da san Pietro e dai suoi successori, rivendicando le glorie del passato cattolico della Penisola.
    La sua erudizione sfociò nella stesura dei tre volumi della “Storia della Chiesa in continuazione a quella di Rohrbacher” (Modena 1879-1886). Nella prefazione all’opera, mons. Balan scriveva: “io nulla devo ai potenti, ai grandi della terra; ma devo a Dio, alla Chiesa, alla patria, alla coscienza mia la verità; se ad altri qualche cosa dovessi, e senza offendere la gratitudine non potessi parlare liberamente, deporrei la penna, non mentirei”.

    CONDIVIDO PIENAMENTE .In rete sono: Vincenzo Russo filosofo neo eleatico pitagorico.

  2. Franci said

    Aldo Gritti, pseudonimo di un giovane sacerdote, ha pubblicato il romanzo “I Custodi della pergamena proibita” edito da Rizzoli. Seppur in chiave di fiction il romanzo svela in maniera convincente il mistero del codice Voynich. Vorrei segnalare il link in cui si può approfondire il tema sperando nella cortesia di una collaborazione per la diffusione di questa incredibile scoperta http://icustodi.wordpress.com

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