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L’Ogm della sinistra è un guaio per il Paese

Posted by Peppe Caridi su 13, febbraio, 2011

https://i2.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/2febbraio11/sinistra%20allo%20sbando.jpgdi Giovanni Alvaro – Ne è passata abbastanza di acqua sotto i ponti per la sinistra del nostro Paese. Così abbastanza che si è convinti che si può tranquillamente passare da una posizione all’altra senza pagare dazio, che si può far strame di valori che hanno contribuito a formare intere generazioni, che si può usare a piene mani l’ipocrisia più vergognosa perché ‘il fine giustifica i mezzi’, e che per il “palazzo ‘d’inverno” si può sacrificare qualunque caposaldo della propria storia. Si, ne è passata tanta di acqua sotto i ponti e scorrendo ne ha cambiate tante di cose. Panta rei os potamòs, tutto scorre come un fiume era il pensiero di Eraclito e, quindi, tutto cambia. E i novelli eraclitiani della nostra sinistra, sull’altare della loro inconsistenza, ne hanno fatto di cambiamenti profondi e radicali, tanto da trasformare il loro stesso status politico, laico e morale. Senza alcuna vergogna son diventati forcaioli, intolleranti, settari, faziosi, bacchettoni e, incredibilmente, anche moralisti

Loro che professavano l’amore libero, che cavalcavano la libertà sessuale, che facevano marciare le loro donne al ritmo di “l’utero è mio e lo gestisco io”, oggi sono irriconoscibili; loro che per difendere la democrazia, il Parlamento e le istituzioni repubblicane sostenevano ed alimentavano nel ’60 il movimento dei giovani con le magliette a strisce, oggi sperano in una operazione di palazzo che se non è un golpe tradizionale poco ci manca; loro che, dopo un momento di sbandamento, ebbero il coraggio di schierarsi contro le Brigate rosse, oggi tollerano e coccolano, implicitamente legittimandoli, gli estremismi più violenti che normalmente fanno da incubatrice a percorsi abbastanza eversivi. Loro che… erano e che non sono più.

Loro che avevano un alto senso dello stato, che avevano chiare capacità d’analisi e sapevano ‘leggere’ il presente ipotizzando nettamente il futuro, sono diventati squallidi operatori politici di giornata. Tentano di barcamenarsi giorno per giorno senza badare a spese. Non si pongono la domanda principe del “che fare?” di leniniana memoria, né scartano l’estremismo, bollato da Lenin, nel 1920, comemalattia infantile del comunismo”, e pensano, sia conveniente “il tanto peggio tanto meglio”. Conveniente a chi? Non certo all’Italia.

Nella loro ingenuità, che dimostra la loro infima pochezza, sono convinti che basta mettere fuori gioco Berlusconi per ottenere quel disfacimento totale del popolo moderato dal quale trarre sicuro vantaggio, dimostrando così di non aver tratto alcun insegnamento dalla storia del nostro paese. L’ultimo in ordine di tempo è tutta la vicenda di Bettino Craxi con la parallela decapitazione dei partiti moderati ad opera di una falsa rivoluzione giudiziaria che, comunque, non è riuscita a consegnare il paese alla famosa “gioiosa macchina da guerra” messa in piedi da una sinistra ebbra di soddisfazione per la liquidazione degli avversari e la conseguente ipotetica presa del potere.

Fosse solo per questo non ci tireremmo i capelli per la disperazione. La verità è che assieme al disfacimento della sinistra, ormai inarrestabile, si sta inoculando, in fette importanti dell’opinione pubblica, un virus che rischia di intossicare irreparabilmente il futuro del Paese. Nulla di grave se la sinistra fosse capace di esprimere quell’egemonia politica e culturale che le ha permesso di essere, in passato, una reale e consistente forza d’opposizione. Ma oggi non è più così.

La sinistra non solo non esprime più reali egemonie, ma è costretta a inseguire, civettare, addirittura copiare quanto fanno i personaggi che ella stessa ha contribuito a creare, o stare a ruota di movimenti direttamente collegati alle procure ideologizzate, e ai plotoni di gazzettieri implacabilmente schierati nel tentativo di distruzione del nemico Berlusconi. Pensare però che le azioni messe in campo non provochino reazioni di eguale intensità è un errore gravissimo.

Non capire qual è la deriva che si può imboccare è sintomo di completa cecità. Il pericolo, per la spaccatura del paese, con tutto ciò che ne consegue, infatti, non viene dalla Lega, ma è la logica conseguenza dello scontro in atto, a cui la sinistra sta contribuendo egregiamente. Spetterà al popolo moderato, con Berlusconi, salvare l’Italia.

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Una Risposta to “L’Ogm della sinistra è un guaio per il Paese”

  1. Non sono convinto che questa critica di Peppe Cariddi ai cattocomunisti ,sia completamente sufficiente a smascherare la loro ipocrisia di sempre. Ci sono troppi riferimenti al passato agire del PCI, che sembrano quasi complimenti ,sia pure involontari,fatti all’operato e alla presunta coerenza dei vecchi comunisti di una volta. Qui c’è allora un grave errore di forma dell’argomentazione. I comunisti di prima in realtà erano ipocriti quanto quelli di oggi. Nel senso che si fingevano giusti,dicendosi aperti al bene di tutti, con tanta falsità quanto dicono di voler fare ora.
    Purtroppo per loro però,il loro fare il tifo di ieri ,per i pornografi, per i porno attori e per il sindacato delle prostitute, per il divorzio, per l’aborto, per le garanzie eccessive ai carcerati e per le scarcerazioni facili,per l’assistenzialismo, per le famiglie allargate e per tutte le altre cose simili, non è in realtà niente di veramente migliore ,del moralismo puritano e falso invocato ora.
    I comunisti erano falsi allora ,rispetto al bene comune degli uomini e altrettanto sono falsi anche oggi.
    La cultura comunista prevede solo la manipolazione delle masse per la presa del potere della sola classe dirigente, mediante i loro utili idioti.( Ovvero mediante gli intellettuali organici e i loro funzionari politici ). Il comunismo essendo essenzialmente di base culturale atea e massone ,non abbisogna infatti di alcuna morale univoca ,ma con furbizia politica sincretista, ne conservatrice ne rivoluzionaria,gira e rigira solo strategie ,secondo il proprio interesse politico momentaneo,ricercando solo quei consensi invasati d’ideologia. L’ideologia è imposta poi mediante il fanatismo per il proprio gruppo dirigente e l’odio per gli altri.
    L’ideologia e la linea politica sono così manipolabili con mutevolezza dialettica, secondo le finte regole del centralismo democratico.
    Le masse devono essere guidate dal partito egemone.
    Allora sarà il partito a decidere ciò che è bene e ciò che è male,chi deve vivere come alleato e chi deve soccombere come nemico della presa del potere.
    Forse ora è tutto ancora più chiaro.
    Non c’è niente di bene nell’ipocrisia di ieri, tanto quanto non c’è in quella stomachevole di oggi.
    Stride semplicemente ancor di più l’inversione ad U ,repentina ed opportunista d’oggi ,che vuole raggirare ancora una volta l’opinione pubblica ,con la morale finta del partito totalitario di sempre.

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