LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Gli attacchi ‘ad personam’ minano la Costituzione

Posted by Peppe Caridi su 6, febbraio, 2011

https://i2.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/2febbraio11/bruti%20ilda%20e%20spataro.jpgdi Giovanni Alvaro – L’attacco attualmente in corso contro il premier, con l’uso mediatico che il caso permette, e la scelta della sinistra di cavalcare la vicenda dimostra, senza ombra di dubbio, la vacuità di chi senza linea, programmi e progetti, che non siano l’antiberlusconismo, è costretto ad  accontentarsi di usare i surrogati di una falsa lotta politica che non determina (vedansi i sondaggi realizzati dalle società di ricerca di ogni tendenza) alcun reale risultato pratico, salvo che per risultato non si voglia intendere il vergognoso ‘sputtanamento’ del nostro Paese. L’opinione pubblica, comunque, sembra considerare l’attuale vicenda solo come l’ennesimo capitolo di un percorso, lungo 17 anni, in cui i soggetti sono sempre gli stessi: pm da una parte e Berlusconi dall’altra, con le tricoteuses della sinistra speranzose di assistere alla vittoria dei primi perché si considerano i legittimi destinatari del potere che attualmente, per volontà popolare, è saldamente nelle mani del cosiddetto ‘uomo nero’.

In questo scontro viene, dalla sinistra, tollerato tutto, anche lo straripamento dell’ordine giudiziario teso ad affermarsi come potere che entra in rotta di collisione con il potere esecutivo e con quello legislativo. Si tollera che la obbligatorietà dell’azione penale sia solo nominalistica e si lascia che siano i PM a selezionare i reati da perseguire; si usa anche giudizialmente il meccanismo dei due pesi e delle due misure;  si persegue, senza più alcuna cautela, la cosiddetta ‘caccia all’uomo’ da realizzare costi quel che costi; e si mette in piedi quel che ormai appare un procedimento ‘ad personam’.

Cos’è infatti quel che si sta svolgendo sotto gli occhi dell’opinione pubblica? Perché mentre per Berlusconi si avviano indagini per uso della prostituzione minorile, tutta da dimostrare, non si cercano i ‘clienti’ che frequentavano la signorina Ruby che, da una intercettazione, si scopre (anche questo tutto da dimostrare) essere parecchi? Se come ci ha ricordato il dott. Edmondo Bruti Liberati, Procuratore della Repubblica di Milano, l’azione penale è obbligatoria, perché non si cerca di individuare quanti hanno utilizzato i favori di Ruby mentre si persegue Berlusconi? O l’azione penale è obbligatoria solo per il premier?

E poi, come può classificarsi il tentativo di rimettere in piedi le Corti, che stavano giudicando Berlusconi, con gli stessi giudici anche se gli stessi nel frattempo sono passati ad altro incarico?

Certo si tenta di evitare la prescrizione, e questo è giusto e legittimo se, però, la stessa attenzione ed eguale cura venisse riservata anche a tutti gli altri procedimenti lasciati aperti dai collegi giudicanti. Se invece detto trattamento viene riservato solo al leader del popolo moderato anche in questo caso la gente non può non considerarlo accanimento ‘ad personam’.

Tollerare tutto questo non serve neanche agli interessi di bottega delle opposizioni. Perché il meccanismo di straripamento dei magistrati inquirenti sfascia il sistema, stupra la Costituzione, e fa emergere, come potere al di sopra dei poteri, l’ex ordine giudiziario che difficilmente accetterà di rientrare nei ranghi e nei ruoli segnati dai padri costituenti consegnando docilmente l’ipotetica Terza Repubblica al PD coi suoi obsoleti generali (Bersani, D’Alema, Veltroni, Bindi e compagnia cantando), incapaci di costruire un progetto e una prospettiva; né al Terzo Polo, già oggi incapace di strategie essendo formato da modesti tattici; e neanche ai guru televisivi che somigliano sempre più a manovalanza politico-giudiziaria usa e getta.

La stessa ultima formazione politica annunciata dal duo santortravagliesco è l’ennesima presuntuosa voglia di ritagliarsi uno spazio, senza alcuna delega, che crea ulteriori ambiguità e indebolisce ulteriormente la già squinternata sinistra. Spetta allora alle forze moderate e al tanto bistrattato Berlusconi andare avanti non per ‘tirare a campare’ ma per realizzare quelle riforme che permettano all’Italia di superare la difficile situazione in cui si trova, per difendere la Costituzione, ormai seriamente in pericolo, e ripristinare la divisione dei poteri che i processi ‘ad personam’ stanno seriamente minando.

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