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Il Cnr presenta a Reggio un investimento di 50mln in 3 anni per il Mezzogiorno

Posted by Peppe Caridi su 4, febbraio, 2011

di Peppe Caridi – Sei progetti per l’innovazione e lo sviluppo del sud: il Consiglio nazionale delle ricerche si presenta, a Reggio Calabria, come motore dello sviluppo del mezzogiorno.
Nei prossimi tre anni, infatti, saranno realizzati sei progetti che sono stati presentati stamattina a Reggio Calabria. Si tratta di progetti di innovazione e sviluppo tecnolofico finanziati dalla Legge di stabilità 2010 con circa 50 milioni di euro in tre anni stanziati ad hoc del ministero dell’Economia. I progetti riguardano efficienza energetica, fonti rinnovabili, geotermia, pesca sostenibile, ‘Made in Italy’ agroalimentare e farmaci innovativi.

La scelta del Governo di affidare al Cnr il coordinamento dei fondi per progetti legati allo sviluppo del Mezzogiorno ci inorgoglisce – commenta il presidente Luciano Maiani e sapremo svolgere questo compito forti dell’approccio meritocratico che ci consente risultati di qualità internazionale, di una rete scientifica diffusa in modo capillare e coordinato nelle Regioni del Sud, e di una solida esperienza di collaborazione con università, enti di ricerca, industrie, istituzioni e tessuto sociale locali“. Il Cnr al Sud conta 35 sedi principali di Istituti di ricerca, 72 sedi secondarie e sei aree di ricerca, con 2.241 unità di personale addetto alla ricerca su 2.522 totali (solo l’11% di personale amministrativo).
Proprio il Presidente del Cnr, Luciano Maiani, è intervenuto in apertura della conferenza stampa di stamattina illustrando le basi dei progetti e facendo una premessa su cos’è il Cnr, sottolineando come con quest’iniziativa le “eccellenze della ricerca si sposino con il mondo dell’innovazione, delle imprese e del lavoro“.
Il Cnr – ha infatti detto il presidente Maiani è il maggior ente di ricerca nazionale ed è un motore di sviluppo per il Mezzogiorno. Oggi, in occasione della presentazione dei primi sei progetti vogliamo rilanciare il nostro impegno affinché Amministrazioni e imprese destinino sempre maggiori risorse alle attività di ricerca e innovazione che costituiscono un elemento ineludibile per lo sviluppo di questa parte importante del Paese. Chiediamo anche al Governo, e in particolare al Ministero del Tesoro e al Miur, di continuare a credere in questa nostra azione per il Mezzogiorno e a sostenere con nuovi investimenti le nostre attività“.

L’investimento stanziato per i progetti coordinati dal Cnr, alcuni dei quali si svolgeranno in collaborazione con Enea, è di 46,5 milioni di euro nel triennio, di cui 15 nel 2010, 13.5 nel 2011 e 18 nel 2012. Le ricerche affiancheranno le azioni previste dal Quadro strategico nazionale 2007-2013, cui fanno riferimento i progetti Pon e Por attivi nelle quattro regioni dell’obiettivo convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia), estendendo il proprio campo di azione alle altre aree-obiettivo previste dall’articolo 44 della Legge finanziaria 2010 e integrandosi con la rete degli istituti Cnr presente sull’intero territorio nazionale per il necessario raccordo Sud-Nord e per la proiezione internazionale del Mezzogiorno.

Queste le schede dei progetti presentati oggi dai direttori di dipartimento interessati (Alcide Bertani, Claudio Bertoli, Giuseppe Cavarretta, Massimo Inguscio, Giovina Ruberti, Sesto Viticoli):

‘Efficienza energetica’. Prevede lo studio e la realizzazione di  sistemi di trigenerazione avanzati, anche con integrazione di fonti rinnovabili. È inoltre prevista la realizzazione di sistemi di accumulo innovativi basati anche sull’utilizzo di celle a combustibile reversibili e la prototipazione di veicoli a impatto zero elettrico equivalente. Coinvolti gli Istituti Cnr di Napoli, Messina, Bari, Padova e Parma, aziende motoristiche e di componentistica per impianti con fonti rinnovabili.
‘Energia da fonti rinnovabili’. Il progetto è focalizzato sulle tecnologie per il fotovoltaico di prossima generazione e sulle tecnologie per la bioproduzione di idrogeno attraverso processi economicamente e ambientalmente più convenienti. In particolare, nel fotovoltaico di prossima generazione, è stata siglata la collaborazione degli Istituti Cnr (Itm Cosenza, Nnl Lecce, Iccom Bari, Ipcf Messina, Imm Catania, Ismn Palermo, Icb, Ictp e Imcb Napoli) con imprese quali X Group, Tozzi Renewable Energy e Dyesol Italia, intenzionate ad applicare a livello industriale i risultati di innovazione tecnologica. Per la bioproduzione di Idrogeno, accanto ad alcune Pmi ubicate nel territorio campano, una multinazionale italiana di grande rilievo è pronta a localizzare nel Mezzogiorno una linea di attività per rendere energeticamente sufficiente i propri impianti di produzione nel settore food.
‘Ambiente mare’. Gestione sostenibile della pesca nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia’. Questo progetto vuole sviluppare e implementare tecnologie per la gestione sostenibile della pesca ed essere uno strumento utile a una nuova fase di sviluppo delle attività ittiche nelle regioni meridionali, che permetta di conciliare redditività ed eco-compatibilità: osservazioni dell’ambiente marino in tempo reale, informazioni dirette ai pescatori per la gestione dello sforzo di pesca, radar costieri per il monitoraggio di aree critiche. Cruciale in tal senso è la collaborazione della rete scientifica del Cnr – Iamc di Mazara del Vallo, Capo Granitola, Messina e Oristano, Ismar di Foggia e Isac di Lecce e Roma – con il Mipaaf, le cooperative di pescatori, le organizzazioni di categoria, le capitanerie di porto e gli assessorati regionali.
‘Geotermico Italia Meridionale’. Questo progetto di ricerca è focalizzato sullo sfruttamento del potenziale geotermico non convenzionale per la produzione di energia elettrica e sulla realizzazione di un atlante aggiornato delle risorse geotermiche. Il progetto prevede anche attività di formazione e informazione a operatori scientifici, tecnici e amministrativi per incrementare le competenze sui vari aspetti dell’energia geotermica, in particolare quella non convenzionale. Tra gli Istituti Cnr coinvolti: Iamc e Irea di Napoli, Imaa di Potenza, Irpi di Cosenza e Bari, Igag di Cagliari e Roma, Irsa di Bari e Roma.
‘Conoscenze integrate per sostenibilità e innovazione del Made in Italy agroalimentare’. L’obiettivo del progetto è aumentare la conoscenza del patrimonio genetico di microorganismi, piante e animali, che sono alla base dei prodotti Made in Italy per migliorare la sostenibilità e la qualità della produzione agroalimentare. Tra gli altri obiettivi e le azioni del progetto, anche una rete di diagnostica avanzata ed efficiente per la qualità, tracciabilità e sicurezza alimentare; nuovi prodotti e/o processi di interesse per l’industria alimentare e per l’interazione alimentazione-salute; comunicazione, informazione ed educazione con strutture pubbliche e attori del sistema produttivo. Collaborano Istituti del Cnr di Bari, Lecce, Napoli, Palermo, Cosenza, Catania, Avellino, Sardegna e Lazio. Il Cnr già collabora con gruppi di Pmi in laboratori ‘pubblico-privati’ e in programmi finanziati da Ministeri, Regioni e Ue oltre che in distretti tecnologici e consorzi. Il Cnr impegna nel settore agroalimentare circa 900 persone, di cui circa due terzi operano nelle Regioni e Provincie indicate dal progetto.
‘Genetica, medicina predittiva, sviluppo di diagnostici e farmaci innovativi’. Le attività di ricerca del progetto ‘FaReBio di Qualità’ (farmaci e reti biotecnologiche di qualità) mirano  alla identificazione di nuove molecole per la cura di tumori farmaco-resistenti, malattie ereditarie rare, patologie autoimmuni e sclerosi multipla e di integratori alimentari per la prevenzione su base scientifica delle malattie. Il progetto prevede due linee di attività: dal gene al farmaco e nuovi prodotti nutrizionali per la salute. Tra le collaborazioni, gli Istituti Cnr di Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia e un network esterno di collaborazioni con oltre 20 imprese, università e centri di ricerca anche esteri.

In chiusura, il Technology Transfer Office del Cnr Manuela Arata ha illustrato le icadute positive delle ricerche del Cnr sul territorio per il mondo scientifico, sociale e occupazionale, sottolineando il grande prestigio dei centri di ricerca del Mezzogiorno nel panorama mondiale della comunità scientifica.

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