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Reggina, la delusione del calciomercato riporta tutti con i piedi per terra. Ma…

Posted by Peppe Caridi su 1, febbraio, 2011

https://i0.wp.com/www.strill.it/images/foto/regginalogo.jpgdi Peppe Caridi – Lodi, Destro, Amoruso, Antenucci, poi – nelle convulse ore finali – Cordova, Paolucci e disperatamente Paponi: sono solo alcuni tra i principali nomi accostati alla Reggina in questa tornata di calciomercato invernale conclusasi senza entrate di peso per gli amaranto.

Lodi è andato al Catania, in serie A. Paolucci è stato acquistato dal Palermo. Cordova e Destro sono rimasti rispettivamente a Brescia e Genova, come Paponi al Bologna dopo aver rifiutato il trasferimento a Reggio su cui si erano accordate le due società. Antenucci già da giorni era stato acquistato dal Torino e Amoruso non ha fatto nulla per sbrogliare l’intrigata situazione con l’Atalanta, dov’è ancora bloccato e fuori rosa.
Così quello che doveva essere il calciomercato utile per dare ad Atzori quei 2-3 elementi che servono a questa squadra per sognare il ritorno in serie A, s’è concluso con un nulla di fatto che lascia l’amaro in bocca a tutti i tifosi amaranto.
L’unico movimento dell’ultimo giorno è stato il ritorno di Adiyiah al Milan: il ghanese, che a Reggio non ha trovato molto spazio, è tornato a Milanello dove si allenerà con Ibrahimovic, Robinho e Cassano: la società di Via Turati, infatti, non l’ha girato in prestito ad altre squadre di B o di Lega Pro come invece si pensava.

Riepilogando le mosse del calciomercato invernale portato avanti dalla Reggina, registriamo le cessioni di Missiroli al Cagliari, Sy al Taranto, Adiyiah appunto al Milan, Verruschi al Foggia, Thackray, Antonio Rizzo e il portiere Marino al Cosenza. Tra le cessioni va registrata anche quella di Francesco Acerbi al Genoa per una cifra vicina ai 4 milioni di €, ma il giocatore resterà in riva allo Stretto fino a giugno e vestirà la maglia gialloblù solo nella prossima stagione.
In entrata, invece, c’è il ritorno di Alessio Viola dal Benevento (anche lui, in prestito come Adiyiah, non ha trovato spazio in Irpinia e torna a disposizione di Atzori) e l’arrivo di Sarno (svincolato) e Petrocco, Bernardi e De Rose dal Cosenza.

MISSIROLI – L’unico movimento significativo, almeno a livello di “nome“, è stato quello della partenza di Missiroli, il capitano. Il 25enne reggino era già stato vicinissimo al Cagliari la scorsa estate, ma poi era saltato tutto perchè mancava l’accordo economico tra le due società. Adesso, però, “Missile” è tornato nella massima serie, quella che più gli compete per qualità e ambizione, quella in cui ha già fatto vedere quanto vale con la Reggina (75 presenze e 3 gol in serie A con la maglia amaranto) e dove ha timbrato il suo esordio con la maglia del Cagliari con un bellissimo assist per Matri dopo meno di dieci minuti dal fischio d’inizio.
Missiroli, che lo scorso anno è stato protagonista assoluto della salvezza della Reggina, prendendo per mano la squadra nel girone di ritorno e brillando come unica luce tra mille difficoltà, quest’anno dava qualità e sostanza alla squadra in fase offensiva, anche se non è mai sembrato sui livelli della passata stagione probabilmente per una diversa collocazione tattica in campo.
Chiaramente la tifoseria non ha gradito la sua cessione, ma alla luce di determinati commenti che fanno – adesso – di Missiroli una sorta di eroe considerato indispensabile per la Reggina, non ci si può dimenticare di quello che questo ragazzo ha subito dal pubblico di Reggio nel corso degli anni, arrivando a dover uscire dal campo piangendo per gli insulti e i fischi che piovevano dalle gradinate nei suoi confronti solo perchè era un ragazzino di Reggio e quindi, per questo motivo, non poteva avere qualità. Evidentemente dopo tanti anni ci si ricrede in massa: meglio tardi che mai. Certo non si può pretendere di impedire a un giocatore di poter intraprendere la sua carriera in quella categoria dove merita di giocare, bloccandolo nella cadetteria.

SOCIETA’ IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA – Certamente – tornando al calciomercato – ci si aspettava di più, ma ciò che emerge da ciò che è accaduto negli ultimi giorni è la difficoltà economica della società. E’ vero che di soldi ne sono entrati pochissimi (quelli di Acerbi arriveranno da giugno in poi, idem per Missiroli che è stato dato al Cagliari per poco meno di 2,5 milioni ma la società Sarda ha già versato alla Reggina solo 200.000 € e gli altri li darà a giugno,se vorrà utilizzare l’opzione di riscatto sulla metà del calciatore che, altrimenti, tornerà a Reggio), ma è anche vero che non ne sono usciti per niente.
Non c’è, però, da sorprendersi più di tanto: il Presidente Foti era già stato chiaro quest’estate quando aveva parlato di “società in difficoltà economica” paventando addirittura il “rischio del fallimento“, mettendo fuori rosa ben dieci calciatori per i loro ingaggi troppo onerosi, Giocatori che poi sono partiti quasi tutti (erano i cosiddetti “dissidenti“) tranne Bonazzoli, che in quei giorni decideva di dimezzarsi l’ingaggio pur di rimanere in riva allo Stretto, e Tedesco.
Questa situazione è figlia della fallimentare annata passata, quando la Reggina aveva speso tantissimo pur di costruire una squadra in grado di tornare subito in serie A, spalmando ingaggi da capogiro per la cadetteria che poi sono rimasti come un peso insostenibile alla luce della mancata promozione. E la salvezza da una tragica retrocessione in Lega Pro, pur ottenuta soltanto all’ultima giornata, ha evitato scenari ben più oscuri per la Reggina calcio che, la scorsa estate, s’è dovuta per forza di cose ridimensionare.
E ridimensionamento è stata la parola d’ordine della società, che ha puntato sui giovani, su quei giovani (preferibilmente reggini o calabresi) che ancora vedono nel Granillo e nel Sant’Agata un paradiso da raggiungere per lanciarsi ad alti livelli, piuttosto che andare a cercare tra i nomi altisonanti della serie A che rifiutano il trasferimento in riva allo Stretto pur di essere la quarta o la quinta scelta di una squadra che lotta per non retrocedere in A guardando ogni domenica le partite dalla tribuna.
All’insegna di questa politica s’è conclusa anche la sessione di calciomercato invernale, anche se è chiaro che la stessa società avrebbe voluto qualcosa di più perchè l’occasione di disputare i play-off dopo lo splendido girone d’andata è molto ghiotta. Ma oltre certi budget, evidentemente, non si può andare, e se il rischio è quello di fare la fine del Messina, del Catanzaro o del Cosenza (tanto per rimanere tra lo Stretto e la Calabria, senza andare ad Ancona, Perugia, Mantova, Treviso…), allora meglio così.

TUTTO SUI GIOVANI: SICURI CHE SIA UN MALE? – E la Reggina, allora continua a puntare sui giovani. Esattamente come aveva fatto la scorsa estate. Senza nomi altisonanti (come, invece, era avvenuto lo scorso anno! Ma il risultato è stato fallimentare ed è sotto gli occhi di tutti …), ma con ragazzini che – pur alla prima esperienza in B – hanno tanta voglia di dimostrare quanto sono bravi, hanno fiato, polmoni, corsa, in un modo o nell’altro si sentono legati a questa maglia, e hanno l’intelligente regia di mister Atzori, oltre ad avere nei vari Puggioni, Costa, Rizzato, Tedesco e Bonazzoli i punti di riferimento d’esperienza e qualità. all’interno dello spogliatoio L’impressione è che, tra i nuovi acquisti, soprattutto De Rose e Bernardi possano integrarsi sin da subito nel gruppo di Atzori arrivando a giocarsi un posto da titolari e dando un importante contributo alla squara. Adesso spetta proprio ad Atzori ricominciare daccapo, come se fossimo nuovamente all’inizio del campionato, senza più quelle pressioni e quel chiodo fisso dei play-off: la sconfitta di Piacenza ha portato la Reggina fuori dai primi sei posti  della classificaper la prima volta da ottobre, e dopo due giorni è arrivato il “nulla di fatto” del calciomercato in entrata. A questo punto, nessuno si aspetta più la serie A (esattamente come ad agosto!) e l’obiettivo torna quello di entusiasmare la gente con il bel calcio visto sul campo. Senza ossessioni di classifica, vivendo alla giornata, lavorando partita dopo partita.
Atzori, fin qui, ha fatto miracoli. A lui, adesso, il compito di continuare bene facendo esprimere al meglio i giocatori a disposizione, a partire da Zizzari e dagli altri attaccanti che vorranno certamente dimostrare il loro valore dopo le tante voci di mercato. La rabbia, l’entusiasmo e la grinta tipici della giovane età possono servire, in questa fase, a ricominciare un percorso di risultati positivi dopo il brusco stop di Piacenza, anche perchè questa Reggina non più di dieci giorni fa ha giocato perfettamente alla pari con la capolista Siena (gara finita poi 0-0).
L’obiettivo? Divertirsi e divertire, almeno quei pochi fedeli tifosi ancora presenti al Granillo. Anche perchè l’idea di tornare a riempire lo stadio è fallita in partenza, e non certo per responsabilità della società nè tantomeno della squadra. Il Granillo è rimasto vuoto anche a metà novembre, con la Reggina che in campo dava spettacolo e in classifica era a un passo dalla vetta.
E uno stadio che è rimasto vuoto vuoto con la squadra che dava spettacolo e si trovava al secondo posto della classifica, non si sarebbe di certo riempito con un Paolucci, un Lodi o un Amoruso in più.

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