LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Il popolo moderato vuole le riforme

Posted by Peppe Caridi su 31, gennaio, 2011

https://i1.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/1gennaio11/berlusconi%20sotto%20attacco.jpgdi Giovanni Alvaro – Si è vero, la maggio- ranza ha inanellato un corposo 4 a 0 come ha voluto ricordare il Ministro della Giustizia Angelino Alfano commentando l’ultimo successo del governo che è passato dalla fiducia ottenuta il 29 settembre, alla successiva caduta degli dei il 14 dicembre (data che doveva segnare la fine di Berlusconi), al voto espresso sulla relazione dello stesso Ministro per giungere alla fine ingloriosa degli assalti al Ministro Bondi.
Il governo e la maggioranza stanno, quindi, resistendo egregiamente agli assalti scomposti delle opposizioni e risulta abbastanza sicuro che potranno resistere sia al voto parlamentare per rispedire al mittente la marea di carte collezionate dalla procura di Milano e usate, dalle redazioni dei giornali e dalle televisioni, per ‘presentare’ un premier impegnato ‘solo’ a divertirsi e non a governare; ma è altrettanto sicuro che sapranno resistere anche ai tentativi di ‘affossare’ il tanto agognato, dalla Lega, federalismo fiscale contro il quale sono schierate le armate sinistre dopo il fallimento delle blandizie messe in campo dai DS nei confronti di Umberto Bossi.

Sarà, quindi, un 6 a 0 che soddisferà, senza dubbio, l’orgoglio moderato, ma che sarà insufficiente a determinare un cambio di passo in quello che è stato chiamato ‘lo scontro finale’. La partita, infatti, è tuttora aperta e, da quel che si vede, si è in presenza di una vera e propria escalation.  E non ci si riferisce tanto alle trasmissioni dei vari guru televisivi come Santoro, Floris, Fazio e Lerner, che addirittura sono, per la sinistra, controproducenti, quanto alla chiamata alle armi del Michele chi? che intendeva (e intende?) organizzare a Milano un presidio dinanzi al Tribunale, nello stesso giorno in cui era stata ipotizzata, da parte del PdL, l’effettuazione di una grande manifestazione nazionale.

La scelta irresponsabile del signor Santoro (forse alla ricerca dello scontro di piazza con i Tartaglia di ogni colore in circolazione) poteva innescare una pericolosa deriva tra opposte fazioni facendo precipitare gli eventi già di per sé abbastanza delicati. Infatti l’azione del Tribunale di Milano appare ormai nettamente una vera caccia all’uomo. Da una parte si accelerano gli adempimenti per avviare il rito immediato sulle cene di Arcore, e dall’altro vengono richiamati a completare il lavoro, per paura della prescrizione, i magistrati che nel frattempo avevano chiesto ed ottenuto il trasferimento o la promozione. Scelta ovviamente ad personam perché non risulta che quei magistrati vengano richiamati in servizio anche per tutti gli altri processi lasciati incompiuti.

C’è chi spera nelle condanne del premier e si augura di vederlo, (gioia immensa dei pasdaran della sinistra e dei dispensatori di cannoli del popolo viola), tradotto in catene nelle patrie galere. Ma aldilà se questo sogno potrà tramutarsi in realtà, è necessario che il Paese percepisca pienamente che Parlamento e Governo, malgrado tutto, stanno lavorando perché, purtroppo, di questo lavoro arriva poco all’opinione pubblica ‘bombardata’, senza soluzione di continuità, dal ‘bunga bunga’ e dai suoi derivati. E pur se è vero che i sondaggi continuano a registrare valori positivi per Berlusconi e la sua maggioranza è difficile continuare una ‘guerra’ di semplice resistenza.
E’ necessario, allora, bruciare i tempi mettendo mano (se i numeri come sembra ci sono) alle riforme necessarie al Paese ed alla sua governabilità, realizzando in primis la riforma della giustizia (separazione delle carriere, spostamento dei poteri dai PM ai giudici, intercettazioni); quella del fisco (riducendo la pressione e mettendo una croce definitiva sulla patrimoniale); rilanciando il programma della grandi opere pubbliche (soprattutto quelle nel Mezzogiorno a partire dal Ponte sullo Stretto e dalla difesa del territorio); e quella costituzionale delle competenza tra Stato e Regioni (ripristinando la competenza centrale per energia e grandi opere così com’era prima della vergognosa modifica del titolo V°).

In caso contrario non resta altro che rivolgersi, prima che la situazione si logori definitivamente, al corpo elettorale. Il popolo moderato, che ha individuato in Berlusconi  il soggetto che può guidare la trasformazione dell’Italia, non intende perdere altro tempo dietro i teatrini sul ‘bunga bunga’ che forniscono solo al giornalismo d’assalto quel materiale a cui aggrapparsi in assenza di progetti, idee e programmi che mancano totalmente a quel sempre più affollato zoo dell’opposizione.

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Una Risposta to “Il popolo moderato vuole le riforme”

  1. vincenzo said

    CHI E’ SENZA PECCATO SCAGLI LA PRIMA PIETRA!
    IL Cav. BerlusconiPresidente del Consiglio della Repubblica Italiana è stato ed è un perseguitato politico-giudiziario. Egli dal primo giorno che entrato in politica gli avversari lo volevono distruggere!
    Ha fatto tanti errori politici; ma rimane il migliore.
    In merito a quanto riferito circa là dove dice “bruciare i tempi” sono d’accordo sd intrsprendere responsabilmente tutte quelle decisioni ed interventi per il benessere degli italiani. L’Italia non può e non deve fermarsi oziando in sterili avvenimenti personali in quanto incalza la disoccupazione e la improduttività, la concorrenza commerciale e tanti altri malesseri. Attenzione a non tassare gli italiani ulteriormente in quanto essi vogliono dare allo stato le giuste gabelle.osservatorio romano dbv

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