LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Basta alle intercettazioni selvagge: dal Pdl una sacrosanta proposta di legge. Anche i magistrati, se sbagliano, devono pagare

Posted by Peppe Caridi su 25, gennaio, 2011

Per mesi il presidente del Consiglio è stato intercettato, spiato e seguito. La vita privata del Cavaliere è stata violata in continuazione. Quel che emerge dal ‘Ruby-gate’ è un quadro allarmante. Silvio Berlusconi trattato peggio di un boss mafioso. E i file dati in pasto all’opinione pubblica nel tentativo di distruggerlo politicamente.
E se al termine delle indagini dovesse venir fuori che non c’è nulla di penalmente rilevante? E se dalle intercettazioni dovesse venir fuori che si tratta solo di pettegolezzi o, ancor peggio, di falsità o mezze verità?
A quel punto i magistrati non potranno dire, ancora una volta, “abbiamo scherzato“. Proprio per questo il Pdl sta vagliando una legge contro “l’ingiusta intercettazione“. Con l’obiettivo di “responsabilizzare alcuni pm“, la nuova norma prevederà infatti risdarcimento per chi è vittima di questo “tritacarne”.
E quello di Berlusconi è solo uno dei tanti esempi della gogna mediatico/giudiziaria che, da tanti decenni, pesa sulla vita pubblica e sociale dell’Italia. Praticamente oggi un magistrato qualsiasi può alzarsi la mattina e decidere così, senza motivo, di intercettare questo o quello a suo piacimento, e se sbaglia non c’è nessuno che lo punisca.

Stop alle ingiuste intercettazioni: Berlusconi lo ha sempre detto. Le toghe non pagano mai per i propri errori. Ma dopo gli ennesimi abusi sulle intercettazioni con cui “ci si trova a fare i conti“, la maggioranza sta formulando norme precise per fermare questo malcostume. Nei giorni delle polemiche sul caso Ruby, arriva dal Pdl una proposta di legge di cui è primo firmatario l’ex sottosegretario alla Giustizia Luigi Vitali. La nuova norma prevede sanzioni disciplinari per pm e giudici “incompetenti” che autorizzano ascolti, ma anche “indennizzi” per imputati intercettati e poi prosciolti o per “soggetti estranei ai reati“, come i testimoni, ma il cui contenuto delle conversazioni viene “sbattuto sui giornali“.

La calendarizzazione della nuova legge – La proposta di legge, spiega Vitali, è stata depositata “tra fine ottobre e inizio novembre“, la prossima settimana verrà presentata in conferenza stampa e poi se ne chiederà la calendarizzazione in commissione Giustizia alla Camera. Ma è già arrivata una sostanziale “approvazione” dallo stesso Berlusconi, riferisce Vitali, al quale le norme sono state “rappresentate la scorsa settimana, quando c’è stata la riunione con i deputati-avvocati del Pdl“. “Ha detto che la valuterà – puntualizza Vitali ma è un’iniziativa che ha approvato, visto che finora c’è stato sempre qualcuno che ha bloccato la riforma organica della disciplina delle intercettazioni“.  La proposta firmata da Vitali e da altri trenta colleghi prevede l’introduzione dell’articolo 315-bis del codice di procedura penale, “concernente la riparazione per ingiusta intercettazione di comunicazioni telefoniche o di conversazioni“.

Un nuovo illecito disciplinare – La proposta avanzata dalla maggioranza prevede di fatto una “nuova ipotesi di illecito disciplinare“: pm e giudici non competenti non possono autorizzare intercettazioni, altrimenti scatta nei loro confronti il procedimento disciplinare. Procedimento che, in base alle norme in vigore, è affidato a ministro della Giustizia e pg della Cassazione, i due titolari dell’azione disciplinare nei confronti delle toghe. Obiettivo della proposta di legge però “non è spuntare le armi ai pm“, ci tiene a sottolineare l’ex sottosegretario, che rivendica come l’intenzione che lo ha guidato è quella di portare “responsabilità in questo settore“. E’ proprio per questo che si prevede anche un “indennizzo” di 100mila euro: vale nel caso di imputati intercettati e poi prosciolti, ma anche di soggetti terzi le cui intercettazioni siano finite sui giornali. A pagarlo saranno gli stessi pm, dopo un vaglio di “responsabilità contabile” da parte della Corte dei conti per la “ingiusta intercettazione“. Il testo prevede anche una norma che renderebbe le nuove disposizioni retroattive: il risarcimento è previsto, infatti, anche per chi è stato coinvolto in indagini fino a cinque anni prima della sua entrata in vigore. Insomma, anche stavolta i magistrati che fanno serenamente il loro dovere, non hanno nulla di cui doversi preoccupare.

Alfano: “Farà parte della riforma della Giustizia” –La riforma delle intercettazioni fa ancora parte degli intendimenti del governo di cui discuteranno gli organi di partito”. Lo ha ribadito il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, specificando di ”non conoscere nello specifico il testo sul risarcimento per i cittadini ingiustamente intercettati prima che fosse divulgato, ma che anche questo aspetto – ha sottolineato – verra’ inserito nel contesto complessivo della riforma”. ”Abbiamo lavorato – ha spiegato il ministro intervenendo a Matrix, in onda stasera – per dare criteri oggettivi e faremo in modo che questo strumento invasivo venga usato solo quando e’ indispensabile”. ”E’ nostra intenzione – ha concluso – rivedere tutto nel contesto della riforma delle intercettazioni”.

 

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Una Risposta to “Basta alle intercettazioni selvagge: dal Pdl una sacrosanta proposta di legge. Anche i magistrati, se sbagliano, devono pagare”

  1. Ahi Ahi Caro Peppe, sei ancora berlusconiano? leggi qui: http://www.eia-italianamente.blogspot.com/

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