LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

La pagina è il mio campo, su cui posso scrivere valorosamente; la penna il mio aratro; le parole la mia semente

“Nadia mi disse: voglio infangare il premier”

Posted by Peppe Caridi su 23, gennaio, 2011

di Stefano Zurlohttp://www.ilgiornale.it/ – La testimonianza dell’ultimo convivente della escort: “Venti giorni fa mi ha confessato di essersi inventata tutto, credeva che sputtanando Berlusconi poi sarebbe entrata al Grande Fratello. Con me invece è stata esplicita: Mai andata ad Arcore, mai fatto sesso col Cavaliere” – Lui l’ha buttata fuori di casa due settimane fa. «Speravo di essermi li­berato una volta per tutte di Nadia. Ma mi sono ritrovato sulla pagina di Reggio Emilia del Resto del Carlino : Nadia sosteneva che l’avrei minac­ciata, picchiata, non una ma due vol­te. E allora basta».

Vendetta?
«No, ristabiliamo la verità. Io non ho picchiato nessuno, figurarsi». An­tonio Gentile, operaio ventinoven­ne di Reggio Emilia proprio come Nadia Macrì, la escort del momen­to, prende fiato: «E non è finita qua».

Che altro c’è?
«C’è un particolare, un dettaglio, che forse può interessare milioni di italiani».

Quale?
«Nadia, venti giorni fa, in un mo­mento di intimità, a letto, mi ha fatto una confidenza che adesso, con lo strepito che ha provocato, ritengo di poter rivelare a tutti».

Cosa le ha detto?
«Mi ha spiegato che lei su Berlu­sconi si era inventata tutto».

Tutto?
«Tutto. È stata esplicita: “Non so­no mai stata ad Arcore, non ho mai fatto sesso con Berlusconi”. Queste le sue parole che si sono stampate nel mio cervello».

Ma com’è possibile? Pochi gior­ni fa Nadia ha raccontato al Fat­to le serate ad Arcore. I rappor­ti sessuali con il Cavaliere, cin­que minuti a turno per ragaz­za, l’incontro con Ruby, le ra­gazze che fumavano erba.
«No, l’erba la fuma lei. Una canna dopo l’altra».

Non mi ha risposto.
«Io non so se lei sia andata a Villa Certosa o ad Arcore. So quel che mi ha detto. Saranno gli investigatori a fare le loro verifiche, magari control­lando i telefonini. Però in quel mo­mento era sincera».

Come fa ad esserne sicuro?
«Voleva creare una famiglia con me».

E lei?
«No,avevo capito che non c’era fu­turo. Ci siamo frequentati per tre me­si, ma continuare era impossibile. Non ero più innamorato, non vede­v­o l’ora di troncare questa storia sen­za prospettive».

Sarà, ma perché avrebbe lavo­rato di fantasia?
«Lei quel giorno, subito dopo Ca­podanno, mi diede una spiegazio­ne: voleva raggiungere il successo, puntava al Grande fratello, a qual­che trasmissione, a qualche pro­gramma. E riteneva che la strada del­lo sputtanamento di Silvio fosse la più breve per arrivare da quelle pa­ri ».

Nadia non le ha mai fatto vede­re una sua foto con Berlusco­ni?
«Mi ha mostrato un’istantanea del Cavaliere con dedica: a Nadia Macrì. Ma questa foto non prova nul­la: c’è solo lui. E non so se la dedica sia originale. Intendiamoci, può an­che averlo incontrato a qualche fe­sta, questo non posso escluderlo. Lei stessa mi ha raccontato che la sua amica Perla Genovesi, all’epoca assistente del parlamentare di Fi En­rico Pianetta, l’aveva introdotta nel mondo della politica. Tutto può esse­re. Però il bunga bunga, il sesso, Ar­core e tutto il resto se li è cucinati lei da sola».

Le telecamere di Annozero han­no i­nquadrato i gioielli che Ber­lusconi le avrebbe regalato.
«Ma va. A me ha detto che glieli aveva comprati il marito».

Ah, quindi lei conferma indiret­ta­mente quanto ha svelato pro­prio ieri al Giornale l’ex marito di Nadia, Antonio Di Bella? «Io non leggo i giornali. Solo la Gaz­zetta dello sport, qualche volta».

Chiaro. Ma lei ha alzato le ma­ni?
«Ma sta scherzando? Sono andato dall’avvocato, da Liborio Cataliotti, e col suo aiuto ho scritto la denuncia di diffamazione della Macrì. Non so­lo; sono disposto a ripetere le confi­denze sul premier anche davanti a un magistrato.L’importante è che la Macrì la smetta di tormentarmi».

Lei l’avrebbe picchiata una pri­ma volta a Cutro, il suo paese. «È una vergogna. Io sono uno che va a testa alta, non ho mai fatto nien­te di male, a Cutro, in provincia di Crotone, tutti sanno chi è Antonio Gentile. Lo chieda a Vincenzo Iaquinta, che è del mio stesso paese ed è un amico».

No, per favore, non ci allarghia­mo pure al calcio.
«Io so solo che il 10 gennaio l’ho mandata via e per non avere fastidi sono andato a dormire da mia mam­ma».

Poi?
«Mi hanno chiamato i carabinieri, lei era davanti alla porta di casa, vole­va rientrare, c’erano pure i pompie­ri. Sono arrivato di corsa, lei è entra­ta, ha preso i suoi quattro stracci ed è sparita. La rivedrò in tribunale».

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