LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Lo sputtanemento Premier sarà solo un boomerang

Posted by Peppe Caridi su 19, gennaio, 2011

https://i0.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/1gennaio11/berlusconi%20silvio%201.jpgdi Giovanni Alvaro – La stragrande maggioranza dell’opinione pubblica italiana è convinta, e non a torto, che ancora una volta si tratti di vera e propria persecuzione, di accanimento antiberlu- sconiano senza alcun paravento, di scelta ad orologeria non solo perché la fiducia del 14 dicembre ha liquidato sul nascere l’operazione finiana, e il pronunciamento della Corte  Costituzionale non ha sortito le decisioni tanto attese, ma anche, come una specie di piano C, per affrontare le eventuali elezioni politiche nel peggiore del modi possibili. Avere uno o due mesi di gogna mediatica e di vero e proprio sputtanamento del leader, che da sedici anni trascina alla vittoria la propria aggregazione, tenerlo sulla graticola su problemi morali, che sicuramente come in passato, si riveleranno frutto di costruzione teorematica, fa scendere (nella speranza dei corvi) vertiginosamente il livello di consenso e di apprezzamento che Berlusconi miete tra gli italiani. Su questo convengono molti commentatori che non fanno però parte consapevolmente dei plotoni mediatici schierati nella nuova avventura paragolpista, giustamente considerata alla stregua della famosa ‘caccia al cinghialone’ fatta a Bettino Craxi.

La storia, ci hanno insegnato, non si ripete mai se non sotto forma di farsa ed è quello che sta avvenendo oggi. Ai tempi di Craxi, quando imperversava la falsa rivoluzione di ‘Mani pulite’, l’appeal dello statista si era ridotto al lumicino e si registrava il fuggi fuggi generale a partire dai suoi più stretti collaboratori, alcuni dei quali senza alcuna vergogna passavano, armi e bagagli nelle schiere del ‘nemico’, tra cui non solo il dottor sottile, Giuliano Amato, o l’Ottaviano del Turco (poi costretto a patire la gogna mediatica), ma anche quel formidabile figlio di nome Bobo.

Oggi il gradimento del premier non sembra patire scossoni di rilievo, il gruppo dirigente (e non solo i suoi più stretti collaboratori) è saldamente schierato a difesa del proprio leader, e proprio a partire dagli stessi su cui, strumentalmente (leggi Tremonti), puntavano gli avversari per destabilizzare l’aggregazione moderata ed aprire una fase disgregante del PdL.

Fanno ridere gli squallidi personaggi che si rincorrono nei media per consigliare, suggerire e addirittura ‘intimare’ a Berlusconi di fare un passo indietro. A loro non interessa lo sputtanamento che l’Italia subisce a livello internazionale in un periodo ancora delicato sul piano economico; e non interessa difendere lo stato di diritto messo in discussione da procedure discutibili sulla ricerca di reati da cucire addosso al Presidente del Consiglio e sull’autodecisione della procura di Milano di gestire la vicenda Ruby (come fosse fatto personale e privato).

A loro interessa solo, in mancanza di idee di progetti e di capacità politica aggregante, sfruttare pienamente l’occasione che gli viene offerta per tentare, ancora una volta, la presa del Palazzo d’inverno senza passare dal giudizio degli elettori. Spargono, quindi, menzogne e mascalzonate varie che, oggettivamente, aiutano a diffondere qualunquismo nei settori più deboli dell’opinione pubblica, già da tempo allontanatasi dall’impegno politico e dal voto. Continuano inesorabilmente a segare il ramo su cui stanno appollaiati come neri corvi, o a scavarsi letteralmente la fossa. Le loro apparizioni in video somigliano sempre più a quelle di Maurizio Ferrini (vecchia gloria di Quelli della notte) o a quelle di Cetto la Qualunque (nuova gloria di Quelli del giorno).

La vicenda, comunque, pur destinata a viaggiare verso il nulla, è il più grave episodio di quella ‘invasione di campo’ che in questi anni ha contraddistinto l’attività di alcune procure. Essa è un campanello d’allarme da non sottovalutare minimamente e che deve spingere a bruciare i tempi sia per quella riforma della giustizia, senza la quale non esiste divisione dei poteri, e a maggior ragione divisione dei poteri dagli ordini, e sia per regolarizzare l’uso delle intercettazioni e limitare la loro vergognosa diffusione.

Bisogna operare subito per evitare attività ostruzionistiche come quelle operate in passato, proprio su questi argomenti, dai signori Casini e Fini, possano ripetersi con nuovi e imprevedibili adepti.

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