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L’Aerporto dello Stretto è ancora “vivo” grazie al “ministro amico”, ma Scopelliti è preoccupato per il futuro

Posted by Peppe Caridi su 19, gennaio, 2011

https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/aeroporto.jpgdi Peppe Caridi – Il Governatore è sincero, e parla chiaro con tutti: “Se l’Aeroporto dello Stretto non è già stato declassato, è solo per l’intervento amichevole del ministro Matteoli con cui siamo amici. Il Governo ci è vicino e lo dimostra quotidianamente, ma non possiamo sempre salvarci in questo modo, la politica non può e non deve basarsi su questo“.
Il Presidente della Regione aveva parlato della situazione degli Aeroporti della Calabria già ieri a Catanzaro, durante l’incontro d’inizio anno con la stampa: “domani sera terrò a Reggio una conferenza stampa dopo una riunione con i rappresentanti dei comuni e delle province di Reggio e Messina – aveva detto il Governatore a Palazzo Alemanni – perchè devo dire in modo chiaro delle cose importanti sul presente e sul futuro dello scalo reggino“.
All’incontro, iniziato alle ore 18:00 di questo pomeriggio nella Sala Commissioni del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio, hanno partecipato i rappresentanti delle Province di Reggio e Messina, dei due Comuni, della Camera di Commercio di Reggio e dell’Atam, rappresentate rispettivamente dal Presidente Lucio Dattola e dall’Amministratore Demetrio Arena.
All’incontro ha dimostrato particolare interesse la Provincia di Messina, tanto che è intervenuto direttamente il Presidente Nanni Ricevuto, oltre all’Assessore all’Area dello Stretto Michele Bisignano.

Incontrando i giornalisti dopo la riunione con i componenti della So.Gas., il Governatore Scopelliti s’è detto estremamente preoccupato per il futuro del Tito Minniti: “La prossima settimana avrò a Roma un incontro molto importante, con il Ministero e con il Governo, per il futuro dei tre aeroporti Calabresi. Dovremo presentare progetti e iniziative, e stiamo lavorando soprattutto per Reggio perchè è lo scalo in maggior difficoltà. Io sono molto preoccupato per l’aeroporto reggino e per questo motivo oggi ho voluto convocare prima questa riunione, e poi incontrare i giornalisti per dire determinate cose alla città. Gli altri due aeroporti della Calabria stanno andando molto bene. Lamezia Terme, pur senza avere un soldo dalla Regione, ha fatto grandissimi progetti e ne sta facendo degli altri perchè lì c’è un gruppo dirigente che lavora bene, e io da Presidente della Regione non posso che prenderne atto ed essere felice. Hanno in mente un sacco di cose bellissime e all’avanguardia, e hanno già fatto il nuovo terminal per Ryanair che ha raddoppiato i voli settimanali da 36 a 72. Ora avranno 72 voli settimanali solo di Ryanair, e voi sapete che queste compagnie low-cost non si limitano a portare i voli, ma portano gli utenti. Basti guardare il caso di Trapani, è un esempio eloquente. Lì hanno raggiunto il milione di utenti annui proprio grazie alle compagnie low-cost. Non solo Ryanair, ma anche Easyjet e altre low-cost sono compagnie molto serie che portano direttamente gli utenti, ed è una cosa molto importante. Anche Crotone sta facendo passi da gigante, in pochi mesi ha cambiato volto. Per Reggio la situazione è più complessa, i problemi sono strutturali” ha spiegato Scopelliti, facendo proprio l’esempio delle compagnie low-cost: “abbiamo già provato, in passato, a portarle a Reggio ma ci hanno risposto che non possono atterrare in quest’aeroporto per le sue carenze strutturali, e così non si può andare avanti“.

Entrando nello specifico dell’impegno e delle prospettive per l’Aeroporto dello Stretto, Scopelliti s’è detto “pronto a sostenere il Tito Minniti in ogni modo possibile e immaginabile. Prenderò impegni importanti, a Roma, giocandomi la faccia per il bene di questo scalo, e sono pronto a portare a Reggio altre compagnie, ma non devono più poter rispondere in un determinato modo perchè dobbiamo dare loro i servizi che servono. Il problema dell’Aeroporto dello Stretto è molto serio e mi preoccupa moltissimo. Ci sono sempre disguidi e difficoltà varie, è da nove anni che si susseguono amministratori differenti, basti pensare a Pirilli, poi Fuda, ora Bova, ma l’Aeroporto non cambia mai, resta sempre così com’è. C’è un progetto per l’ammodernamento dell’aerostazione che è stato realizzato nel 2002, approvato dal Cipe nel 2004 con i fondi comunitari dell’Apq 2001-2006 ma ancora oggi non sono neanche iniziati i lavori! Non possiamo più permetterci cose del genere, se non utilizzeremo i fondi che ci vengono assegnati, torneranno indietro e saranno utilizzati altrove. Dobbiamo fare in modo che l’Aeroporto dello Stretto resti un aeroporto. Corriamo il serio rischio che lo scalo venga chiuso o comunque declassato. Fino ad ora non è stato fatto solo perchè, diciamocelo chiaramente, abbiamo un ministro amico. Il Governo ci è vicino, ma non possiamo sempre salvarci in questo modo. La politica non può e non deve basarsi su questo. Lo scalo dello Stretto deve diventare un aeroporto importante per tutto il bacino del Mediterraneo, come abbiamo strategicamente immaginato nelle linee guida del nuovo piano di mobilità Regionale, ma serve progettualità. Abbiamo bisogno di risposte importanti con strutture adeguate, dobbiamo realizzare interventi e per questo motivo abbiamo dato, come Regione, altri 2,4 milioni di € per i lavori per l’ammodernamento dell’aerostazione che si aggiungono ai 7 già stanziati. Speriamo che i lavori partano entro pochi giorni“.

Il problema è molto serio, e Scopelliti parla in modo chiarissimo: “Nessuno venga più a dire che non ci sono i soldi. E’ solo un alibi dietro a cui non ci si può nascondere. I soldi ci sono per tutti e tre gli aeroporti Calabresi, sono tanti e possono essere spesi bene. Ciò che manca, almeno per quanto riguarda Reggio, sono i progetti. E’ vero che fino a ieri non c’erano i soldi perchè non ce li faceva vedere qualcuno che evidentemente non aveva interesse allo sviluppo del nostro territorio. Adesso però i soldi ci sono per tutti, e io non accetto il fatto che c’è il rischio di trovarsi ad avere un sacco di soldi ma a non poterli spendere. Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare. I soldi, senza progetti, non servono a nulla. Il vero problema dell’aeroporto di Reggio è la carenza di progettazione, che mi crea anche seri problemi quando mi siedo a Roma nei tavoli che contano e in cui mi viene chiesto conto proprio su queste mancanze. Dobbiamo realizzare strutture aeroportuali all’avanguardia, e i progetti devono essere immediatamente cantierabili perchè non si può perdere più tempo, già ne abbiamo perso fin troppo“.

E’ intervenuto all’incontro con i giornalisti anche il Presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto: “Stiamo portando avanti da anni questa grande scommessa sull’Aeroporto di Reggio, con l’unico obiettivo della crescita del territorio dell’Area dello Stretto. Vogliamo realizzare collegamenti diretti non solo con Messina, ma anche con Taormina e con le isole Eolie, e le parole del Presidente Scopelliti sono musica per le nostre orecchie. Adesso rimbocchiamoci ulteriormente le maniche e presentiamo tutti i nostri progetti“.

A margine dell’incontro, l’Assessore all’Area dello Stretto della Provincia di Messina, Michele Bisignano, è apparso decisamente fiducioso: “Finalmente ci sono i fondi, Scopelliti ama molto la sua terra e farà di tutto per rilanciare l’Aeroporto dello Stretto. Tocca a tutti noi avere la progettualità per individuare le modalità di questo rilancio. L’idea di collegare il porto di Messina e il porto di Reggio in modo diretto negli orari dei voli, con poi la navetta Atam dal porto di Reggio all’Aeroporto, è la soluzione migliore e immediata che già nei prossimi giorni consentirà all’utenza messinese di poter utilizzare in modo comodo lo scalo dello Stretto“.

Da alcuni soci della So.Gas., inoltre, s’è portata avanti l’idea di usufuruire di nuove figure manageriali per quanto riguarda la gestione dell’Aeroporto, individuando competenze che già conoscono bene il settore a livello nazionale e internazionale e possono individuare le soluzioni affinchè il Tito Minniti decolli davvero.
Anche perchè siamo ormai alla resa dei conti: o si decolla adesso, oppure il prossimo atterraggio sarà l’ultimo e potrebbe rivelarsi un brusco schianto al suolo dopo un ‘Mayday‘ che dura ormai da moltissimo tempo.
Con l’aggravante che la scusa della mancanza di fondi, adesso, non c’è più.

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