LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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La Provincia di Messina dismette le società partecipate. Fari puntati sulla Sogas che, complice il flop della Metromare, stenta a “decollare”

Posted by Peppe Caridi su 29, dicembre, 2010

http://trasportisullostretto.files.wordpress.com/2010/06/check-in-messina-pontile-aeroporto-2.jpg?w=240&h=160da http://www.trasportisullostretto.it/ – Un ampio e approfondito dibattito sul piano di dismissione delle società partecipate dall’Ente si è svolto ieri mattina presso la Provincia regionale di Messina, dove si sono riunite in seduta congiunta la prima e la seconda commissione consiliare. All’incontro era presente l’assessore al ramo, Michele Bisignano, che ha affrontato a viso aperto tutte le questioni sottoposte dai commissari. Il componente della giunta Ricevuto ha esordito esponendo i criteri attraverso i quali sono state assunte le decisioni in merito alle società per azioni e, più nello specifico, sulle compagini societarie che verranno abbandonate dall’Ente: «Le valutazioni non scaturiscono certamente da simpatie o antipatie, ma da riflessioni. Alcune di queste hanno fatto seguito anche a prese di posizione del Consiglio o dei consiglieri, con i quali ci siamo sempre confrontati. Il nostro fine è il bene della Provincia. Inoltre, abbiamo ovviamente tenuto conto della pressante normativa». Il nodo più contorto, manco a dirlo, resta legato alla Sogas, una delle due società per azioni (su un totale di quindici partecipate) su cui i vertici di palazzo dei Leoni hanno deciso di continuare a puntare.

Ciò nonostante ci siano diversi esponenti del Consiglio provinciale, soprattutto provenienti dalla fascia tirrenica, che chiedono lumi sul perché il progetto di costruzione dell’aeroporto del Mela (localizzato nella piana di Milazzo) non venga sostenuto con la stessa forza con la quale si “combatte” per le quote della società di gestione dell’aeroporto dello Stretto, recentemente portate dal 4 al 20%. Bisignano ha risposto facendo riferimento alle dichiarazioni del presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha parlato di stop a nuovi scali in Sicilia dopo l’apertura di Comiso. La contro-risposta è stata affidata a Tonino Calabrò (Autonomisti di Base), che ha sottolineato come invece sia paradossale che la Provincia messinese vada in contro a nuovi costi per far “decollare” il Tito Minniti senza far nulla per uno scalo nel suo territorio. Considerazioni che prendono corpo considerando che la stragrande maggioranza dell’utenza peloritana si rivolge, come noto, all’aeroporto di Catania piuttosto che a quello di Reggio Calabria. Complice di questa situazione, oltre la palese differenza tra offerta di voli e relative tariffe, il clamoroso “flop” della Metromare, inaugurata in pompa magna nel giugno scorso e mai calibrata sulle reali esigenze dei viaggiatori.

Intanto appena l’altro ieri il capogruppo dell’Mpa, Roberto Cerreti, si era espresso sulla possibilità di presentare un emendamento per la fuoriuscita dalla Sogas nel caso in cui l’Amministrazione provinciale non riuscisse a convincere sulla bontà delle proprie scelte: «L’abbandono della partecipazione contribuirebbe a risollevare almeno in parte le crepe economiche dell’Ente, mentre riteniamo che addirittura la Provincia potrebbe a breve trovarsi a dovere sostenere un’ingente spesa per la ricapitalizzazione della stessa Sogas, dopo aver aumentato le proprie quote da 4 al 20%, per uno scalo che utilizzano pochissimi messinesi. Eppure nel programma del Presidente Ricevuto si parla anche di aeroporto nel territorio messinese». Cerreti conclude sostenendo che «permane molta confusione» su una delibera ritenuta «anomala», avendo il «semplice sapore di una presa d’atto perché non seguita da singole delibere che decreterebbero l’effettiva fuoriuscita dalle varie realtà». Resta il fatto che l’eventuale possibilità per il Consiglio di potere decidere anche sul mantenimento delle quote, oltre che delle fuoriuscite, potrebbe mettere in seria crisi le volontà programmatiche della testa dell’Ente.

La Sogas Spa, lo ricordiamo, è la società di gestione dell’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” che ha sede a Reggio Calabria. Le perdite di bilancio negli ultimi quattro esercizi ammontano a -2.257.028 euro per l’anno 2005, -6.018.982 euro per il 2006, -4.045.919 euro per il 2007, -3565.645 euro per il 2008. Attualmente è in corso una fase di ricapitalizzazione, con incremento del capitale sociale, volta a fronteggiare la delicata situazione finanziaria che, come si legge in una nota di Sogas Spa del 3 dicembre u.s., è caratterizzata da una «significativa criticità non più a lungo facilmente sostenibile, come dimostra l’agitazione del personale». A penalizzare ulteriormente l’attività societaria, la mancanza di «quei congrui collegamenti marittimi, in atto del tutto insufficienti, tra le due sponde dell’aerea metropolitana dello Stretto, dedicati all’aeroporto, già per altro formalmente sollecitati dalla Sogas agli Organi pubblici competenti». La realizzazione di tali adempimenti, destinati ad acquisire la necessaria solidità economico-patrimoniale – così come scritto dal Presidente della Sogas, Pasquale Bova, agli Enti soci (Regione Calabria, Provincia e Comune di Reggio, CCIA di Reggio e Provincia di Messina) – rappresentarebbero la “base” per proseguire nell’opera di rilancio dello scalo aeroportuale.

 

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