LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Fermiamoli prima che sia troppo tardi

Posted by Peppe Caridi su 21, dicembre, 2010

https://i2.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/12dicembre/scontri%20roma.jpgdi Giovanni Alvaro – Siamo alle solite. Pensando che ‘lisciando’ gli studenti li si possa manovrare e egemonizzare è l’en- nesimo incredibile errore della sinistra italiana o almeno di quel che resta dell’area che fu, culturalmente e politicamente, dei Gramsci e degli Amendola. Come sempre la presunzione, l’arroganza e la vacuità di personaggi che senza un vero trascorso politico ma solo con una pallida e inconsistente cronaca, stanno percorrendo un sentiero pericolosissimo per la nostra democrazia. E si sta giocando con il fuoco, un fuoco che può diventare drammatico. Prima minimizzando i piccoli episodi, comunque sempre gravi, da Bonanni a Schifani agli assalti alle sedi sindacali, e poi, spostando l’attenzione dalla luna al dito, nelle recenti vicende susseguenti agli oltraggiosi scontri determinati a Roma da frange sempre più convinte di avere cordoni protettivi adeguati alle proprie gesta e che comunque si sentono ‘autorizzate’ a ‘giocare’ ai resistenti. In questa direzione vanno alcune dichiarazioni farneticanti di Dario Franceschini, della Anna Finocchiaro, di Nichi Vendola, degli Staderini e dei Granata di turno.

Il rischio di fronti sempre più violenti è un rischio reale che ormai va avanti autonomamente. Si ha l’impressione che si sia innescato un meccanismo teso alla ricerca, ad ogni costo, del martire da usare e santificare sperando che, esaurite inutilmente tutte le strade per liquidare il premier, sia possibile percorrere una deriva che porti ad una soluzione definitiva del problema sull’onda di scontri violenti di piazza.

Essendo falliti i gossip (rifiutati dall’opinione pubblica e sgonfiatisi nel giro di poche settimane); le aggressioni mediatiche tipo Ballarò, Annozero e Report (che lasciano ormai il tempo che trovano); la caccia all’uomo nero in cui sono impegnati ben 7 Procure con infimi risultati; l’addebito al Caimano della trattativa Stato mafia, con spregiudicato uso di ‘pentiti’ come Spatuzza e Ciancimino, che le dichiarazioni di Conso (Ministro Giustizia con Ciampi) hanno presentato sotto altra luce. Fallita, buon ultima, l’ipotesi ribaltone, la ‘pancia’ del popolo di sinistra intende giocare la carta della piazza ribellista, essendo fallito anche lo schieramento della piazza oceanica con relativa guerra delle cifre.

Quel che non si vuol capire è che la posta in gioco non è Berlusconi, ma la stessa vita democratica del Paese. Per questo, chi soffia sul fuoco è un vero irresponsabile. Miope si dimostra chi polemizza con il senatore Gasparri che chiede, così come fanno altri esponenti del PdL e lo stesso Pierferdinando Casini, mano dura nel contrasto non della libera manifestazione del pensiero e del dissenso, ma delle strumentalizzazioni e dell’uso spregiudicato di giovani studenti. Miope e irresponsabile perché queste realtà sono l’humus fondamentale per far rivivere stagioni terribili al nostro Paese quale fu la stagione del piombo e della P38.

Pensare che, poi, sia facile spegnere l’incendio è illusorio, perché l’attuale sinistra, tra l’altro, non ha la statura e la forza culturale c’ebbe la sinistra della stagione delle Brigate Rosse. Quella sinistra contribuì ha difendere la convivenza civile del Paese aiutando l’isolamento dei banditi della stella a 5 punte, quella di oggi, verrebbe, essa, isolata anche se oggi è convinta d’aver messo il cappello al movimento ribellista. Movimento che troverebbe nei Di Pietro, nei Grillo, nei Santoro e in tutti i guru dello sfascismo i propri protettori.

Fermiamoli noi, allora, prima che sia troppo tardi. Fermiamoli senza preoccuparci delle sterili, inutili e vergognose polemiche non sul reale pericolo che corre l’Italia, ma sulle aggettivazioni e sulle virgole che alcune dichiarazioni possano contenere. Un’altra Roma messa a ferro e fuoco non è più tollerabile.

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Una Risposta to “Fermiamoli prima che sia troppo tardi”

  1. Alberto Ieracitano said

    Sul contenuto abominevole del testo offensivo nei confronti di tutti gli studenti passo che non è il caso, ma “c’ebbe” e “contribuì ha difendere” non si possono lasciar perdere. La foga di “fermarli” è così tanta che non si bada più neanche a come si scrive oltre che al cosa.
    E’ stata una lettura parecchio interessante,
    Saluti.

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