LA PAGINA – Peppe Caridi Live News

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Dopo la fiducia: Governo AVANTI TUTTA

Posted by Peppe Caridi su 15, dicembre, 2010

https://i1.wp.com/www.ilcalcestruzzo.it/images/stories/12dicembre/fini%20arrabbiato.jpgdi Giovanni Alvaro – Le insistenze, diven tate via via sempre più stucchevoli, per otte- nere le dimissioni di Berlusconi avevano l’obiettivo, come avevamo previsto in un precedente pezzo, di ottenere la cacciata dell’uomo nero senza le incognite di un voto che poteva riservare delle vere e proprie sorprese soprattutto alla Camera essendo pacifico che al Senato il Governo aveva una buona maggioranza. Si volevano anche nascondere le eventuali spaccature, in particolare, quelle prevedibili in Futuro e Libertà i cui parlamentari mal digerivano alleanze improprie e strumentali con le varie facce della sinistra. E così è stato. Fino all’ultimo si è tentata la manovra truffaldina con la proposta elaborata dagli ‘apprendisti funamboli’, durante la notte per ottenere il ‘suicidio’ del Caimano. “Ci asterremo al Senato”, hanno proclamato i vari Bocchino, “e Berlusconi eviti la ‘conta’ alla Camera”, facendo finta di dimenticare che l’astensione al Senato viene conteggiata come voto negativo, e facendo finta di ignorare che il voto dei finiani sarebbe risultato praticamente inutile in un senso o nell’altro. I 162 voti a favore della fiducia a Berlusconi contro i 135 contro e 11 astenuti (10 finiani e il Presidente Schifani) sono, sostanzialmente, 162 contro 145 e 1 astenuto.

Ma il problema vero è stato alla Camera dove infatti si è verificata l’emorragia finiana e alcuni abbandoni dell’IDV e del gruppo misto. Si è scatenato un vero e proprio volgare attacco per il passaggio all’area dei moderati di diversi parlamentari, letto come calciomercato, compravendita, mercato delle vacche, e imbastendo attorno a detto problema anche un incredibile risvolto giudiziario per la disponibilità dimostrata della Procura di Roma che evidentemente, non respingendo l’esposto dipietresco come irricevibile, ha dimostrato che sconosce l’art. 68 della Costituzione italiana che testualmente recita: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.

Anche la Camera, respingendo le mozioni di sfiducia con 314 a 311 e due astenuti, ha deciso per la sopravvivenza del Governo, e a nulla valgono adesso tutte le ‘castronerie’ che sarebbe una vittoria di Pirro. Intanto non essendo passata la crisi al buio si deve lavorare per allargare l’area dei moderati, inserendo organicamente nella maggioranza quanti hanno dimostrato, in questa circostanza, sensibilità per le sorti dell’Italia, e tentando di coinvolgere nell’operazione ‘responsabilità’ forze moderate troppo a lungo lasciate fuori.

Parlo, senza allusioni inutili, dell’UDC che deve smetterla, però, di continuare a richiedere le dimissioni del premier che non le ha date quando era a rischio e non le potrà dare neanche ora che è di nuovo saldamente in sella. I giochini da prima Repubblica vanno accantonate essendo necessario partire dal nuovo dato di fatto: il Governo è di nuovo legittimato. Non si è d’accordo? Si insiste a ‘salvare la faccia’? Non ci potranno essere margini di manovra. O dentro o fuori con tutto ciò che ne consegue. Sarebbe assurdo mantenere una situazione di precarietà.

Se l’UDC rifiuta, nettamente o col politichese, di far parte del Governo appena rilegittimato, bisogna procedere sul terreno del ‘fare’. Non bisogna, quindi, avere cedimenti (le colombe interne si quietino per un pò), dando la parola ai fatti: al primo appuntamento utile si voti contro le iniziative del Governo, lo metta giù, gli si faccia mancare la maggioranza e se Berlusconi, su qualche provvedimento (giustizia, mezzogiorno, sicurezza, ecc.), chiederà il voto di fiducia, gli si voti contro o lo si faccia decadere. La strada porterà dritto dritto a nuove elezioni.

Se invece prevarrà la ‘responsabilità’, sostantivo troppo abusato in queste settimane ma più che mai appropriato dopo la fiducia espressa dalla due Camere, si potrà riprendere un cammino di operosità e di riforme che il Paese attende da troppo tempo a partire da quella sulla giustizia.

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2 Risposte to “Dopo la fiducia: Governo AVANTI TUTTA”

  1. mimmasuraci said

    stai a vedere che il comportamento incomprensibile di Fini mi sta facendo diventare meno antipatico Berlusconi. aldilà delle battute io mi auguro, anche se purtroppo ritengo sia difficile, che la lezione sia servita a Berlusconi, il quale dovrebbe avere il coraggio e l’audacia di fare veramente quelle riforme che la maggior parte degli italiani si aspetta e perciò l’ha votato. a cominciare, giusto per restare in un argomento caldo, con l’eliminare il CEPU, una realtà di abuso nei confronti degli studenti e delle loro famiglie; con l’eliminare tutti i progetti in ambito scolastico che sono uno sciupio di risorse pubbliche e appannaggio di pochi docenti e in proposito è opportuna la lettura del volune “Asini calzati e vestiti” di Roberto Alonge. E ancora riorganizzare exnovo il potere giudiziario eliminando tutte le leggi esistenti e facendone nuove con pochi articoli chiari e ben definiti dando così lavoro ai parlamentari che okkupano i loro scranni come parassiti. Riconsiderare profondamente il sistema tributario con attenzione reale nei confronti delle famiglie e la pubblica amministrazione, che è in un pantano se è vero come lo è che per avere il riconoscimento di un diritto occorre adire individualmente le vie legali alimentando la casta degli avvocati che vivono sulle disgrazie dei cittadini.Riconsiderare veramente,e in via prioritaria,i costi della politica. Berlusconi, sempre secondo me, non dovrebbe pensare al consenso, perchè gli italiani capiscono e sono stanchi del politicume: questo è il motivo per cui l’hanno votato e questo è il motivo per cui in molti si sentono da lui delusi.

  2. Paolo said

    Peppe Caridi…i tuoi articoli di politica mi rendono davvero triste

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