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Università di Reggio, il prof. Fera si difende con orgoglio: “Sono totalmente estraneo a tutte le accuse, basta ai processi mediatici”

Posted by Peppe Caridi su 10, dicembre, 2010

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/fera.jpgdi Peppe Caridi – E’ stata una conferenza stampa insolita quella del prof. Giuseppe Fera, affiancato dall’avvocato Lucia Rosa De Benedetto: si è infatti svolta in una saletta di un bar/pizzeria dopo che il Rettore, Massimo Giovannini, ha “diffidato all’uso dei locali dell’ Ateneo per lo svolgimento della conferenza stampa” in quanto gli stessi locali sono “destinati ad attività di carattere istituzionale collegate a finalità di studio e ricerca” mentre invece, si legge nella nota firmata dal rettore, la conferenza è stata convocata “per interessi strettamente relativi alle loro persone e/o legati a procedimenti disciplinari e giudiziari in corso”.

Il prof. Fera ha confidato ai giornalisti di aver convocato la conferenza stampa nella sua stanza, e non in un’aula pubblica dell’ateneo, ma per evitare ulteriori polemiche e conseguenze anche legali, ha preferito spostare il tutto in un luogo di fortuna.
Poco cambia, per quanto riguarda i concetti e i contenuti espressi dal professore, che con grande orgoglio ha voluto rivendicare “l’assoluta estraneità alle accuse”, e dalla giovane e agguerrita avvocatessa che ha spiegato, in apertura, i motivi di quest’incontro con la stampa: “Abbiamo convocato i giornalisti per chiarire alcune questioni che sono state oggetto di interpretazioni inesatte”.
La dott.ssa De Benedetto è entrata subito nel merito della questione, spiegando che “il prof. Fera è oggi indagato solo ed esclusivamente per reato di falso ideologico riferito all’esame della signorina Eliana Pelle. Non c’è alcuna indagine in corso, al momento, per il reato di favoreggiamento, come invece qualcuno ha scritto. Il prof. Fera è stato ascoltato occasionalmente in alcune intercettazioni rivolte al sig. Antonio Pelle. Ha ricevuto solo ed esclusivamente un avviso di garanzia e un avviso di diritto di difesa, con l’invito a presentarsi in Procura per chiarire alcune circostanze legate all’esame della signorina Eliana Pelle. Il prof. Fera ha chiarito le modalità dell’esame: in realtà non si tratta di un falso perchè l’esame era previsto regolarmente secondo la normativa di ateneo. Era prevista la sessione straordinaria con commissione ordinaria, tutto previsto dalla regolare calendarizzazione dell’ateneo. La mattina del 20 aprile il prof. Fera ha fatto il suo mestiere e ha svolto l’esame di ‘Laboratorio di Progettazione Urbanistica’ che prevede 12 crediti formativi, di cui 4 per il diritto urbanistico assegnato alla prof.ssa Ferrara e 8 per il laboratorio, che prevede due prove di cui una teorica e una pratica, e proprio queste sono state quelle valutate dal professore che, gestendo le attività di laboratorio, si incontra con gli studenti ogni giorno per molte ore e per molti mesi: per questo motivo è normale che si venga a creare un pò con tutti un certo rapporto e che si arrivi all’esame già conoscendosi. La signorina Pelle ha svolto il processo di studio della materia, con lezioni e laboratori, in modo diligente, degno e dignitoso. Ha avuto 28 nelle prove tecniche e 18 nella prova teorica e proprio per questo 18 la ragazza ha perso la borsa di studio che negli anni precedenti le era stata assegnata, questo per capire la serietà di chi lavora. Non avrebbero danneggiato la ragazza se la si voleva aiutare. Ha preso complessivamente 25 in quanto media tra i due voti, cosa che accade regolarmente anche con molti altri studenti. Il professore ha già spiegato tutte queste cose sia alla magistratura che al Rettore all’interno dell’Università che ha aperto un provvedimento disciplinare contestando al prof. Fera dei rapporti di carattere confidenziale con Antonio Pelle, ma in realtà non sono rapporti di carattere confidenziale. Il sig. Antonio Pelle, fino al 22 aprile era incensurato. I rapporti col ragazzo, per il professore, erano leciti, tranquilli, sereni nell’ambito della didattica che il professore svolge all’interno dell’ateneo, nati proprio all’interno del laboratorio per le frequentazioni di questo ragazzo che all’interno del laboratorio ha conseguito dignitosamente il suo esame nella primavera 2009. Non si tratta, quindi, di rapporti confidenziali. Nella prova scritta di Antonio Pelle, il prof. ha anche corretto alcuni errori del ragazzo e non gli ha dato il voto massimo previsto, gli ha dato 22. Inoltre il sig. Antonio Pelle era rappresentante degli studenti in quanto eletto dagli stessi studenti nel 2007. E’ normale che i rappresentanti degli studenti hanno contatti con i docenti anche a livello istituzionale, di più rispetto agli altri studenti. Certo non si può dire che il prof. Fera aveva rapporti con ragazzi poco raccomandabili. Pelle non aveva alcun problema con la giustizia, ed è stato nominato con decreto rettorale del 2007 dopo le elezioni studentesche che lui aveva vinto, quindi era conosciuto ai vertici dell’università e il rapporto con il professore era anche dovuto a livello istituzionale. Pelle è stato eletto dagli studenti che l’hanno votato e poi è stato nominato rappresentante degli studenti dal rettore. Era tutto in regola”.

Il prof. Giuseppe Fera ha preso la parola e, parlando in modo estremamente sereno e tranquillo, ha detto di aver “atteso prima di convocare questa conferenza stampa, perchè prima volevo chiarire la mia posizione con i magistrati inquirenti. Viste le intercettazioni telefoniche, era giusto chiarire questa situazione spiacevole. Adesso, dopo aver incontrato i magistrati e i vertici dell’università, voglio parlare anche alla stampa per difendermi dalle accuse assolutamente infondate che sto subendo non dagli inquirenti, non dalle autorità competenti, ma dai giornali e dall’opinione pubblica. Come ha già spiegato il mio avvocato, il voto alla signorina Eliana Pelle non è assolutamente una stranezza: capita spesso di fare la media quando ci sono prove teoriche e pratiche. Ho chiarito la mia posizione, anche sulla commissione d’esame che non era una commissione straordinaria, era solo una sessione straordinaria come tutte quelle che si chiamano così oltre a quelle già previste a inizio anno, ma era regolarmente fissata dal consiglio di facoltà, ed era la normalissima commissione che riguardava quegli esami”.
Fera, poi, continua a difendersi entrando nel merito di ogni singolo episodio che gli viene contestato: “La telefonata che Pelle mi fa? Dalla risposta che io do si vede chiaramente che io esami non ne faccio. A Pelle ho detto di farsi i fatti suoi perchè sapevo bene che lui gli esami li aveva già fatti. In modo educato, il senso della mia risposta era proprio quello di farsi i fatti suoi. Mi dispiace che da questo si siano create un sacco di costruzioni fantasiose che mi hanno portato ad essere quasi definito come un fiancheggiatore della cosca Pelle di San Luca: è una cosa che non ha alcun senso e io su questo esprimo il mio totale disappunto, anche perchè un conto è un esame che io sono pronto lì a chiarire, mentre altro discorso è parlare di fiancheggiamenti. Non sono neanche inquisito per favoreggiamento, solo per falso ideologico, che non c’è comunque e ho grande fiducia nella magistratura che farà chiarezza”.

Il prof. Fera, poi, accende un pò di polemica nei confronti della parlamentare in forza a Fli Angela Napoli, che in un’interrogazione parlamentare ha scritto che “sui mass media locali e nazionali è apparso che il prof. Giuseppe Fera è stato raggiunto da un avviso di garanzia perchè indagato per favoreggiamento e contatti confidenziali e amichevoli relativi alle intercettazioni telefoniche con lo studente di San Luca, Antonio Pelle”. Fera ha detto che è stato un “attacco incredibile”, ribadendo che non è assolutamente accusato di favoreggiamento e che un parlamentare dovrebbe documentarsi bene prima di rendersi protagonista di azioni portate avanti per il sentito dire. Fera ha risposto anche alle polemiche di “cinque consiglieri regionali che hanno attaccato l’ex assessore Regionale Michelangelo Tripodi perchè il mio lavoro per il QTR sarebbe stato poco trasparente visti i miei contatti confidenziali con le cosche di San Luca. Ma è davvero assurdo”. Si tratta dei consiglieri del Pdl Fausto Orsomarso, Giuseppe Caputo, Salvatore Magarò, Alfonsino Grillo e Mario Magno, cui Fera risponde che “il Piano Territoriale della Regione Calabria è stato redatto in poco più di 2 anni ed è stato un lavoro molto importante che non piaceva a molti fin dall’inizio, perchè questo è il nostro modo di fare la lotta alla mafia: abbiamo introdotto norme estremamente importanti per evitare le infiltrazioni mafiose e affermare la legalità, abbiamo insistito su questa strada e proprio per questo motivo a molti quel piano non va proprio giù”.

Le ripercussioni di questa vicenda sulla vita personale e professionale del prof. Fera sono evidenti, ma con serenità e orgoglio lo stesso docente dell’Università Mediterranea ha continuato a spiegare le sue ragioni: “Parliamo dell’agnello che mi ha regalato Pelle? Ma che c’è di strano? Nel corso della mia carriera di docente ho ricevuto diversi regali da studenti: portapenne, calzini di natale, ecc. ecc. Spesso e volentieri quando gli studenti vengono da paesini della provincia, hanno piacere di farmi assaggiare i loro prodotti tipici. Ho ricevuto vino di Pellaro, di Bivongi, formaggio del Poro, a volte li abbiamo anche assaporati con gli studenti. Il Pelle ha pensato di regalarmi un capretto, perchè? Forse con me aveva un rapporto abbastanza particolare perchè le mie origini sono di quella zona, mio padre e mia madre erano di Platì, un mio cugino faceva il medico a San Luca e mio nonno giocava a carte con Corrado Alvaro. Pelle mi chiedeva anche delle mie origini, è probabile che si sia stabilito un rapporto di simpatia per cui lui a Natale mi ha voluto fare questo regalo, chi conosce la calabria e i calabresi sa che queste cose sono normalissime. Io non ho fatto nulla di illecito. Pelle aveva conseguito l’esame nell’aprile 2009. Poi ha fatto il regalo a Natale 2009. E’ ovvio che non può essere un regalo fatto per un tornaconto, ma solo perchè nel corso degli anni si era creato un normalissimo rapporto. E comunque si parla di 5-6 telefonate intercettate nel corso di anni, non ci sentivano certo ogni giorno. Pelle è stato arrestato nell’aprile 2010, dopo il periodo in cui abbiamo avuto contatti universitari. Io che avrei dovuto fare? Tutti gli studenti possono iscriversi agli esami, nessuno deve presentare – secondo la nostra legislatura – la propria fedina penale. Che cosa potevo o dovevo fare? I contatti con il giovane Pelle erano sporadici e legati solo ed esclusivamente alle attività universitarie, senza alcun tipo di confidenza su cose di altro genere. Sarebbe stato assurdo vendermi per un capretto 40 anni di carriera. Mi farei schifo. Fosse stato per un rolex o per una macchina … ma un capretto, è ridicolo!! Il telefono su cui mi chiamava Pelle è su un’utenza che mi è stata data dal dipartimento, non è neanche una mia utenza privata. Non dò a nessuno il mio numero di casa. Quelloche aveva Pelle è praticamente un numero pubblico, c’è anche nelle email che mando agli studenti. E Pelle mi chiedeva cose che mi chiedevano moltissimi altri studenti, relative alle date di esami e alla logistica universitaria. Lui è stato intercettato, altri no. I rapporti che avevo con lui erano uguali a quelli che ho con moltissimi altri studenti. Pelle poi è stato anche uno studente diligente. Frequentava, era presente, veniva, seguiva, ha sostenuto l’esame con un test scritto in cui l’ho valutato 22, non mi pare una valutazione di favore. La mafia? Ci sono tantissimi studenti che vengono da certi paesi e che si chiamano con certi cognomi. Ma quando io vedo studenti di certi ambienti sociali che vengono a sedersi a lezione e dimostrano volontà di imparare, io sono contento e voglio dargli tutta la cultura che posso riuscire a trasmettergli perchè può farli crescere per intraprendere la strada della legalità. Dobbiamo essere contenti che ragazzi da Sinopoli, Taurianova, Platì, San Luca e Seminara arrivino all’università a iscriversi e studiare, altrimenti non ha senso dire che la ‘ndrangheta va combattuta anche a livello culturale”.

Fera ha poi risposto ad alcune domenda dei giornalisti sul comportamenti del rettore Giovannini e di alcuni colleghi: “L’ho già detto al Rettore: io credo che il vissuto conti. Come vedete, ho parlato nello specifico di ogni cosa che mi viene contestata. Ma a prescindere da questo, credo che quando si parla di una persona bisogna tener ben presente il suo vissuto e la sua storia. A Reggio il movimento studentesco è nato con me a fine anni ’60 e inizio anni ’70. Quest’università è la mia vita, sono una persona assolutamente estranea a contatti e fiancheggiamenti di questo tipo. Sono rimasto sorpreso e credo che il rettore e alcuni miei colleghi potevano dimsotrare un pò più di coraggio perchè chi mi conosce sa benissimo come sono. In questa terra siamo condannati ad avere paura non solo della mafia, ma anche dell’antimafia. E non hanno il coraggio di difendermi perchè hanno paura di fare brutta figura di fronte all’opinione pubblica. Io sono talmente tanto estraneo a tutto che vi dico anche che mia figlia è stata bocciata proprio al test di accesso all’università di settembre 2009 in cui l’accusa dice che Pelle pilotava gli accessi. Per farle passare quel test non solo non mi sono rivolto al Pelle, che sarebbe stata una cosa ridicola, ma non mi sono rivolto neanche a nessun collega tra quelli che facevano le domande. Poi qualcuno mi ha anche bonariamente rimproverato dicendomi che potevo dirlo che c’era mia figlia, invece l’hanno bocciata. Ma questo è il mio stile di vita. Ho la sensazione che c’è grande paura, è una cosa che mi preoccupa, non possiamo fare processi mediatici solo in base alle indiscrezioni. I professori romani? Arrivano, fanno la loro lezione e vanno via. I contatti ce li abbiamo noi, sul territorio ci siamo noi. Io martedì farò lezione nonostante non sia il mio giorno, ma abbiamo perso diverse lezioni importanti e mi sento in dovere di recuperare ciò che non è stato fatto per via di questi fatti e delle protesta. L’ho sempre fatto, non è una novità di quest’anno e i miei studenti lo sanno. Io se penso che ci sia un’ingiustizia la grido. C’è qualcuno che non la pensa come me, non lo posso biasimare. Sono qui per difendermi, non mi aspetto nulla da nessuno. Non mi pare ci siano le condizioni, nella maniera più assoluta, che il rettore possa prendere provvedimenti contro di me, anche se nelle interviste fatte ancor prima di ascoltarmi diceva che avrebbe deciso quale provvedimento prendere contro di me. Non si possono fare scelte solo sulla spinta di una certa opinione pubblica senza nessun accertamento. E’ un processo mediatico di cui mi sono stufato, spero che finisca. D’ora in avanti chiunque si permetterà di fare azioni di questo tipo, mi costringerà a procedere legalmente. Oggi mi è stato impedito di tenere una conferenza stampa nella mia stanza. Ma queste cose incredibili contro di me le hanno dette all’interno dell’università, ormai mi aspetto solo che qualcuno venga a dire che bisogna ripristinare la pena di morte perchè ho preso un capretto da Antonio Pelle. Io credo che i problemi delle università siano altre. Ovunque ci sono studenti che cercano di copiare o di aggirare gli esame. In quest’università c’erano queste cose anche prima che esistesse Pelle. Oggi, anzi, la situazione è molto migliorata rispetto a una volta, quando docenti si ritrovavano le gomme della macchina tagliate. In altre città, mafia o non mafia, c’erano tariffe per ogni esame, qui invece non c’è assolutamente questa situazione. Non vorrei che alcuni attacchi vengano fatti per mantenere ognuno i propri piccoli feudi, perchè di questo stavamo parlando e di questo stavamo organizzando discussioni legate alla ‘mission’ ministeriale di mantenere solo i corsi di laurea più importanti eliminando gli sprechi. Ben venga un codice etico. Ho letto le misure approvate dal senato accademico, e mi trovo d’accordissimo. Che un’università si doti di un codice etico mi sembra una cosa buona e importante. Non tutto il male viene per nuocere se questa vicenda ha prodotto queste scelte. Ma codice etico significa che i docenti vanno e fanno lezione ognuno, senza delegare altri. Il codice etico non può essere relativo solo ai capretti. Molti docenti non fanno lezione, mandano gli assistenti o a volte non si preoccupano neanche di mandare gli assistenti. Ci sono legami di parentela tra i docenti, ci sono promozioni di carriere, queste cose deve combattere il codice etico e vorrei davvero che il codice etico venisse approvato su tante porcherie che si verificano all’interno dell’università, non su un capretto regalato da uno studente. Le anticipazioni di giudizio sui giornali sono stata una nota dolente che mina a compromettere la serietà delle questioni. Noi siamo sereni e confidiamo nella magistratura. Si è stati poco prudenti e poco rispettosi nel dichiarare alcune cose. Nel mio caso c’è una vita che testimonia il mio comportamento, ci sono centinaia di studenti e c’è il mio modo di fare che non cambierà mai, perchè anche se mi ha provocato questa rogna, mi ha anche dato grandi attestati di stima e soprattutto di affetto. Molti miei studenti mi ripetono sempre che per loro sono stato qualcosa di più che un professore, e che oltre a un pò di urbanistica gli ho insegnato degli stili di vita. Il mio orgoglio per queste cose non me lo potrà mai cancellare nessuno”.

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