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Podargoni: i video e le riflessioni di Salvatore Marrari

Posted by Peppe Caridi su 9, dicembre, 2010

di Salvatore Marrari – Se un uomo, uno dei vecchi “pudargunoti”, così sono chiamati gli abitanti nel nostro dialetto, morto cento anni fa, avesse la possibilità di tornare in vita, su questa terra, con una miracolosa resurrezione, rimarrebbe di certo profondamente impressionato e sconvolto dal deserto esistente nella sua Podargoni e anche dalla vita dei nostri giorni. Nello stesso tempo avrebbe la possibilità di conoscere la formazione di una nuova e piccola foresta, vedrebbe le liane tra le vecchie case abbandonate, una natura selvaggia invadere quelle aree che un tempo erano abitate e civilizzate, vedrebbe strade tortuose e impraticabili. In questa frazione, delizioso borgo quasi totalmente abbandonato, ci vivono stabilmente tra le 30 e le 40 persone, praticamente nel fondovalle del torrente del Gallico, a circa 500 metri di altitudine, circondata da vette che superano i mille metri di altezza, siamo in zona pre-aspromontana.
A seguito di una perizia, haimé, fatta da un geologo, scatta un allarme non di piccole proporzioni : il costone che si trova a monte della strada non è stabile, rischia di franare da un momento all’altro”. E così, che nell’anno 2008 viene chiusa ufficialmente l’unica strada provinciale, cosìcché, l’autobus di linea, unico mezzo pubblico, economico e funzionale è costretto a fare capolinea nella vicina frazione di Schindilifà, non va oltre e i nostri cari paesani, per raggiungere la città, Reggio Calabria, devono percorrere circa 2km a piedi per raggiungere l’aspromontana strada Gallico-Gambarie e prendere la corriera extraurbana che impegna più tempo e maggiori costi. Si diceva che la strada dianzi menzionata è ufficialmente chiusa, ma in effetti ci passano ugualmente tutti i mezzi privati eludendo la segnaletica.

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Una Risposta to “Podargoni: i video e le riflessioni di Salvatore Marrari”

  1. I commenti, gli articoli, le segnalazioni dovrebbero concorrere
    per la stessa finalità, si riscontra completo disinteresse della cosa pubblica, ma anche dei cittadini rassegnati ad un tipo di vita che tutto è normale ,il vivere nel Sud è un diritto come al Nord. In democrazia si protesta si sciopera si chiede, ma se nei commenti degli articoli del caro giornalista anche da parte dei professionisti e dei cittadini non si riscontra nessuna attenta partecipazione come si possono risolvere i problemi. Egli non è confortato! Sul costone oggetto di scivolamento o cadente quanti geologi privati o del Degli Enti interessati sono intervenuti? I giornalisti lanciano appelli di detta pericoloisità Buoni e tranquilli, ma non per dare la notizia, è per risolvere il problema. Ecco la necessità del MANAGER CHE MANCA IN REGGIO CALABRIA e nel Sud .Anche lungo la strada Bar Paradiso-Cerasi esiste un pericolo di frana causa gli scoli stradali deviati erroneamente senza intervento idraulico. Si constatino queste situazioni
    E i soldi per gli interventi? E’ compito del politico reperirli Si ricorda ,che 100m di ponte Pietrastorta per la soluzione si sono impiegati molti anni per il suo copletamento! DBV

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